Harry Styles: Behind the Album | Tutti i retroscena su uno dei dischi del 2017

Ieri è stato rilasciato da Apple Music il documentario che racconta il processo di creazione dietro al tanto atteso album dell’ex One Direction Harry Styles.

Nel documentario ci troviamo di fronte ad Harry, alla sua band e al produttore alle prese con la scrittura delle canzoni; il tutto intervallato dalle performances live del cantante di sei canzoni estratte dall’album Harry Styles, uscito lo scorso 12 maggio.

Harry apre il documentario raccontando della sua passione per i Beatles e parlando degli studi di Abbey Road, dicendo di essere rimasto completamente senza parole la prima volta in cui vi entrò dentro. Dopo questa breve introduzione, partiamo con la prima performance live: Only Angel. Tra un accordo e l’altro dice di non aver mai avuto l’occasione di concentrarsi su un album intero come ha fatto con questo ed inizia a raccontare la storia dietro alla nascita di questo, a mio parere, splendido disco.

Tutto ebbe inizio in Giamaica, dove Harry rimase per due mesi: nessuno sapeva dove fosse. Si trattava di un piccolo segreto tra l’artista e i musicisti che gli stavano intorno, cimentandosi così in un’esperienza di scrittura del tutto nuova e vivendo uno dei periodi più belli della sua vita. In Giamaica sono state scritte sei canzoni delle dieci che poi andranno a comporre l’album.

harry-styles

Dopo il secondo live, quello di Two Ghosts, arriva il momento di fare un passo indietro, indietro fino al concerto dei One Direction a San Siro. Il catante racconta di aver amato tantissimo il periodo passato con la band e di non aver mai sentito la necessità di fingere che gli piacesse o di essere qualcun’altro. Subito dopo la pausa presa dalla band il cantante ha sentito la necessità di tornare un po’ a casa per passare del tempo con la famiglia e con gli amici, ma allo stesso tempo sentiva di non riuscire a star fermo a lungo, aveva bisogno di scrivere, di dire tutto quello che pensava.

Arriva il turno di Kiwi. Sulle note di questa canzone scopriamo quanto Harry sia affezionato alla propria band e ad uno di loro in particolare, con cui ha scritto la maggior parte delle canzoni: Mitch Rowland, uno dei chitarristi.

Passiamo ad un’altra canzone: Sweet Creature. Niente di meglio di questa melodia per accompagnare la descrizione del produttore del disco, Jeff Bhasker, colui che è stato capace di trovare del buono nelle canzoni anche quando non c’era.

Mentre Harry canta Carolina scopriamo che è stata l’ultima canzone scritta per l’album. Era il pezzo mancante, quel pezzo divertente che non era ancora stato incluso. Un pezzo talmente piacevole da riuscire ad includere una pentola tra gli strumenti.

Arriviamo alla fine e quindi a Sign Of The Times, la canzone che ha fatto sì che l’album fosse effettivamente un disco, un brano scritto da Styles in soli cinque minuti al piano.

Che dire se non che Apple Music è riuscita di nuovo a colpire nel segno? Anche se, ovviamente, il soggetto ci ha messo del suo 😉

Serena

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