Fifth Harmony – “Fifth Harmony” | Recensione Album

Dicembre 2016: Camila Cabello, membro della girlband statunitense Fifth Harmony, abbandona il gruppo per motivi personali e non pienamente specificati se non in alcune interviste post-separazione dal gruppo. Agosto 2017: le Fifth Harmony, ora in quattro ma dal nome immutato, ci riprovano con il loro omonimo terzo album in studio.

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La copertina del terzo album in studio delle Fifth Harmony: l’omonimo Fifth Harmony | Crediti: Fifth Harmony (Twitter)

In realtà Lauren Jauregui, Ally Brooke, Dinah Jane Hensen e Normani Kordei non hanno mai rinunciato a quel progetto ambizioso iniziato nel lontano 2012, quando le cinque cantanti venivano assemblate come i pezzi di un puzzle sul palco di X Factor USA. Le Fifth Harmony hanno carattere da vendere e il loro ultimo disco ne è la prova. Sicuramente l’allontamento volontario di Camila Cabello può aver spinto le cinque giovani ragazze a rimettersi in discussione e sperimentare con un sound, che in realtà non si scosta poi così tanto dai dischi precedenti: Reflection e 7/27.

Le lyrics proposte sono più aggressive e più spinte ed emerge un desiderio di maturità personale e musicale non indifferente. I temi sono sempre gli stessi: amore, un pizzico di sesso, farsi desiderare dal/dalla proprio/a partner, fargli vedere che si è capaci di fare “questo e molto altro”, ma il sound è più ricercato: il tropical pop si mescola facilmente e piacevolmente all’elettronica e ai beat trap. Tra i brani di punta del disco meritano una menzione Sauced Up, Don’t Say You Love Me (ballad del disco) e la track di chiusura Bridges.

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Crediti foto: Fifth Harmony (Twitter)

Nel complesso, il disco è forse quello musicalmente più coeso, ma purtroppo poco incisivo, in quanto la personalità vocale delle ragazze (e non stiamo parlando di talento, perchè se dobbiamo parlare di doti vocali, le Fifth Harmony ne hanno sicuramente da vendere) non riesce pienamente ad emergere. Lauren, Ally, Normani e Dinah Jane hanno quattro belle voci, ma quando si tratta di spingersi oltre i propri limiti in quanto girl group, sono poco incisive.

Detto questo, non si tratta di un disco da bocciare. Semplicemente è un album da prendere con le pinze. Ah, detto tra di noi, la mancanza di Camila si sente e MOLTO.

Tracklist:

Down Feat. Gucci Mane

He Like That

Sauced Up

Make You Mad

Deliver

Lonely Night

Don’t Say You Love Me

Angel 

Messy

Bridges

 

 

Alessia

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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