Thegiornalisti – LOVE | Recensione Album

Thegiornalisti – LOVE | Recensione Album

Zero Stare Sereno” dice il frontman Tommaso Paradiso nella seconda traccia di LOVE (Carosello Records), il nuovo album della band romana pubblicato a distanza di ben due anni dal precedente progetto Completamente Sold Out.

Eppure con i Thegiornalisti si può stare sereni eccome, perchè LOVE è molto più di quanto potessimo aspettarci. Un disco piacevole da ascoltare, composto da 11 tracce che si susseguono come una ninnananna, raccontando semplicemente la Vita con la V maiuscola.

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Uno dei punti di forza dei Thegiornalisti, fin dalle loro origini, è sempre stato quello di raccontare la quotidianità, le piccole cose che giorno per giorno caratterizzano la nostra esistenza. Paradiso non si nasconde dietro a giri di parole inutili, ma trascrive nero su bianco cos’è l’amore, cosa significa rompersi le scatole quando la casa è in disordine e non si ha voglia di sistemarla, la voglia di evadere dalla monotonia, l’amore in tutte le sue sfumature.

Overture introduce il mood del disco, che è molto meno malinconico rispetto a quanto proposto precedentemente e che attraverso fiati, timpani e archi sembra la perfetta sigla di un Sanremo qualunque. Musicalmente parlando, i Thegiornalisti hanno confezionato il loro prodotto più mainstream e pop di sempre, ma questo non è necessariamente un aspetto negativo. Ci sono tutti gli ingredienti per far funzionare il disco: ballate romantiche, pezzi marcati nettamente dall’influenza dei sintetizzatori (che fanno molto anni’80), beat elettronici, riff di chitarra.

I pezzi di punta di LOVE restano senza ombra di dubbio Felicità Puttana, che ci ha accompagnato per tutta l’estate 2018, Questa Nostra Stupida Canzone D’Amore e meritano una menzione speciale proprio Zero Stare Sereno, Milano Roma e Controllo.

La strada è quella intrapresa con Completamente Sold Out, le promesse sono state soddisfatte e ora non ci resta che lasciarci accompagnare, lasciando anche che, volente o nolente, questo lavoro diventi la nostra colonna sonora personale. Almeno fino alla prossima estate o al prossimo progetto.

Tracklist: 

Overture

Zero stare sereno

New York

Una casa al mare

Controllo

Love

Milano Roma

L’ultimo giorno della terra

Questa nostra stupida canzone d’amore

Felicità puttana

Dr. House

Alessia 

Greta – Wonderul | Recensione EP

Greta – Wonderul | Recensione EP

Oggi vi parliamo di un nuovo talento tutto italiano. Stiamo parlando di GRETA, giovane cantautrice romana di origini americane all’esordio discografico dopo le importanti esperienze live sia in Italia, in apertura ai concerti di Tiromancino e Marina Rei, che all’estero, con showcase in location esclusive come il Troubadour di Londra, a New York e a Los Angeles (dove è stata persino premiata agli Akademia Music Awards nella categoria Best Cover per la sua interpretazione di Sound of Silence di Simon and Garfunkel).

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Crediti foto: Morning Bell

Greta ha rilasciato da poco un EP, intitolato Wonderful, prodotto a Londra da David Ezra, distribuito dall’etichetta Spinnup, e che da pure il titolo al progetto discografico. I pezzi sono tutti estremamente orecchiabili, grintosi e accompagnati dalla sua voce avvolgente e matura per la sua età, considerando che Greta (all’anagrafe Greta Elizabeth Mariani) è nata nel 2001 ed ha solo 17 anni.

Il brano Wonderful in particolare racconta il momento complesso in cui una relazione d’amore termina e il legame con una persona alla quale sei legato si spezza improvvisamente. Pertanto, è necessario trovare la forza per andare avanti, per superare il momento con fiducia e senza alcun tipo di rimorso, riempiendo la propria vita di positività.

