#NEWMUSICDISTRESS | THE 1975 – A BRIEF INQUIRY INTO ONLINE RELASTIONSHIP

 

1975-1542916031-compressed

A due anni dall’uscita del loro secondo lavoro in studio, I Like It When You Sleep, for You Are So Beautiful Yet So Unaware of It, i The 1975 hanno pubblicato il loro nuovo album: A Brief Inquiry Into Online Relationship.

Uscito lo scorso 30 novembre, il disco porta un titolo che vuole essere una critica all’uso sempre più insistito dei social media, soprattutto per quanto riguarda le relazioni amorose, ponendo forte attenzione agli effetti che tutta questa tecnologia che ci circonda provoca sul mondo e sul modo in cui viviamo. Healy & friends hanno sfornato un disco che oltre a mischiare diversi generi tra loro (pop, jazz ed electro), è anche pieno di onestà verso ciò che l’eroina ha rappresentato per la vita del cantante (Love It If We Made It).

the-1975

A Brief Inquiry Into Online Relationship si apre con la solita intro The 1975 che contraddistingue tutti i precedenti lavori in studio della band, per poi proseguire con Give Yourself a Try, primo singolo rilasciato dopo la lunga pausa del gruppo e primo in cui Matty fa riferimento al suo periodo passato in rehab alle Barbados.

Andando avanti con l’ascolto troviamo TOOTIMETOOTIMETOOTIME, descritta da Matty come l’unica con ”good vibes”, How To Draw / Petrichor e Be My Mistake, canzone con cui Healy spiega che a volte commettere degli errori serve a capire ciò che davvero conta o è importante nella vita delle persone. Sincerity Is Scary ci racconta di un mondo in cui prevalgono cinismo e ironia, un mondo in cui la sincerità viene sempre più spesso messa da parte. Tra una canzone e l’altra non manca di certo qualche cenno alla politica: I Like America & America Likes Me è infatti un attacco agli Stati Uniti e al suo uso delle armi. Proseguiamo poi con The Man Who Married a Robot, una poesia declamata da Siri, Inside Your Mind e It’s Not Living (If It’s Not With You), brano stranamente allegro che descrive la lotta di Matty con la dipendenza da eroina. Il disco continua con un brano dedicato ad Angela, una ragazza ricoverata insieme a lui durante il periodo di rehab, che porta il titolo di Sorrounded by Heads and Bodies, Mine, I Couldn’t Be More in Love e I Always Wanna Die (Sometimes).

A conclusione possiamo dire che le nostre aspettative rispetto a questo album sono state del tutto soddisfatte e che non vediamo l’ora di poterli ascoltare live in Italia o in giro per l’Europa.

 

Serena

 

 

 

#NEWMUSICDISTRESS | JURIJGAMI – BREVE MA INCENSO

JurijGami3
Crediti foto: Morning Bell

Oggi vi parliamo di JurijGami, cantautore e chitarrista comasco. Il suo percorso nel mondo della musica inizia a dieci anni quando trova una chitarra classica abbandonata nella cantina dei nonni e sperimenta le prime note imitando il padre, musicista di professione. Cresce a “pane e musica” seguendo il papà tra backstage e palchi di tutta Europa. A sedici anni si iscrive al CPM di Milano, colleziona concerti sia in Italia che all’estero e inizia a scrivere decine di brani. Cinque di questi andranno a comporre il primo Ep ufficiale di JurijGami, Breve ma incenso, uscito lo scorso 9 novembre 2018 per Cello Label, etichetta indipendente con sede a Bruxelles. Dall’Ep sono stati estratti due singoli: Christian De Sica pubblicato l’8 giugno 2018 e Tra il tedio e il dolore uscito il 12 ottobre 2018.

Cover Breve ma incenso - JurijGami
Crediti foto: Morning Bell

Sono cinque i brani contenuti nel disco, brani che rivelano l’attitudine del cantautore comasco per il pop d’autore e per una scrittura dal taglio ironico e corrosivo.

