The Chainsmokers all’Ippodromo di Milano: tanta euforia, ma poca sostanza | Recensione Concerto

Mercoledì scorso si è tenuto il concerto del duo americano The Chainsmokers all’Ippodromo di Milano, una delle cornici più suggestive per ricreare l’atmosfera “da festival” che va tanto di moda ultimamente.

Alex Pall e Andrew Taggart sono saliti sul palco puntuali e non hanno perso tempo nell’unire tutte le loro hit in un concentrato esplosivo di musica, suoni, luci ed effetti speciali. Per chi sapesse poco o niente dei The Chainsmokers, il duo ha raggiunto il successo con il singolo #Selfie, pubblicato nel dicembre 2013. All’epoca ben pochi di noi sapevano chi si celava dietro uno dei tormentoni più tedianti (e forse inutili) dell’anno successivo.

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Dopo aver rilasciato brani come Kayne insieme a sirenXX e Let You Go insieme al gruppo Great Good Fine Ok, nel 2015 esce il primo EP Bouquet, ma il brano che contribuisce a lanciarmi nell’olimpo musicale è Don’t Let Me Down, che vede la partecipazione della bellissima voce di Daya. Per i Chainsmokers questo è solo l’inizio. Vengono sfornate hit come Closer, in collaborazione con Halsey, Paris con Emily Warren e Something Just Like This, interpretata dai Coldplay.

Lo scorso aprile è stato rilasciato il primo album in studio, Memories…Do Not Open, anticipato dal brano The One, e il resto è veramente storia. Pall e Taggart sanno stare nel loro e quando si tratta di essere DJ e mixare in consolle, lo sanno fare egregiamente. Il problema principale di uno show di questo tipo, ovvero un DJ Set bello e buono, è senza ombra di dubbio quello di risultare monotono nei contenuti e nei suoni.

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Crediti Foto: Onstage Magazine 

L’80% dei brani proposti durante il concerto di Milano sono remix di suoni che ti entrano nel cervello intrippandoti. Bello, divertente, ma privo di un contenuto reale. Andare a un concerto dei The Chainsmokers significa divertirsi, perdere la testa (non letteralmente), bersi qualcosa con gli amici, fumarsi una sigaretta e muoversi sconclusionatamente. I veri pezzi degni di nota sono proprio quelli che vedono la presenza di un featuring, ma sono cantati in playback anche dal duo stesso, dalla vocalità pressapoco sconosciuta.

Sicuramente è piacevole esserci una sera, è anche sicuro che è meglio non esserci ad ogni data. Un solo concerto ci è bastato e sicuramente ci avanzerà per il resto dei prossimi anni.

Scaletta:

The One

Fuck It (cover Riot Ten)

B2U cover Boombox Cartel

Inside Out

Kanye

Dreaming (cover Smallpools)

Swang (cover Rae Sremmurd)

#SELFIE

Break Up Every Night

Until You Were Gone

Roses

Setting Fires (Boxinbox & Lionsize Remix)

Bloodstream

Don’t Say

Closer

Teach Me How to Dougie (cover Cali Swag District)

All We Know (con Virtual Riot Remix)

I Write Sins Not Tragedies (cover Panic! at the Disco)

Wake Up Alone

Habits (Stay High) (cover Tove Lo)

Let You Go

Young

My Type

Honest

It Won’t Kill Ya

Around the World (cover Daft Punk)

Still D.R.E. (cover Daft Punk)

One More Time (cover Daft Punk)

iPhone Playlist Interlude (Hypnotize / Last Resort / Don’t Stop Believin’)

Paris

Something Just Like This

New York City

Don’t Let Me Down

 

Alessia 

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