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Crediti foto: Morning Bell

La particolarità di questo EP risiede nel proporre quattro pezzi tutti diversi a livello di sound, ma caratterizzati da grande coesione testuale e musicale, specialmente per quanto riguarda l’influenza di elementi “tropical”, un genere che ultimamente sta prendendo piede nel mondo della musica contemporanea.

Registrato interamente all’Hilltop Recording Studio dello stesso Ezra, Greta ha parlato di questo progetto discografico come di “un’urgenza artistica”, aggiungendoho scritto queste tracce di getto, come se dovessi assolutamente fissare delle emozioni per sempre, come se dovessi comunicare qualcosa al mondo. Volevo che ogni canzone avesse un mood riconoscibile, differente dal resto del disco, e di conseguenza ho cercato di diversificare la mia scrittura”.

Qui potete sentire Wonderful, l’EP di GRETA: 

 

Tracklist:

Wonderful

Wont’ Tell 

Song N.5

Devils 

Alessia 

Federica Carta – Molto Più Di Un Film |Recensione Album

Federica Carta – Molto Più Di Un Film |Recensione Album

Federica Carta ha finalmente rilasciato il suo secondo album in studio, Molto Più Di Un Film (Universal Music Italia), anticipato dall’omonima title track e da una collaborazione con i La Rua, band di Ascoli Piceno salita alla ribalta per la partecipazione ad Amici 15 nel 2016.

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Il risultato è un disco che rispecchia l’identità musicale della cantante e, come ci ha confessato la diretta interessata durante la conferenza stampa di presentazione del progetto discografico, indica una maturazione personale ed artistica.

Federica ha contribuito alla stesura di alcuni pezzi del brano, tra i quali proprio Molto Più Di Un Film (scritto con Giulia Anania e Marta Venturini), Quanta Vita Serve (scritto con gli autori storici Daniele Conti e Federico Fabiano) e due brani dedicati al suo migliore amico, ovvero Dove Sei e Tutto Quello Che Ho. La cantautrice originaria di Roma si conferma un’ottima interprete, vocalmente versatile e capace di dare un’impronta personale ad ogni singola canzone, senza risultare banale. La voce di Federica è piena di colori e gli arrangiamenti (sia ritmati, sia delicati) pensati appositamente per l’album la mettono in risalto e le permettono di tagliare parzialmente i ponti con il precedente EP Federica, uscito lo scorso maggio e già Disco di Platino.

La giovane cantautrice non è cambiata, ma ha provato a fare un salto di qualità, a mio avviso riuscendoci tra i brani di punta di Molto Più Di Un Film, figurano (oltre alla title track): Tra Noi è Infinita, Quanta Vita Serve, Il Sole A Mezzanotte, i pezzi da lei scritti nonché menzionati precedentemente, Due In Questa Stanza e il meraviglioso duetto con Daniele Incicco dei La Rua.

Ciò che ci piace di più di  Federica Carta è la sua spontaneità e la sua naturalezza nell’affrontare ogni brano, persino quelli a tratti più “spinosi” da interpretare. Il viaggio musicale che ha scelto di intraprendere è convincente e chiunque abbia pensato che fosse semplicemente pieno di melassa, si dovrà assolutamente ricredere.

Tracklist:

Molto Più Di Un Film

Sull’Orlo Di Una Crisi D’Amore (duetto con La Rua)

Tra Noi è Infinita

Quanta Vita Serve

Il Sole A Mezzanotte

La Mia Verità 

Amarsi è Una Cosa Normale

Dove Sei

La Fine Di Un Attimo

Due In Questa Stanza

Tutto Quello Che Ho

 

Alessia 

Laura Pausini – Fatti Sentire | Recensione Album

Laura Pausini – Fatti Sentire | Recensione Album

Ne abbiamo lette veramente di tutti i colori sul nuovo disco di Laura Pausini, Fatti Sentire, tra cui una irriverente recensione che ci è sembrata più che altro un becero tentativo di insultare quella che, ad oggi, è una delle cantanti che porta alta la bandiera nel nostro paese nel mondo.