Musicalmente il disco è un caleidoscopio di influenze e sonorità diverse, dal funky alle ballad passando per il pop anni Ottanta dei tastieroni synth e delle batterie elettroniche. Breve ma incenso è anche e soprattutto il frutto di un fine lavoro di scrittura, arma che JurijGami dimostra di saper utilizzare con maestria mescolando giochi di parole, citazioni più o meno colte e riferimenti all’attualità.

L’EP racchiude i due singoli pubblicati fino ad oggi da JurijGami (Christian De Sica e Tra il tedio e il dolore) più tre nuovi inediti. “E’ un disco nato nella mia cameretta con un Mac, una scheda audio e tanto sudore. Il filo conduttore? Sicuramente l’ironia” spiega il cantautore, autore dei brani (insieme ad Alessandro Cirone) e di tutti gli arrangiamenti.

Registrato ad Auditoria Records da Aki Antonio Chindamo, il disco è impreziosito da partecipazioni eccellenti: alla batteria Giordano Colombo, al basso Siro Burchiani, alle chitarre acustiche Andrea Gentile e alle tastiere Alessandro Cirone. La produzione esecutiva è di Cello Label, nuova etichetta indipendente con sede a Bruxelles.

JurijGami2
Crediti foto: Morning Bell

Ne La banda non si tocca (LBNST) ci viene descritta una banda che non è un preludio alla delinquenza, bensì all’amicizia; Tra il tedio e il dolore è una rielaborazione delle teorie del pensatore tedesco Schopenhauer, Girati verso di me è invece una ballad che è un cortometraggio con protagonisti, una festa, una camicia gialla e tre gin. L’EP si chiude con Christian De Sica, il mondo dei cinepanettoni racchiuso in tre minuti, e Flying Spaghetti Monster, nuovo inno al pastafarianesimo, per parlare di religione senza parlarne davvero.

Qui potete trovare il video di Tra il tedio e il dolore:

 

Serena

 

 

 

 

 

#NEWMUSICDISTRESS | MANFREDI – INTERVISTA

Non è venerdì, non c’è nessun #NewMusicFriday di mezzo, ma la nostra rubrica #NewMusicDistress è sempre operativa per farvi scoprire gli artisti emergenti che amiamo di più.

IMG_8329
Crediti foto: Manfredi – Instagram 

Oggi vi parliamo di un cantautore, Manfredi, con cui abbiamo avuto il piacere di fare due chiacchiere per scoprire qualcosa in più sulla sua musica e sulla sua vita. Noi l’abbiamo scoperto grazie ad Indie Italia e al suo primo singolo, 20143 Milano Navigli, e lo scorso 3 ottobre ha rilasciato il suo ultimo singolo Noi meno tu. Speriamo che questa intervista sia di vostro gradimento e che il suo talento possa arrivare anche a voi proprio come è successo con noi!

Buona lettura! 🙂

Come ti descriveresti a quelle persone che ancora non ti conoscono? 

Alle persone che non mi conoscono direi che sono un ragazzo di 20 anni, tendenzialmente incostante, incline a vedere tutto bianco o tutto nero, che ha avuto la fortuna di incontrare qualcuno che lo aiutasse a trovare un ordine almeno nel percorso musicale intrapreso quasi per caso. A parole a volte non mi faccio capire molto bene, con le canzoni ci riesco meglio, soprattutto se dall’altra parte c’è qualcuno che ha voglia di capire.

A che età hai iniziato a scrivere canzoni e quando hai capito che questo era ciò che volevi davvero fare nella vita? 

Ho iniziato a scrivere tra i 16 e i 17 anni solo perchè non ero abbastanza bravo a suonare la chitarra. Quando ho smesso di concentrarmi sull’aspetto tecnico dello strumento, ho provato a scrivere qualche testo coi soliti quattro accordi e vedevo che piano piano miglioravo. Per quanto riguarda invece il capire cosa volessi fare nella vita, ad oggi ancora non saprei dirti. Sono felicissimo di aver iniziato questo percorso che mi sta regalando tante gioie e andró avanti finchè riuscirà ad emozionarmi, ma non ti nascondo che un domani potrei decidere di fare tutt’altro, non voglio pormi limiti già a 20 anni.

