Angelica – Quando Finisce La Festa | Recensione Album

Angelica – Quando Finisce La Festa | Recensione Album

Quando Finisce La Festa, cosa succede? Ce lo racconta simbolicamente la cantautrice Angelica Schiatti, ex-membro della band milanese Santa Margaret, al suo debutto da solista.

Crediti foto: Carosello Records

Anticipato dai singoli dal sapore nostalgico Guerra e Mare, I Giocatori e Beviamoci, Quando Finisce la Festa (rilasciato daCarosello Records) vuole imporsi nel panorama it-pop italiano, confermandosi come una degli esponenti femminili più interessanti di un genere che ormai non può più essere definito indie.

Il disco ha un imprinting pop, un sound retrò che si fonde sapientemente al tempo stesso con l’elettronica odierna e alcuni sprazzi di rock. La voce delicata della cantautrice monzese conferisce all’album delle tinte pastello, contribuendo a creare anche un forte senso di nostalgia per il passato. Non è un progetto a caso, anzi, nemmeno la tracklist risulta banale. Angelica ha di fatto costruito un racconto autentico traccia dopo traccia, ricco di speranza e con la volontà di esorcizzare il concetto di malinconia stessa che è solita pervaderci in determinati contesti personali e sociali.

Crediti foto: Carosello Records

Scritto interamente dalla stessa Angelica e prodotto, registrato e mixato da Antonio “Cooper” Cupertino al San Pedro Studio di Milano, QFLA è il risultato di una collaborazione con musicisti di primissimo livello come Massimo Martellotta e Fabio Rondanini dei Calibro 35; Teo Marchese e Ivo Barbieri, protagonisti dei live di Ghemon; Adriano Viterbini, leader dei Bud Spender Blues Explosion e degli I Hate My Village e Daniel Plentz della band italo-brasiliana Selton.

Dopo il successo delle anteprime dei suoi live al Circolo Ohibò di Milano e all’evento Spaghetti Unplugged, Angelica si esibirà in un tour nei principali club d’Italia per presentare il suo nuovo album, un live prodotto da BPM Concerti. Nel mese di maggio inoltre Angelica avrà l’onore di aprire il tour italiano di Miles Kane, cantautore inglese co fondatore insieme ad Alex Turner dei Last Shadow Puppets.

Tracklist:

Adulti Con Riserva

I Giocatori

Beviamoci

Due Anni Fa

I Giocatori – P.M.

Guerra e Mare

Domenica e Lunedì

Mi Spiace (Davvero)

Bambina Feroce

QFLF – Quando Finisce La Festa

Alessia

Aphex Twin: il Beethoven della musica elettronica all’Home Venice Festival 2019

Il cartellone artistico di Home Venice Festival che dal 12 al 14 luglio porterà al Parco San Giuliano di Mestre le tendenze più in voga, dettando il cambiamento ed il rinnovo dello stile dei festival musicali in Italia, si arricchisce con una superstar mondiale. Dopo il recente annuncio della tripletta Pusha T, Mura Masa e The Vaccines, che è andato ad aggiungersi a Paul Kalkbrenner, LP, Editors e Young Thug, il prossimo 12 luglio arriverà a Venezia il fenomeno Aphex Twin: autentica istituzione musicale, dominerà il palco veneziano con le sue sinfonie elettro sperimentali.

Il musicista britannico, pseudonimo di Richard David James, è una delle figure più inventive e influenti della musica contemporanea: è il Beethoven della consolle. A vent’anni fonda, insieme a Grant Wilson-Claridge, l’etichetta discografica Rephlex con l’intento di promuovere l’innovazione dell’acid house. Considerato come artista IDM e figura fondamentale per la nascita di diversi generi, Aphex Twin si è distinto per la vastità delle sue sperimentazioni elettroniche, legate a stili molteplici e spesso distanti tra loro, quali intelligent dance music, techno, trance, drum and bass e acid house, capace anche di spaziare nella musica classica, nell’ambient e nella noise music. L’anno scorso ha pubblicato Collapse, tredicesimo album di carriera che attualmente sta divulgando nel mondo attraverso il suo tour nei più famosi festival internazionali, tra cui Home Venice Festival.