La Pausini può piacere o meno, questo è indiscutibile. Tuttavia, gli accanimenti personali nel mondo della musica si possono tranquillamente evitare. Ciò che un singolo o un album suscitano nell’animo umano è soggettivo, ma non bisognerebbe mai oltrepassare quella linea di confine tra il non apprezzare e il denigrare il lavoro altrui, oltretutto attraverso dei paragoni molto discutibili.

Venimo a noi e al nuovo disco di Laura, il tredicesimo per la precisione. Fatti Sentire, di cui è stata pubblicata anche la consuetudinaria versione in spagnolo (Hazte Sentir), conferma ancora una volta lo stile inconfondibile della cantante romagnola, quello che l’ha consacrata come una dei punti di riferimento del pop nostrano e del latin pop.

Nonostante la stessa cantautrice abbia definito il progetto discografico non autobiografico, ciascuno dei quattordici brani che lo compongono raccontano storie che Laura ha vissuto in prima persona. Durante la conferenza stampa di presentazione dell’album, tenutasi su un volo Alitalia (o Alilaura, come la stessa Pausini ha tenuto a precisare in maniera scherzosa), Laura ha dichiarato: “è un invito ad essere coraggiosi, ad andare avanti e a non avere paura del giudizio altrui. Ho cercato di proteggermi facendo il possibile per piacere a chi mi ha sempre giudicato male, ma ho cercato di essere coraggiosa anche quando avevo più paura. Appena scendo dal palco sono piccola, fragile ed insicura e so che ci sono tante persone che si sentono così“.

Pertanto Fatti Sentire può essere considerato un disco universale, composto da canzoni tutte molto diverse tra loro, con molteplici arrangiamenti e con la partecipazione di alcune delle firme più importanti del panorama musicale italiano contemporaneo: da Niccolò Agliardi e Virginio (storici collaboratori della cantante), passando per le new-entries Enrico Nigiotti (terzo classificato ad X Factor 2017) e Giulia Anania (autrice dell’ultimo singolo di Federica Carta, Molto Più Di Un Film).

Oltre al singolo Non è Detto, troviamo anche brani dal sapore internazionale come No River Is Wilder e Nuevo, una canzone reggaeton lasciata appositamente in spagnolo, poichè a detta della stessa Pausini “in italiano avrebbe perso parte della sua magia. I latini sono veraci, come gli emiliani in un certo senso.” Fatti Sentire mostra il lato più fresco e spensierato della cantante (come nel brano E.STA.A.TE, che sfrutta in maniera intelligente un gioco di parole) e il suo lato più introspettivo, attraverso l’esplorazione di tematiche come l’amore (Un Progetto Di Vita In Comune), il distacco (Il Caso è Chiuso, Frasi A Metà) la consapevolezza di sé stessi (Fantastico) e o la perdita (come in Francesca (Piccola Aliena), dedicata alla nipotina scomparsa prematuramente).

Noi non ce la sentiamo proprio di bocciare un disco che, nonostante sia in classic Pausini style, riesce ad emozionare e a farci percepire tutto lo spettro delle emozioni di Laura. Concedetegli un ascolto in maniera coerente, poi giudicatelo, ma senza le fette di prosciutto sugli occhi.

Tracklist:

Non è Detto

Nuevo

La soluzione

E.STA.A.TE

Frasi a Metà 

Le due finestre 

Fantastico (Fai Quello Che Sei)

No River Is Wilder

L’Ultima Cosa Che Ti Devo

Un Progetto Di Vita In Comune

Il Caso è Chiuso

Zona d’Ombra

Francesca (Piccola Aliena)

Il Coraggio Di Andare

Alessia 

Cosmo – Cosmotronic | Recensione Album

Cosmo – Cosmotronic | Recensione Album

Sono passati due anni da L’Ultima Festa e Cosmo, all’anagrafe Marco Jacopo Bianchi, è tornato con il suo nuovo doppio album: Cosmotronic, rilasciato su etichetta 42 Records.