Da dove trai ispirazione per le tue canzoni? 

Principalmente dalle persone con cui ho a che fare ogni giorno. Parenti, amici, relazioni, sconosciuti, possono tutti lasciarti dentro qualcosa, magari per via di una frase che hanno detto o anche per cose meno importanti tipo il loro modo di gesticolare o le loro “stranezze”. Da lì poi, si cercano le parole e nasce una canzone che non necessariamente deve essere reale al 100%, anzi, spesso è un misto tra realmente accaduto e fantasia: magari aggiungo quella risposta che avrei voluto dare ma che non mi è venuta in mente o faccio finire le cose in un modo diverso, magari come avrei voluto finissero davvero. 

Milano e i suoi Navigli, che peso hanno nella tua vita? 

Purtroppo è da un po’ che non vado sui navigli per via degli impegni e di tutto il resto. Ho molti ricordi legati a quella zona di Milano, ricordi belli e ricordi brutti, che hanno a che fare con persone che ci sono ancora oggi e persone con cui non ho più a che fare. È come se un po’ mi conoscessero, anzi, come se mi conoscessero così bene da potermi raccontare, e quindi io ho raccontato loro, a modo mio.

Quali sono i tuoi riferimenti musicali? Hai una canzone e/o un album a cui sei particolarmente legato?

Riconosco di non avere una grande cultura musicale, ascolto quello che mi va e solo quando ho voglia. Mi piacciono molto le mode che secondo me al nostro paese servono moltissimo soprattutto per toglierci di dosso un’eredità importante ma forse troppo ingombrante. Ad oggi ascolto molto indie e parecchia Trap, forse più la seconda, credo sia solo un periodo ma va bene così. Canzone a cui sono particolarmente legato, Mi Manchi di Fausto Leali. 

Che rapporto hai con le persone che amano la tua musica? 

In realtà non avendo ancora iniziato coi concerti non c’è stato ancora nessun rapporto face to face con chi mi ascolta (tolte quelle due volte in cui mi hanno fermato per fare mezza chiacchiera). Spesso mi arrivano messaggi molto molto belli, io cerco sempre di rispondere, specie se sono io a chiedere qualcosa sulle storie di Instagram. Diciamo che sento che dall’altra parte c’è qualcuno, ma devo ancora concretizzarlo. Ho voglia di guardarli in faccia, di cantare con loro. 

Ti aspettavi di avere questo successo? 

Non so se si possa chiamare successo, è un inizio, molto positivo, lo riconosco, ma solo un inizio. Qualche traguardo l’ho già raggiunto come il milione di ascolti di cuffiette, ma punto comunque più in alto. Diciamo che quello che vorrei ora è un primo disco d’oro appeso al muro. Speriamo bene ahahah

Che progetti hai per il futuro? Disco e tour in cantiere?

Nessun disco in cantiere ma ho iniziato le prove per i live. Mi dispiace dire sempre di non avere ancora lavorato al disco perché sembra che non ci siano i pezzi quando in realtà ne ho scritti moltissimi. Se non ho ancora pensato ad un disco è perchè credo non sia ancora arrivato il momento, non corri la maratona senza esserti prima allenato, vorrei evitare uno strappo dopo i primi 100 metri. Peró arriveranno pezzi nuovi, questo sì.

Che dire, noi non vediamo davvero l’ora di poter sentire i pezzi nuovi e di poterlo vedere suonare dal vivo!