Si è a questo punto definita la svolta storica per Home, che ha deciso di cambiare rotta, di innovare e puntare tutte le proprie energie grazie alla nuova venue e alla nuova veste, tracciando una direzione ben precisa, un’evoluzione fondata sui fenomeni più cool del momento: culturali, di costume, ispirandosi agli eventi internazionali, come il Coachella negli Stati Uniti e il Primavera Sound di Barcellona. 

Stiamo costruendo le fondamenta di quella che sarà la nuova casa negli anni avvenire attraverso la ricerca delle tendenze giovanili – spiegano gli organizzatori – non solo degli artisti che oggi sanno interpretare lo spirito del tempo e muovono le masse, ma focalizzandoci anche sui servizi e sul territorio, sul riciclo, sulle installazioni e sui messaggi”.

Un taglio netto col passato di Home Festival, che in nove edizioni a Treviso ha portato il meglio della musica, ma con attenzione particolare alle band storiche. “Stiamo creando un festival che anticipa i tempi, che detta le regole e lo stile a livello internazionale, come sempre l’Italia e, in particolare, Venezia ha fatto. Una rivoluzione culturale per far sì che l’esperienza sia “once in a lifetime”. Rinasciamo a Venezia sull’esperienza delle centinaia di migliaia di persone portate a Treviso. Home Venice rappresenta un nuovo modo di vivere la musica e gli eventi nella fantastica location del parco San Giuliano. La città più bella del mondo accoglierà un mix di culture, generi e ispirazioni che abbatte le frontiere e si muove in tutto il mondo più veloce delle persone. È una nuova rivoluzione musicale”.

Intanto, da pochi giorni Home Festival è stato nuovamente nominato per concorrere agli Oscar della musica live, gli Onstage Awards, i prestigiosi premi dedicati agli artisti nazionali e internazionali protagonisti dei più importanti concerti, tour e festival organizzati in Italia. È in corso in queste ore una votazione sul web per eleggere il vincitore, c’è tempo fino al 17 marzo per votare, questo il link: www.onstageweb.com/onstageawards. Ricordiamo che Home Festival ha vinto per ben tre volte l’ambito premio come miglior Festival. Gli organizzatori: “Ci appelliamo a tutti i nostri Homies affinché la Casa della Musica continui a crescere e a farvi sognare, votateci”. 

Home Venice Festival 2019: tra gli headliners Paul Kalkbrenner, LP, Editors e Young Thug

Il giorno tanto atteso finalmente è arrivato. Da alcune ore sui social sono state postate alcune anteprime, Home Venice Festival 2019 rivela la rosa dei primi quattro artisti che infiammeranno il festival veneziano: Paul Kalkbrenner, LP, Editors e Young Thug. Le date dell’Home Venice Festival 2019 sono note: dal 12 al 14 luglio al Parco San Giuliano di Mestre.

La nuovissima realtà festivaliera costruita mattone per mattone in collaborazione con il Comune di Venezia e Vela Spa, si ispira al modus operandi dei più famosi festival del mondo, dal Coachella al Primavera Sound, aggiungendo però quell’originale guizzo di creatività e impronta stilistica tipici del made in Italy. Gli organizzatori: “Home Venice Festival è votato alla scena musicale internazionale sul modello dei più famosi festival europei e d’oltreoceano. Sarà un festival dedicato ai giovani, alle nuove tendenze musicali,  alla cultura italiana, un connubio unica tra passato, presente e futuro. Una esperienza di vita nella spettacolare cornice della città più bella e tra le più amate al mondo“.

Home Venice Festival inizia venerdì 12 luglio con una delle rock band più acclamate nel panorama musicale mondiale, gli Editors. La band di Tom Smith dagli oltre due milioni di dischi venduti nel mondo, aggiunge la tappa veneziana al tour internazionale che sta toccando tutti i principali festival del mondo.  A distanza di tre anni, tornano all’Home con il nuovo album Violence, prodotto da Leo Abrahams (Florence & The Machine, Wild Beasts). Secondo quanto documentato dal tabloid The Mirror, Tom Smith ha la più grande estensione vocale del Regno Unito. 

