Musica dal mondo

Ho una sfida per voi: aprite la vostra libreria musicale e contate quante lingue diverse appaiono tra i vostri brani più ascoltati. Scommetto che la maggior parte di voi ne troverà principalmente due, italiano e inglese, o forse tre se aggiungiamo le occasionali hit spagnole e latinoamericane che ci accompagnano tutte le estati.

Eppure, non siamo tutti amanti dei viaggi e del mondo? Non passiamo gran parte del nostro tempo a sognare mete lontane e, per i più fortunati, a organizzare viaggi per visitarle davvero? E allora perché ci interessiamo tanto ai monumenti, alla natura e alle tradizioni culinarie di paesi così diversi dal nostro, ma non esploriamo attraverso mezzi molto più economici e facilmente fruibili, come la musica?

Grazie ai servizi di streaming disponibili al giorno d’oggi, sarebbe molto facile viaggiare il mondo attraverso la musica, rimanendo comodi sul proprio divano, con il portafoglio che non piange perché bastano i pochi euro dell’abbonamento mensile e non servono investimenti per voli intercontinentali.

Trovo che viaggiare attraverso i prodotti culturali di altri paesi sia tanto arricchente quanto viaggiare fisicamente verso tali paesi e anzi, forse a volte è ancora più significativo, perché il solo trovarsi di persona in un certo luogo non ne garantisce la comprensione: molti viaggiatori rischiano di cadere nelle trappole turistiche, di vedere solo quello che già si conosceva di un certo paese, di non imparare nulla e di non venire a contatto con nessuna persona del luogo. Al contrario, impegnarsi attivamente per venire a contatto con altre culture, senza aspettare che esse ci cadano addosso in occasione di un viaggio, indica tanta apertura mentale e voglia di capire il mondo, perché non limitiamo questa apertura ai momenti in cui ci troviamo all’estero, ma cerchiamo di sfruttare ogni mezzo a nostra disposizione.

Anche per questo, prima di un nuovo viaggio cerco sempre di leggere almeno un libro scritto da un autore di quel paese e di ascoltare almeno qualche canzone provenienti da lì. Naturalmente non pretendo di comprendere una cultura solo attraverso una superficiale ricerca Google che mi consigli gli autori e i cantanti più famosi di un certo paese, ma sono convinta che i prodotti culturali siano rappresentazioni profonde e importantissime della popolazione che li crea e credo fermamente che, se tutti fossimo un po’ più “cosmopoliti” nella nostra scelta di libri e musica, pian piano riusciremmo a sentirci tutti più vicini, a smettere di vedere gli altri come altri, come diversi, ma piuttosto come persone che rappresentano una normalità alternativa alla nostra, ma pur sempre una normalità.

Un’idea molto semplice è quella di utilizzare Shazam quando vi trovate all’estero e vi capita di sentire musica che non vi è famigliare, ma purtroppo non si può passare la vita viaggiando alla ricerca di brani da far riconoscere a Siri. Come fare, allora, per scoprire musica di paesi lontani, in lingue che spesso non capiamo, di interpreti che non conosciamo? Siamo qui per aiutarvi, con qualche consiglio su come farsi largo tra l’infinità di brani che affollano i servizi di streaming più famosi.

  • Le classifiche di Spotify e Apple Music:

Spotify e Apple Music ci semplificano la vita e creano automaticamente playlist che raccolgono i brani più virali in tantissimi paesi. Per Spotify, basta andare su Naviga > Classifiche > Top 50 per paese / Viral 50 per paese, e per Apple Music su Scopri > La Top 100 del giorno, per poi scegliere il paese che più vi ispira. 
Vantaggi: è super intuitivo e richiede pochissimo sforzo.
Svantaggi: spesso queste classifiche contengono anche canzoni già conosciute, che sono famose nel paese in questione ma provengono dai soliti giganti dell’industria musicale, gli USA e il Regno Unito.

  • Ricerca su Google:

Certo, è un consiglio banale, ma Google è una fonte incredibilmente ricca di informazioni che dobbiamo ricordarci di sfruttare al meglio. Spesso, sulle pagine Wikipedia dei paesi è presente la categoria Cultura > Musica: da qui potete prendere spunto per termini più specifici da impiegare nella vostra ricerca su Google. Ad esempio, per il Giappone vengono menzioni il j-pop e il j-rock, mentre per l’Ecuador saltano agli occhi vari nomi di generi tradizionali, come il pasillo. Utilizzando queste parole in una ricerca online, i risultati saranno sicuramente più precisi rispetto a una generica ricerca di “musica giapponese” o “musica ecuadoregna”.
Vantaggi: più incentrato sul singolo paese, risultati più ampi.
Svantaggi: i risultati potrebbero essere troppo ampi e quindi diventare confusi e scoraggianti.

  • Le playlist specifiche:

Sempre grazie ai maggiori servizi di streaming è possibile accedere a tantissime playlist create da altri utenti, i quali sono probabilmente più esperti di noi riguardo al genere scelto. Utilizzando quindi un metodo misto tra i consigli 1 e 2, potreste cercare su Google alcune parole chiave, da utilizzare poi in una ricerca su Spotify e Apple Music. Spesso, poi, queste playlist non sono semplicemente una raccolta di brani di successo, ma sono dedicate a un genere preciso, ad esempio il pop tedesco, il rock brasiliano… quindi, se riuscirete a trovare un genere che vi appassiona, sarà più semplice scoprire immediatamente tanti artisti che vi appartengono, evitando così di dover premere skip ogni due o tre canzoni.

Un mio consiglio personale è anche quello di seguire Iperborea su Spotify, l’account della casa editrice responsabile della collana The Passenger: ognuna delle pubblicazioni di questa collana è dedicata a un paese specifico e, in corrispondenza dell’uscita dei volumi, vengono anche create playlist dedicate alla musica di quei paesi, curate da esperti che sapranno sicuramente scegliere i brani più rappresentativi e importanti di ogni tradizione musicale.

In attesa del prossimo pezzo di Musica dal mondo, con qualche consiglio di album tratti dalle nostre playlist personali, cercate di mettere in pratica questi utili consigli, viaggiate con la mente e, magari, cercate anche di imparare qualche nuova lingua 😉

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