 

Serena

#NEWMUSICDISTRESS | GIULIA MARTINELLI E LA SUA BACKUP PLAN – INTERVISTA

Oggi vi parliamo di un’amica, Giulia Martinelli, giovane cantautrice meranese che abbiamo avuto piacere di conoscere durante il nostro percorso universitario. Il suo nuovo singolo, Backup Plan, è il frutto di una collaborazione con il chitarrista, arrangiatore e produttore Mattia Mariotti. In occasione dell’uscita del singolo e del video, abbiamo voluto intervistarla per conoscere qualcosa in più su di lei e sulla sua musica, ma, soprattutto, per farla conoscere anche a voi!

27332388_1967809303235286_366895812772117508_n
Crediti foto: Giulia Martinelli – Facebook

Buona lettura!

Quando hai deciso di iniziare a farti strada nel mondo della musica?

Non c’è stato un momento particolare in cui ho capito di volere fare questo nella vita.
Ho sempre amato cantare e la musica in generale, non penso che sia passato un solo giorno in cui la musica non abbia fatto da colonna sonora della mia vita. Intorno ai 16 anni, però, ho ripreso in mano una chitarra che avevo a casa e che non suonavo da anni, e, senza nemmeno rendermene conto, mi sono ritrovata a cantare canzoni che non erano di nessuno, che mi veniva spontaneo cantare: erano canzoni mie. Da lì non ho più smesso, anzi, ho capito che scrivere e cantare le mie canzoni era il mio modo di esprimere me stessa. Avevo finalmente trovato la mia forma di comunicazione.
Inizialmente ho tenuto queste mie canzoni per me, erano un po’ il mio “diario segreto”. Poi ho iniziato a suonarle davanti alla mia famiglia, ai miei amici, alla mia insegnante di canto, e più lo facevo e più stavo bene. Mi sono, infatti, da subito resa conto che era come se avessi finalmente trovato il modo di liberarmi del vulcano di emozioni che ho sempre avuto dentro, e allo stesso tempo cantare le mie canzoni mi permetteva di donare un pezzo di me, della mia storia, del mio cuore a persone che potevano capire e identificarsi a loro volta in quelle emozioni. Niente mi rende felice quanto scrivere e cantare le mie canzoni, per questo ho deciso di darmi una chance in questo mondo e di provare a perseguire questa carriera. Non pretendo di diventare la nuova Taylor Swift (che, come voi due sapete molto bene, adoro alla follia), vorrei solamente trovare il modo di fare ogni giorno ciò che più amo fare, musica.

Da dove trai ispirazione per le tue canzoni?

L’ispirazione può venire da ovunque e in qualsiasi momento, da un’esperienza vissuta in prima persona o da esperienze indirette che però mi hanno particolarmente colpita, da un viaggio, da un sogno, da un’emozione provata in passato ma mai espressa… Comunque l’ispirazione viene sicuramente da delle emozioni forti che sento di dovere in qualche modo capire meglio, processare.

I luoghi che ti circondano tutti i giorni ti hanno aiutata nella scrittura e nella composizione?

Sicuramente. Per quello colgo ogni occasione per spostarmi, viaggiare, perché la maggior parte delle volte cambiare la mia routine e le mie abitudini è un modo per fare un viaggio anche dentro di me, un viaggio che mi aiuta a scoprire altri lati di me e a smuovere nuove sensazioni da cui trarre ispirazione per nuove canzoni.

Come mai hai deciso di non utilizzare l’italiano come lingua per le tue canzoni?

Sinceramente credo che le ragioni siano principalmente due. Innanzitutto, fin da piccola ho sempre ascoltato molta musica in lingua inglese, da Elisa ad Amy Winehouse, da Michael Bublè a Norah Jones, e gli artisti da cui ancora oggi traggo maggiore ispirazione sono soprattutto americani (Taylor Swift, Kina Grannis, Meghan Trainor, Ariana Grande, Maroon 5…). Inoltre, il mio obiettivo è quello di fare arrivare la mia musica a più persone possibili, e quindi l’inglese è un po’ una scelta obbligata in questo senso. Adoro, però, la lingua italiana, e mi sono ripromessa di impegnarmi in futuro a scrivere qualche canzone in italiano!