Sabato 13 luglio a dominare la scena è il re della techno Paul Kalkbrenner. Ha fatto ballare milioni di giovani in tutto il mondo con “Sky and Sand”. Con l’album Berlin Calling (2008) il dj berlinese si è consacrato una superstar della musica dance internazionale. A maggio dell’anno scorso è arrivato il nuovo album, Parts of Life, che ha già raggiunto gli oltre 20 milioni di streaming. Quest’estate Paul Kalkbrenner tornerà in Italia col suo tour mondiale Parts of Life European Tour 2019 per far ballare tutto il popolo di Home Venice Festival 2019.  

Ad arricchire ulteriormente la line up di sabato arriva LP per la sua unica data italiana. La cantautrice statunitense classe 1981, nel 2016 conquista la fama grazie al singolo Lost on You e registra una tournée mondiale da tutto esaurito. Il brano spopola in Italia, diventando un famoso jingle pubblicitario e ottenendo quattro dischi di platino, 500 milioni di streaming e 280 milioni di visualizzazioni. Nel dicembre scorso la cantautrice statunitense pubblica il suo quinto album in studio, Heart to Mouth, anticipato dai singoli Recovery e Girls Go Wild, accolti con grande successo dalla critica e dal pubblico.

Home Venice Festival si conclude domenica 14 luglio a tutto rap con Young Thug, il controverso e osannato artista statunitense che arriva per la prima volta in Italia. Il rapper, cantante e produttore discografico, noto per il suo stile “mumble”, ha iniziato a farsi conoscere dopo le collaborazioni con rapper del calibro di Rich Homie Quan, Gucci Mane e Kanye West. L’agosto scorso ha pubblicato il suo ultimo disco, Slime Language, debuttando subito all’ottava posizione della Billboard 100, che vanta la collaborazione, tra gli altri, di Lil Uzi Vert, Gunna.

James Blake – Assume Forum | Recensione Album

Diventare finalmente raggiungibile, assumere forme materiali, lasciare la propria testa e unirsi al mondo“. Con queste parole James Blake, cantautore e produttore britannico, ha parlato del suo nuovo progetto discografico: Assume Form (Polydor Records/Universal Music Italia).

Uscito a distanza di ben tre anni dal precedente The Colour In Everything, Assume Form è una dichiarazione d’intenti, un disco estremamente sperimentale, che fonde e mescola sapientemente generi quali il pop, l’elettronica, la trap, l’hip-hop e il new flamenco. Il risultato finale potrebbe essere visto come una banale accozzaglia di canzoni, senza un vero e proprio filo conduttore. Al contrario, il successo di questo album risiede proprio nella capacità di essere ricco di sfumature e sfaccettature, senza far perdere al suo interprete la sua autentica essenza.

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Crediti Foto: James Blake (Facebook).

Questo affascinante mix di stili e suoni può rappresentare una testimonianza concreta del cambiamento personale e professionale che il giovane artista londinese ha affrontato nell’arco di questi ultimi anni. Dal punto di vista prettamente artistico, James Blake ha lavorato con artisti del calibro di Beyoncé, Frank Ocean, Kendrick Lamar, Anderson. Paak e Kanye West.E in Assume Forum troviamo altri esponenti della scena rap, R’n’B e trap statunitense, quali André 3000 (Where’s The Catch?), Travis Scott e Metro Boomin (High Mile) e Moses Sumney (Tell Them).

La vera ciliegina sulla torta di questo progetto è senza ombra di dubbio la collaborazione con la cantautrice spagnola Rosalía, salita alla ribalta nel 2018 per la sua hit Malamente (Cap. 1 – Augurio) e il suo disco El Mal Querer. In Barefoot In The Park, la lingua inglese e quella spagnola si fondono in un dialogo testualmente e musicalmente perfetto, rendendolo un pezzo etereo, delicato, quasi come se venisse cantato sussurrando.