Il cantautore e producer originario di Ivrea ancora una volta conferma come il cantautorato e la dance elettronica possano facilmente coesistere. L’album era già stato anticipato dai pezzi Sei la mia città, Turbo, Attraverso lo specchio (rigorosamente mixati) , Tu non sei tu e Quando ho incontrato te; solo un piccolo assaggio del Cosmo-pensiero e del suo variopinto mondo musicale.

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Il suo terzo LP infatti è principalmente orientato al clubbing (e sarà proprio nelle principali discoteche di tutta Italia dove Cosmo si esibirà per tutto il mese di marzo). Riguardo al nuovo disco, il musicista ha dichiarato: “Ho messo da parte ogni velleità per liberarmi dell’immagine da cantante indie e propormi come produttore della mia musica a tutti gli effetti”. Il risultato è pienamente visibile nelle sei tracce strumentali della seconda parte del suo disco, in cui l’elettronica, l’EDM, la trance e la tecno music si fondono.

La promozione del progetto sarà accompagnata da un tour omonimo, che toccherà tutte le principali città italiane e le loro discoteche tra marzo e aprile: Bologna (il 17 marzo), Firenze (23/03), Milano (24/03), Torino (30/03), Roma (il 6 aprile), Napoli (07/04), Marghera (14/04/2018) e Bari (21/04).

 Ma chi si nasconde dietro lo pseudonimo Cosmo? Marco Jacopo Bianchi, è un ex professore di storia di Ivrea, sua città natale, dove ha anche fondato un’etichetta discografica. Nel 2013 debutta con la band elettro-indie Drink To Me ed è solo nel 2013 che inizia il suo percorso da solista, pubblicando l’album Disordine. Il secondo disco,  L’ultima festa (2016), è già stato certificato Disco d’Oro e pure Cosmotronic promette bene. Ciò che colpisce maggiormente di questo talento è la capacità di saper affrontare  tematiche come l’amore, la politica, l’essere sé stessi in maniera del tutto irriverente.

Testi come quello di Tristan Zarra, in cui cita il poeta rumeno Tzara, lo testimoniano. E come dichiarato in una recente intervista per il Corriere della Sera: “Se vai in piazza a protestare o se te ne stai a casa ti stai comunque esponendo. È il momento di esporsi, altrimenti, sparita la cornice destra/sinistra, vince il populismo. Mi sembra un modo per parlare di politica nella musica.” Per Cosmo e la sua musica si è sempre trattato di questo: fare la differenza.

 

Tracklist:

Bentornato 

Turbo  

Sei la mia città 

Tutto bene 

Tristan Zarra 

L’amore 

Animali 

Quando ho incontrato te 

Ho vinto

 

Ivrea Bangkok

 Attraverso lo specchio  

Barbara 

La notte farà il resto 

5 antimeridiane 

Tu non sei tu 

 

Alessia 

Camila Cabello – Camila | Recensione Album

Camila Cabello – Camila | Recensione Album

A distanza di un anno e mezzo dall’annuncio della sua separazione dalle Fifth Harmony, Camila Cabello è tornata con un disco che ha molto da raccontare, in primis la sua evoluzione personale e artistica. Proprio per questo motivo la cantautrice americana ha scelto di intitolarlo semplicemente Camila.

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L’album si compone di dieci tracce, tutte co-scritte dalla stessa Cabello con la collaborazione dei più importanti songwriters e produttori del panorama della musica pop: Pharrell Williams (che ha collaborato alla scrittura di Havana, singolo già certificato platino), Frank DukesAli Tamposi ( Beyoncé, Christina Aguilera, Lea Michele),  Justin Tranter (Britney Spears, Kelly Clarkson, Linkin Park e Kesha tra i tanti), Ryan Tedder dei One Republic e Amy Wadge (collaboratrice di Ed Sheeran).