Chi sono i tuoi punti di riferimento musicali?

I miei punti di riferimento sono molto vari, ma provengono principalmente dal mondo del cantautorato pop e pop/country soprattutto americano, quindi Taylor Swift, Kelsea Ballerini, Kacey Musgraves, Kate Voegele, Lana Del Ray… Sono anche una grande fan di Ed Sheeran, è un artista che stimo molto per la sua fortissima capacità comunicativa. In Italia, Elisa è stata la cantautrice che più mi ha ispirato quando ho iniziato a cantare e a scrivere le mie canzoni, ma adoro anche Cesare Cremonini, Gino Paoli, Max Gazzè, Erica Mou e Carmen Consoli, tutti artisti molto diversi tra loro, ma che in qualche modo hanno influenzato il mio modo di fare musica.

Come hai reagito quando Alvaro Soler ha condiviso la tua cover?

Quando Alvaro ha condiviso nelle sue storie la mia cover della sua nuova canzone sono rimasta senza parole. Ho visto il suo nome nelle notifiche di instagram sulla schermata principale del cellulare e non potevo crederci. La sera prima aveva postato dei video tutorial con l’ukulele per suonare la sua nuova canzone, e, visto, che la canzone mi piaceva moltissimo, mi sono messa a suonarla un po’. Più la canticchiavo e più mi piaceva, quindi ho pensato che potesse essere carino postare un mini video nelle mie storie e taggarlo. Di certo non mi aspettavo che mi rispondesse, visti i numerosissimi followers che ha! È stato davvero molto carino, l’ho sempre apprezzato sia come artista sia come persona, e ovviamente ora lo adoro ancora di più. È stata una bellissima sorpresa e una grande emozione!

Progetti futuri?

Al momento ho veramente tanti progetti in cantiere che non vedo l’ora di pubblicare! Backup Plan rappresenta un’importante tappa della mia vita, perché è la prima canzone che vede la collaborazione di Mattia Mariotti, un grande chitarrista, produttore e arrangiatore di Bolzano con cui collaboro da diversi mesi ormai. È una canzone che anticipa la nuova strada che ho imboccato ora con la mia musica e che porterà al mio nuovo EP (a cui stiamo già lavorando e che vorremmo fare uscire in primavera). Inoltre, il video è anche il primo frutto della mia collaborazione con la fotografa e videomaker Samira Mosca, una ragazza molto talentuosa e dolcissima che ha avuto un’idea bellissima per il video di questa canzone. 

Qui sotto potete trovare video e canzone e vi consigliamo vivamente di ascoltarla!

Serena Alessia

 

 

 

 

X-FACTOR 12 | RED BRICKS FOUNDATION

Se avete seguito le audizioni di X-Factor 12, i relativi Bootcamp e Home Visit, sapete sicuramente di chi stiamo parlando. In caso contrario, ve lo diciamo noi!

X-Factor-Red-Bricks-Foundation

I Red Bricks Foundation sono una giovane band romana formata da Lorenzo Sutto (frontman e cantante), Claudio Cossu (chitarra), Marco Cilo (basso) e Jacopo Corbari (batteria). Il loro nome deriva da una storia che il frontman visse in prima persona: tutti i giorni percorreva la stessa strada piena di mattoni rossi per raggiungere l’ex bassista della band. Figli del genere indie rock britannico, ci hanno subito colpito e spinte ad ascoltare i due singoli presenti su Spotify, I Wanna Play with Your Heart (in fondo potete trovare il video della canzone) e She Wants Revenge.

Il loro stile ricorda molto quello dei The Verve e degli Arctic Monkeys e il frontman Lorenzo sembra il figlio di Mick Jagger. Stile che non sorprende visti i gruppi da cui prendono ispirazione: Arctic Monkeys per l’appunto, The Strokes, Miles Kane, The Fratellis, Kasabian, Pink Floyd e Oasis.