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James Blake e Rosalía (Crediti: Instagram)

Da un punto di vista tematico, Assume Form parla di Amore con la A maiuscola, ma soprattutto di un amore felice (probabilmente ispirato alla lunga storia d’amore tra il cantante e l’attrice Jameela Jamil). Non c’è spazio per cliché triti e ritriti e ciò ci consente di avere a che fare con un LP di sostanza a 360 gradi, quasi catartico e terapeutico. Promosso a pieni voti.

Tracklist

Assume Form

Mile High (Feat. Travis Scott & Metro Booming)

Tell Them (Feat. Metro Booming & Moses Sumney)

Into The Red

Barefoot In The Park (Feat. Rosalía)

Can’t Believe The Way We Flow

Are You In Love?

Where’s The Catch? (Feat. André 3000)

I’ll Come Too

Power On

Don’t Miss It

Lulluby For My Insomniatric 

Alessia 

#NewMusicDistress: le cinque novità musicali della settimana | Top 5

Anche oggi torniamo con un nuovo #NewMusicDistress e quindi con le cinque canzoni che più ci piacciono tra le nuove uscite del consuetudinario New Music Friday.

Little Mix Feat. Nicki MinajWoman Like Me 

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Le Little Mix sono finalmente tornate con un nuovo pezzo, Woman Like Me, un featuring con la regina del rap Nicki Minaj dal sapore pop / reggae. Il brano anticipa l’uscita del quinto album in studio, LM5, in arrivo il 16 novembre e rilasciato in ben tre versioni diverse: Standard, Deluxe, Super Deluxe.

Marco Mengoni  Voglio / Buona Vita

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Marco Mengoni è tornato sulla scena musicale con un duplice singolo: Voglio e Buona Vita. Il comeback dell’artista avviene a distanza di due anni e dal precedente progetto Marco Mengoni Live (2016).

Dua Lipa Feat. Black PinkKiss And Make Up 

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Cosa succede se la principessa del pop britannico Dua Lipa e la girlband k-pop BLACKPINK si uniscono? Kiss And Make Up è il titolo della loro esplosiva collaborazione, contenuta nella nuova edizione del disco omonimo di Dua, uscito proprio oggi.

Zara LarssonRuin My Life

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Ne è passato di tempo dall’uscita del suo secondo album, So Good, e Zara Larsson ci riprova con un brano electro-pop. Niente di nuovo, ma sicuramente un pezzo piacevole, che preannuncia l’uscita di un nuovo progetto discografico a breve.

Tom OdellGo Tell Her Now 

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Tom Odell non canta semplicemente canzoni, ma vere e proprie poesie. Il tema portante della sua discografia è senza ombra di dubbio l’amore in tutte le sue declinazioni. Go Tell Her Now è una romantica dichiarazione d’amore, accompagnata dalla bellissima voce del cantautore britannico.

Alessia 

 

Thegiornalisti – LOVE | Recensione Album

Thegiornalisti – LOVE | Recensione Album

Zero Stare Sereno” dice il frontman Tommaso Paradiso nella seconda traccia di LOVE (Carosello Records), il nuovo album della band romana pubblicato a distanza di ben due anni dal precedente progetto Completamente Sold Out.

Eppure con i Thegiornalisti si può stare sereni eccome, perchè LOVE è molto più di quanto potessimo aspettarci. Un disco piacevole da ascoltare, composto da 11 tracce che si susseguono come una ninnananna, raccontando semplicemente la Vita con la V maiuscola.

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Uno dei punti di forza dei Thegiornalisti, fin dalle loro origini, è sempre stato quello di raccontare la quotidianità, le piccole cose che giorno per giorno caratterizzano la nostra esistenza. Paradiso non si nasconde dietro a giri di parole inutili, ma trascrive nero su bianco cos’è l’amore, cosa significa rompersi le scatole quando la casa è in disordine e non si ha voglia di sistemarla, la voglia di evadere dalla monotonia, l’amore in tutte le sue sfumature.