Il risultato è un disco spiccatamente (latin) pop (basti pensare a brani come She Loves Control e Havana), ma che sa sapientemente mescolare tutto ciò che va più di moda al momento: una spruzzata di elettronica (Into It), qualche ballad (Something’s Gotta Give e Consequences) e qualche pezzo che può rendere semplicemente con l’ausilio di una chitarra, in versione acustica (All These Years, Real Friends). Uno dei pezzi di punta del disco è il brano di apertura (e di chiusura nella sua versione adattata per le radio) Never Be The Same, che la cantante interpreta dal vivo suonando pure la chitarra elettrica.

Camila è un disco pensato che per far breccia nel cuore degli adolescenti, ma non lascia indifferenti nemmeno gli ascoltatori più scettici. La giovane artista ha parlato del suo primo progetto solista in questi termini: “Mi sentivo persa e ho passato dei momenti difficili che mi hanno permesso di ritrovare nuovamente me stessa. Per tanto tempo non sono riuscita a scrivere un singola riga, poiché avevo troppa paura di aprirmi, fino a quando è diventato inevitabile e allora ho iniziato a scrivere ogni giorno una canzone. Scrivere è diventato terapeutico e ho iniziato a sorridere di nuovo. Sono tornata ad essere veramente me stessa.”

Senza ombra di dubbio l’allontanamento dal girl group che l’ha portata al successo nel 2012, dopo la partecipazione all’ormai defunto X Factor USA, ha contribuito alla costruzione e alla conseguente definizione della sua identità artistica. Inutile negare che ci piaccia parecchio questa “nuova” Camila, più autentica, senza troppi filtri e senza troppe imposizioni. Libera di essere chiunque voglia veramente essere.

Tracklist:

Never Be The Same

All These Years

She Loves Control

Havana

Inside Out 

Consequences

Real Friends

Something’s Gotta Give

In The Dark 

Into It

Never Be The Same (Radio Edit)

 

Alessia 

 

 

Taylor Swift – Reputation | Recensione Album

Taylor Swift – Reputation | Recensione Album

L’attesa è finita ed il nuovo album di Taylor Swift, Reputation, è finalmente disponibile in tutti i negozi di dischi e nei digital store.

Il disco è stato anticipato dai singoli Look What You Made Me Do, …Ready For It?, Gorgeous (in cui compare anche la voce del figlio di Blake Lively e Ryan Reynolds) e Call It What You Want, tutti brani che facevano già capire il cambio di rotta musicale di Taylor. E’ proprio vero che la “vecchia Taylor” è morta per fare posto ad una parte di sé che teneva nascosta, una parte, musicalmente parlando, che è venuta fuori grazie (o purtroppo?) alle malelingue che hanno sempre cercato di infangare il suo lavoro e la sua carriera.

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Lo stile di Reputation non ha nulla a che fare con i vecchi dischi della Swift. Presenta un sound completamente nuovo: pop che si mischia con elettronica e una marcata presenza di autotune (uno dei difetti di questo disco, visto quanto la sua voce non abbia bisogno di modifiche). A differenza dei precedenti lavori, ho dovuto ascoltare due volte il disco per intero per cercare di capire se mi piacesse oppure no e, tralasciando alcune canzoni come Ready For It e King Of My Heart, devo dire che nel complesso mi piace molto e mi ha stupito in positivo.

Alcuni brani degni di nota sono End Game ft. Ed Sheeran, Gataway Car, Delicate e Dancing With Our Hands Tied

Anche questa volta, nonostante fossi un po’ scettica dopo aver sentito i primi singoli, Taylor è riuscita a colpire nel segno per l’ennesima volta e a non deludere del tutto le mie aspettative. Niente di paragonabile a Red e 1989, ma comunque un gran bel disco!

 

Tracklist:

…Ready For It?