Stile British che viene molto probabilmente dal periodo in cui Lorenzo visse in Inghilterra lavorando come modello.

Abbiamo grandi speranze per loro e non vediamo l’ora di vedere come si comporteranno e cosa ci riserveranno sotto la guida del nuovo giudice Lodo Guenzi de Lo Stato Sociale.

 

Serena

 

 

#NewMusicDistress: le cinque novità musicali della settimana | Top 5

Anche oggi torniamo con un nuovo #NewMusicDistress e quindi con le cinque canzoni che più ci piacciono tra le nuove uscite del consuetudinario New Music Friday.

Little Mix Feat. Nicki MinajWoman Like Me 

little-mix-woman-like-me

Le Little Mix sono finalmente tornate con un nuovo pezzo, Woman Like Me, un featuring con la regina del rap Nicki Minaj dal sapore pop / reggae. Il brano anticipa l’uscita del quinto album in studio, LM5, in arrivo il 16 novembre e rilasciato in ben tre versioni diverse: Standard, Deluxe, Super Deluxe.

 

Marco Mengoni  Voglio / Buona Vita

DpGT7ElXgAUv1UF.jpg

DpIC9UEX4AIYRin.jpg-large.jpeg

Marco Mengoni è tornato sulla scena musicale con un duplice singolo: Voglio e Buona Vita. Il comeback dell’artista avviene a distanza di due anni e dal precedente progetto Marco Mengoni Live (2016).

 

Dua Lipa Feat. Black PinkKiss And Make Up 

616aST-B4HL._SS500.jpg

Cosa succede se la principessa del pop britannico Dua Lipa e la girlband k-pop BLACKPINK si uniscono? Kiss And Make Up è il titolo della loro esplosiva collaborazione, contenuta nella nuova edizione del disco omonimo di Dua, uscito proprio oggi.

 

Zara LarssonRuin My Life

zara.jpg

Ne è passato di tempo dall’uscita del suo secondo album, So Good, e Zara Larsson ci riprova con un brano electro-pop. Niente di nuovo, ma sicuramente un pezzo piacevole, che preannuncia l’uscita di un nuovo progetto discografico a breve.

Tom OdellGo Tell Her Now 

Final_LOW_RES_website.jpg

Tom Odell non canta semplicemente canzoni, ma vere e proprie poesie. Il tema portante della sua discografia è senza ombra di dubbio l’amore in tutte le sue declinazioni. Go Tell Her Now è una romantica dichiarazione d’amore, accompagnata dalla bellissima voce del cantautore britannico.

Alessia 

 

 

 

 

 

 

 

zara.jpg

MR EVERETT | UMANIMAL – RECENSIONE

Esce oggi Umanimal, il primo disco dei Mr Everett, band di cui vi avevamo già parlato qui sul blog a inizio mese.

UMANIMAL FRONT

Il disco è stato anticipato dal singolo Burn The Ground, uscito lo scorso 21 settembre. Un disco dal sound elettronico, che è appunto ciò che contraddistingue la band, accompagnato da una grandissima varietà di suoni che riescono a colpire anche i non appassionati di musica elettronica o chi non si è mai avvicinato a questo genere.

Il lavoro dietro ai Mr Everett ricorda molto quello dei francesi Daft Punk ed è forse ciò che mancava nel panorama musicale italiano. Nell’album sono presenti brani come Japanese Safari e Be You che già dal primo ascolto si depositano nella nostra testa per poi rimanerci per un po’ di tempo. E ve lo dice una che non è mai stata particolarmente attratta dal genere!

Se non avete mai sentito parlare di loro, o se semplicemente non avete ancora sentito il disco, noi vi consigliamo vivamente di farlo e non ve ne pentirete! 😉

Tracklist: 

Japanese Safari

Be You

Wicked Game X Crystalised

6am

Gamelan

Burn The Ground

Dylan Thomas

Netrip

Twins

Rollercoaster

 

Serena