Overture introduce il mood del disco, che è molto meno malinconico rispetto a quanto proposto precedentemente e che attraverso fiati, timpani e archi sembra la perfetta sigla di un Sanremo qualunque. Musicalmente parlando, i Thegiornalisti hanno confezionato il loro prodotto più mainstream e pop di sempre, ma questo non è necessariamente un aspetto negativo. Ci sono tutti gli ingredienti per far funzionare il disco: ballate romantiche, pezzi marcati nettamente dall’influenza dei sintetizzatori (che fanno molto anni’80), beat elettronici, riff di chitarra.

I pezzi di punta di LOVE restano senza ombra di dubbio Felicità Puttana, che ci ha accompagnato per tutta l’estate 2018, Questa Nostra Stupida Canzone D’Amore e meritano una menzione speciale proprio Zero Stare Sereno, Milano Roma e Controllo.

La strada è quella intrapresa con Completamente Sold Out, le promesse sono state soddisfatte e ora non ci resta che lasciarci accompagnare, lasciando anche che, volente o nolente, questo lavoro diventi la nostra colonna sonora personale. Almeno fino alla prossima estate o al prossimo progetto.

Tracklist: 

Overture

Zero stare sereno

New York

Una casa al mare

Controllo

Love

Milano Roma

L’ultimo giorno della terra

Questa nostra stupida canzone d’amore

Felicità puttana

Dr. House

Alessia 

Queen: ecco perchè Bohemian Rhapsody è destinato ad essere uno dei film a tema musicale più belli del 2018

Queen: ecco perchè Bohemian Rhapsody è destinato ad essere uno dei film a tema musicale più belli del 2018

Ieri pomeriggio 20th Century Fox ha rilasciato il primo teaser trailer ufficiale di Bohemian Rhapsody, il biopic dedicato alla storia di una delle più grandi band rock di tutti i tempi, i Queen, e del loro frontman: Freddie Mercury.

Il film in questione, in arrivo in tutti i cinema del mondo il 2 novembre, è stato definito come una “celebrazione dei Queen, della loro musica e del loro straordinario cantante Freddie Mercury, che ha sfidato ogni stereotipo e ha abbattuto le convenzioni della sua epica diventando uno dei performers più apprezzati del pianeta“.

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Crediti foto: 20th Century Fox

Bohemian Rhapsody racconta la corsa al successo della band britannica attraverso le loro canzoni iconiche e il loro sound rivoluzionario, ma non solo: verranno descritti pure gli alti e bassi della vita quotidiana del gruppo composto anche dal chitarrista Brian May, dal bassista John Deacon e dal batterista Roger Taylor. Il culmine della pellicola verrà raggiunto attraverso l’esibizione al Live Aid nel 1985, considerata come la miglior performance di una band in tutta la storia della musica.

Il titolo del progetto, diretto dal regista Dexter Fletcher, deve il suo nome all’omonima canzone dei Queen, rilasciata il 31 ottobre 1975 e considerata una delle più incisive di sempre per la sua particolare struttura melodica, in grado di fondere molteplici generi e conseguentemente suoni. Colui che dovrà vestire i panni di Freddie sarà Rami Malek aka Mr. Robot.

Perchè non perdersi questo biopic? Il primo trailer di BoRhap (come veniva simpaticamente segnata dalla band nelle scalette dei loro concerti) che vi posteremo qui sotto, crea già grandi aspettative in merito ai costumi di scena, curati nei minimi dettagli, e nella scelta degli attori che vestiranno i panni dei protagonisti della storia. La somiglianza con le vere leggende è spaventosa e al tempo stesso contribuisce a dare un senso di verità alla narrazione del film. Ovviamente non potrà mancare la buona musica: da Another One Bites The Dust aKiller Queen, passando per We Will Rock You.

Se siete fan dei Queen come noi, sarà difficile rimanere delusi da un progetto che sembra convincere in partenza. Per la recensione definitiva e completa di Bohemian Rhapsody, dovremo invece aspettare il 2 novembre. Nell’attesa siamo già sintonizzate sulla playlist This Is: Queen di Spotify!

 

Alessia