Harry Styles live all’Alcatraz di Milano | Recensione Concerto

Ieri sera Harry Styles si è esibito sul palco dell’Alcatraz di Milano per chiudere in bellezza la leg europea del suo primo tour da solista.

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Harry sale sul palco alle 20:30 spaccate, facendo intravedere la sua figura dietro un tendone rosa pieno di fiori. All’improvviso il sipario cade giù ed ecco che inizia a cantare Ever Since New York.

Già dalla prima canzone si capisce la bravura dell’ex – One Direction, che fin da subito riesce a stregare il pubblico presente con la sua chitarra e la sua voce. Il live continua con altri brani estratti dal suo disco: Two Ghosts, Carolina, Sweet Creature, Only Angel, Woman, Meet Me In The Hallway e Kiwi.

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Arriva il momento di dare un tocco in più al concerto e cosa c’è di meglio di un salto indietro nel tempo fino ad arrivare a canzoni che Styles scrisse per altri e ad alcuni brani del repertorio dei One Direction? Da Just A Little Bit Of Your Heart (scritta per Ariana Grande) a Stockholm Syndrome per poi arrivare a What Makes You Beautiful, il tutto in un nuovo arrangiamento che rende tutto più rock.

Oltre ad essere un bravo musicista, ha dimostrato anche di avere un gran talento nell’intrattenere il pubblico e soprattutto a mostrare tutto l’animo genuino che lo contraddistingue, sia come artista sia come persona. Ride e scherza con il pubblico, si diverte a dire frasi in italiano e soprattutto invita i presenti ad essere loro stessi, ad essere ciò che vogliono e a fare ciò che li fa stare bene.

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E tra una battuta e l’altra continua a suonare. Arriva il momento di From The Dining Table, The Chain (cover dei Fleetwood Mac), un bis di Kiwi richiesto dal pubblico per poi finire con il primo singolo che l’ha portato in vetta alle classifiche mondiali, Sign Of The Times.

Avevo visto Harry più volte su un palco insieme ai One Direction e sapevo già quanto valesse come cantante, ma vederlo da solo in un contesto del genere mi ha fatto capire quanto questo nuova direzione musicale gli appartenga (senza nulla togliere alla boyband, ovviamente). Sembra essere nato per esibirsi in piccoli teatri, insieme alla sua band, alla sua chitarra e ai suoi completi a fiori.

Questo live è stato decisamente uno dei migliori che io abbia visto negli ultimi mesi, se non addirittura anni.

Che dire, mettete qualche soldo da parte e cercate di trovare un biglietto per le prossime date che farà in Italia nel 2018 (Milano e Bologna). Anche i più scettici non amanti dei One Direction si ricrederanno, ve lo posso assicurare! 😉

Serena

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