UAU il festival d’illustrazione e cose belle | Recensione

«Fantasma, revenant, sensibile insensibile, visibile invisibile, lo spettro, soprattutto, ci vede. Dall’altra parte dell’occhio ci guarda prima ancora che noi lo vediamo. Ci sentiamo osservati, a volte sorvegliati, prima di ogni apparizione. Soprattutto poiché lo spettro è lo spettro dell’evento, ci vede mentre ci visita. Ci rende visita. Lo spettro ci guarda senza lasciarsi guardare».

È da questa citazione di Jacques Derrida che prende le prime mosse la quinta edizione di UAU il Festival, il festival d’illustrazione e cose belle tenutosi la scorsa settimana (10-12 luglio) presso lo Spazio Giovani Edonè di Bergamo.

Abbiamo fatto due chiacchiere telefoniche con Andrea Arnoldi, la mente, l’anima e il corpo dietro questa serie di bellissime serate.
Anche solo dalla sua voce traspare la passione e l’entusiasmo che Andrea mette nel realizzare questa manifestazione, reso ancora più motivato dal fatto che UAU è stato uno dei primi eventi post lockdown tenutisi a Bergamo.

Il programma del festival è molto ricco: si passa da workshop a mercatini, a videomostre e a performance dal vivo, il tutto nella conviviale e accogliente cornice di Edonè Bergamo decorata con lucine instagrammabili e striscioni colorati sui quali appare il nome del loro progetto estivo di quest’anno “En Plein Air”.

In qualità di Music Distress (ma anche per accompagnare un’amica fan di JOO)  ho partecipato alla prima serata, quella di venerdì 10 luglio: una serata piacevole durante la quale abbiamo assistito all’anteprima assoluta della videomostra Metro Quadrato a cura del Collettivo Kalico Jack e alla performance dal vivo di JOO, con la quale avremo l’occasione di chiacchierare molto presto (stay tuned!).

La videomostra racconta con un linguaggio visivo il momento di isolamento appena trascorso, con illustrazioni costruite usando tecniche differenti. Otto mani, due per ognuna delle componenti del Collettivo, che condividono un foglio e poi uno schermo. I visuals ideati per l’opening party del festival rappresentano la sintesi di quattro stili diversi e sono stati accompagnati dalla deep house di Mikey Loops.

Credits: Giorgia Bacis

La performance di JOO è stata una necessaria ventata di aria fresca, un ottimo inizio per ritornare ad ascoltare e a suonare musica dal vivo. Giulia ha cercato per tutta la durata del suo set la vicinanza e il calore del pubblico, ricordando più volte quanto fosse felice di essere tornata ad esibirsi. La sua ora di esibizione si è suddivisa in un primo momento acustico, accompagnata da Alberto Zanini alla chitarra e ha proseguito con la presentazione del suo ultimo lavoro DAY ONE insieme a Edoardo Fumagalli (giradischi e beat) e Andrea Greco (batteria) che lei stessa ha definito i suoi “cuccioli”.

Credits: Giorgia Bacis

UAU il Festival è stata quindi una piacevolissima sorpresa, un evento che anche se itinerante mi ha fatto venire voglia di seguirli e di scoprire che cosa hanno ancora in serbo per il loro pubblico.

Alla prossima!

Giorgia

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