JOO | Intervista

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Come vi avevamo anticipato in questo articolo, oggi vogliamo presentarvi Giulia Spallino in arte JOO.

Vi abbiamo “portato” al suo live a UAU Il Festival e oggi la conosciamo meglio attraverso questa intervista:

Ciao Giulia, intanto grazie ancora per la tua disponibilità. Parlaci un po’ di te e della tua carriera ad oggi

Ho 35 anni e nella vita non sono mai stata ferma: ho cominciato a cantare molto tardi, intorno ai 20 anni, e da lì mi sono dedicata alla musica in diversi ambiti. Dal canto all’organizzazione di eventi, alla parte più tecnica (gestivo un negozio di musica e un service audio/luci) e tutt’ora gestisco insieme a mio marito il circolo Arci Ink Club a Bergamo.
In attivo ho un EP prodotto dai Mamakass (Coma Cose), primo esperimento di pezzi inediti, e un secondo prodotto da Bonnot (Assalti Frontali). Due anni fa ho cominciato a collaborare con Federico Laini dopo uno stop musicale di circa due anni in cui mi ero presa una pausa dalle canzoni e dallo scrivere.
Con Federico si è creato da subito un rapporto sincero e onesto: il suo modo di approcciarsi alla musica mi ha permesso di sentirmi a mio agio e di tirare fuori tutto quello che poi ho scritto. Sono veramente importanti le persone con cui decidi di collaborare: possono influenzare parecchio il risultato e soprattutto il viaggio che fai per arrivarci.

Che cosa ti ha ispirata a intraprendere la strada dello spettacolo e dell’intrattenimento?

Sono stata circondata da musica fin da piccola grazie alla mia famiglia.
Nonostante sia figlia d’arte (mio padre e mio zio facevano parte de Le Piccole Ore), in adolescenza ero restìa al mondo dello spettacolo e a tutto quello che ci orbitava intorno. Col tempo, mi ci sono avvicinata: ho avuto delle esperienze orribili purtroppo e altre molto belle e intense per fortuna.
Ho cercato di imparare da tutto questo e a portarmi a casa solo il meglio: anche se spesso è veramente complicato, ne vale la pena.

Come ti fa sentire  tornare a esibirti live dopo tutti questi mesi?

E’ una sensazione bellissima e quasi liberatoria. Ogni volta che torno su un palco è come se fosse la prima volta: sento ancora quell’ansietta bella che ti fa sbattere il piede. É rassicurante come sensazione perché vuol dire che ancora ci tengo.

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JOO è questo spazio che Giulia si è creata per provare a fare una sintesi di quello che è, se ho capito bene. Dove ti  sta portando questo progetto? Come ti sta cambiando?

Mi sta aiutando a dedicarmi spazio, a dedicarmi tempo, a dare valore a quello che mi piace e a ciò che mi fa stare bene.
Non ti è mai capitato di fermarti, in mezzo a una giornata, e chiederti “ma cosa sto facendo?”. Ecco, a me è capitato e ho cominciato a farmi domande su cosa stavo facendo e soprattutto per chi e lì ho deciso di creare JOO e di dare spazio alle mie scelte. Sembra scontato ma molte volte si sottovaluta il potere che abbiamo verso noi stessi.

DAY ONE è il tuo EP appena pubblicato: come mai hai scelto la strada del visual EP? Da dove arriva l’ispirazione per questo progetto?

Era da tanto tempo che volevo unire questi due mondi (musica e immagini) ma non ho mai trovato qualcuno che mi aiutasse ad approfondire certi aspetti. Martina (la ragazza che mi segue dall’inizio, dalle foto alla pagina Instagram fino al Visual EP) è stata una boccata di aria freschissima. Abbiamo cercato di tradurre in immagini e colori quello che cantavo, abbiamo coinvolto tante persone (alcune molto vicine a me, cosa che ha avuto un senso molto profondo) che si sono divertite a essere truccate e vestite ad hoc, sentendosi bellissime e libere. E’ stata un’esperienza incredibile: faticosissima ma intensa. Il primo Visual album che mi ha fatto spalancare la bocca e dire “lo voglio fare anche io!” è (ovviamente) Lemonade di Beyoncé. Per contenuti, arrangiamento e fotografia penso sia un mezzo capolavoro: tutti dovrebbero vederlo.

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Quali sensazioni, colori, emozioni leghi a questo lavoro?

Ci vedo tanta compassione, tanta tenerezza, un po’ di rabbia e tanto amore. Una palette che passa dal viola al blu fino al bianco.

Ti va di parlarci della te del passato e di come sta andando questo voler mettere ordine in te stessa e nella sua musica? Ti sei ritrovata? Dai brani sembra che tu sia arrivata alla conclusione che l’unica cosa da fare sia accettare che fondamentalmente siamo una fusione incomprensibile anche a noi stessi, che dobbiamo ascoltarci, dobbiamo darci tempo e lasciarci spazio

Fusione incomprensibile, proprio così. Ovviamente non sono arrivata ad accettarmi, a capirmi fino in fondo (chissà se qualcuno ci riesce)… ma ho fatto un passettino.

Su Youtube parli di “emancipazione e della santificazione dell’essere (donna)”: che percorso c’è dietro questa consapevolezza? Come si arriva a quel punto? Te lo chiedo sia per curiosità che per eventualmente dare una risposta a quelle ragazze e a quelle donne, me in primis, che stanno ancora cercando di capirlo.

Da quando sono nata sono sempre stata affascinata dalle figure femminili che mi circondavano: la figura femminile è così imponente, nasconde tante sfaccettature, tante sfumature. Siamo complesse, piene di crepe ed è questo il nostro bello. Attraversiamo tante fasi nella nostra vita nelle quali veniamo sottoposta a diverse pressioni e violenze (verbali, fisiche, mentali) ed è un dato di fatto che gli uomini non hanno mai attraversato certe esperienze e quindi sono molto lontani nella percezione diretta di ciò.
Ammetterlo a noi stesse, perdonarci, quasi come a concederci di essere, è essenziale per ricreare uno spazio reale e tutto nostro. E’ un percorso molto lungo che comprende anche un dialogo sincero con le figure maschili, condizionati a loro volta da secoli di “ruoli prestabiliti”.
Insomma, il discorso è molto lungo … per me, era importante “santificare” l’essere donna per darle il valore che merita, senza rabbia o senza puntare il dito contro qualcuno ma lavorando su di sé.

Infine, stai lavorando a qualcosa di nuovo? Cosa ti piacerebbe esplorare o tirare fuori?

Sto lavorando su un po’ di brani nuovi, anche in italiano, lingua che ho ho usato pochissimo. Chissà che non tiri fuori un DAY TWO così dal nulla 😉

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Ascolta e guarda DAY ONE qui

Giorgia

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