Endgame Feat. Ed Sheeran & Future

I Did Something Bad 

Don’t Blame Me

Delicate

Look What You Made Me Do

So It Goes…

Gorgeous

Getaway Car

King of My Hear

Dancing With Our Hands Tied

Dress

This Is Why We Can’t Have Nice Things

Call It What You Want

New Year’s Day 

 

Alessia & Serena 

Sam Smith – The Thrill Of It All | Recensione Album

Sam Smith – The Thrill Of It All | Recensione Album

Sam Smith è tornato venerdì scorso con un disco che ha molto da dire, specialmente in termini sentimentali. Dopo aver vinto un Grammy Award nel 2014 con Writing’s On The Wall, colonna sonora dell’ultimo film della saga di James Bond, Sam ha vissuto una brutta delusione amorosa e si è ritirato nella scrittura e nella composizione di questo secondo album: The Thrill Of It All.

Il suo primo LP, In The Lonely Hour, progetto che conta ben 7 milioni di copie in tutto il mondo, non si scosta completamente da questo nuovo lavoro. La tematica centrale del disco è l’amore, caratterizzato da un sound che mescola pop, soul e gospel, rendendo The Thrill Of It All un disco molto evocativo.

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Crediti foto: AXS.com

Il disco è stato anticipato dai brani Too Good at Goodbyes e Pray, ma è proprio in pezzi come Burning e la splendida HIM che Smith tira fuori il meglio di se. Durante la lavorazione del disco, il cantante ha rivelato di aver incominciato a bere e fumare spesso e volentieri per curare tutto il dolore che aveva in corpo.

Era il principio di qualcosa che in realtà non era ancora propriamente iniziato. Ecco perchè ho sofferto molto. L’idea di quello che avremmo potuto essere mi ha fatto stare veramente molto male“, ha dichiarato il cantante durante un’intervista esclusiva al settimanale britannico NME. Burning in particolare racconta tutta la frustrazione e il connubio di sentimenti che il cantautore britannico ha provato nell’arco di questi anni, nonostante ora sia felicemente impegnato con Brandon Flynn, attore della serie tv di Netflix Tredici.

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Crediti foto: etonline.com

HIM invece è una candida dichiarazione della propria sessualità da parte di un ragazzo gay a suo padre. Sam non parla di sé stesso, ma spera che questo pezzo possa aiutare chi si trova in difficoltà nel poter rivelare la sua vera identità alle persone a lui più care.

The Thrill Of It All è un signor disco, in quanto i testi e la produzione sono estremamente curati e riflettono l’obiettivo che Sam Smith si era posto di raggiungere al momento di incidere questo piccolo gioiello. Tuttavia, non è uno di quegli album che non appena premi play ascolti dal’inizio alla fine, lasciandoti completamente coinvolgere. Il suo ritmo è lento, poco incalzante. Poco importa che la vocalità del cantante sia strabiliante.

Tracklist:

Too Good At Goodbyes
Say It First
One Last Song
Midnight Train
Burning
Him
Baby, You Make Me Crazy
No Peace” (feat. YEBBA)
Palace
Pray
Nothing Left For You
The Thrill Of It All
Scars
One Day At A Time

Alessia 

 

Stranger Things 2 OST: quando una colonna sonora racconta un’intera epoca | Recensione Album

Stranger Things 2 OST: quando una colonna sonora racconta un’intera epoca | Recensione Album

Stranger Things, la serie statunitense targata Netflix, è finalmente tornata con ben nove nuovi episodi e con tutti i nostri personaggi preferiti. Mike (Finn Wolfhard), Dustin (Gaten Matarazzo), Lucas (Caleb McLaughlin) e Will (Noah Schnapp) devono nuovamente fare i conti con un’oscura presenza che minaccia la piccola fittizia cittadina di Hawkins, nell’Indiana, e ad aiutarli ci penseranno ancora Undici (Millie Bobby Brown) e il poliziotto Jim Hopper (David Harbour).

