Sam Smith – The Thrill Of It All | Recensione Album

Sam Smith è tornato venerdì scorso con un disco che ha molto da dire, specialmente in termini sentimentali. Dopo aver vinto un Grammy Award nel 2014 con Writing’s On The Wall, colonna sonora dell’ultimo film della saga di James Bond, Sam ha vissuto una brutta delusione amorosa e si è ritirato nella scrittura e nella composizione di questo secondo album: The Thrill Of It All.

Il suo primo LP, In The Lonely Hour, progetto che conta ben 7 milioni di copie in tutto il mondo, non si scosta completamente da questo nuovo lavoro. La tematica centrale del disco è l’amore, caratterizzato da un sound che mescola pop, soul e gospel, rendendo The Thrill Of It All un disco molto evocativo.

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Crediti foto: AXS.com

Il disco è stato anticipato dai brani Too Good at Goodbyes e Pray, ma è proprio in pezzi come Burning e la splendida HIM che Smith tira fuori il meglio di se. Durante la lavorazione del disco, il cantante ha rivelato di aver incominciato a bere e fumare spesso e volentieri per curare tutto il dolore che aveva in corpo.

Era il principio di qualcosa che in realtà non era ancora propriamente iniziato. Ecco perchè ho sofferto molto. L’idea di quello che avremmo potuto essere mi ha fatto stare veramente molto male“, ha dichiarato il cantante durante un’intervista esclusiva al settimanale britannico NME. Burning in particolare racconta tutta la frustrazione e il connubio di sentimenti che il cantautore britannico ha provato nell’arco di questi anni, nonostante ora sia felicemente impegnato con Brandon Flynn, attore della serie tv di Netflix Tredici.

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Crediti foto: etonline.com

HIM invece è una candida dichiarazione della propria sessualità da parte di un ragazzo gay a suo padre. Sam non parla di sé stesso, ma spera che questo pezzo possa aiutare chi si trova in difficoltà nel poter rivelare la sua vera identità alle persone a lui più care.

The Thrill Of It All è un signor disco, in quanto i testi e la produzione sono estremamente curati e riflettono l’obiettivo che Sam Smith si era posto di raggiungere al momento di incidere questo piccolo gioiello. Tuttavia, non è uno di quegli album che non appena premi play ascolti dal’inizio alla fine, lasciandoti completamente coinvolgere. Il suo ritmo è lento, poco incalzante. Poco importa che la vocalità del cantante sia strabiliante.

Tracklist:

Too Good At Goodbyes
Say It First
One Last Song
Midnight Train
Burning
Him
Baby, You Make Me Crazy
No Peace” (feat. YEBBA)
Palace
Pray
Nothing Left For You
The Thrill Of It All
Scars
One Day At A Time

Alessia 

 

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