Oltre al suo strepitoso cast e ad una storyline costruita ad-hoc dai Duffer Brothers (Matt e Ross), uno dei punti di forza di Stranger Things è sicuramente la colonna sonora che accompagna le vicende degli abitanti di Hawkins e dintorni. La OST concepita dagli ormai veterani Kyle Dixon e Michael Stein è affiancata da una grande quantità di riferimenti musicali anni ’80 che hanno letteralmente segnato un’epoca e che meritano di essere ricordati in questo post.

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Crediti foto: Netflix US

Ogni episodio è scandito dalla presenza di brani principalmente rock, new wave e synth pop, come Whip It di Devo, Just Another Day degli Oingo Boingo, Talking in Your Sleep dei The Romantics e persino gli Scorpions con Rock You Like A Hurricane. Non potevano assolutamente mancare i Duran Duran (Girls On Film), l’iconica Ghostbusters di Ray Parker Jr, Hammer To Fall dei Queen, Every Breath You Take dei Police The Four Horsemen dei Metallica.

Il bello della soundtrack di Stranger Things è che non può essere incasellata in un unico genere musicale e di conseguenza riesce a conquistare gli ascoltatori di ogni età, senza particolari pregiudizi. Basti pensare ad alcune delle presenze femminili del disco: Donna Summer con la sua I Do Believe; Pat Benatar, interprete di Love Is A Battlefield, Cyndi Lauper con la ballad Time After Time, Olivia Newton-John (Twist of Fate) . Il pop si fonde con la disco music, che a sua volta si unisce al rock e a tutto ciò che lo circonda, raccontando una generazione, le sue mode e le principali influenze musicali di quel tempo.

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Crediti foto: moviemagazine.it

I brani precedentemente menzionati si uniscono alle 34 instrumentals composte dal duo texano Dixon-Stein, il cui obiettivo principale era raccontare attraverso le note quanto accade passo dopo passo nel corso delle nove puntate. “Sapevamo già quale direzione intraprendere con questo nuovo progetto, buona parte delle melodie erano già state definite, ma l’evoluzione della storia ha comportato delle modifiche importanti. Volevamo descrivere la grandezza e l’inquietudine che contraddistingue questa nuova stagione di Stranger Things”, hanno dichiarato.

Nel frattempo Stranger Things è stata rinnovata per ben altre due stagioni e i Duffer Bros sono già al lavoro sulla sceneggiatura della terza stagione, la cui uscita è prevista tra la fine del 2018 e i primi mesi del 2019. Nel frattempo, possiamo consolarci con Oltre Stranger Things, l’after-show che racconta il dietro delle quinte di questo nuovo grande e ormai consolidato fenomeno di cultura pop.

Alessia 

 

 

 

Riki – Mania | Recensione Album

Riki – Mania | Recensione Album

Se sei un teenager è praticamente impossibile non sapere chi sia Riccardo Marcuzzo, in arte Riki, fresco fresco di release del suo primo album in studio: Mania. Il cantante è reduce dal grandissimo successo dell’EP Perdo Le Parole, triplo Disco di Platino e il più venduto del primo semestre 2017.

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Crediti foto: Team World

Mania, il cui nome è legato alla cura maniacale per i dettagli dello stesso Riki (che ha curato ogni singolo aspetto di questo progetto discografico), è già #1 su iTunes e con ottime probabilità rimarrà ai vertici delle classifiche per le prossime settimane. Il disco è composto da 12 tracce, tutte scritte dallo stesso Riki e dal suo produttore Riccardo Sciré, artefice di buona parte del successo dell’ex concorrente di Amici 16.

L’obiettivo di Riccardo era quello di creare un album privo di “riempitivi”, ovvero interamente composto di potenziali singoli. La sua missione sarà stata portata a compimento? A tratti sì. La produzione dark-pop/elettronica sicuramente rende Mania un disco orecchiabile, ma ciò non significa necessariamente che sia convincente. Alcuni pezzi sono di notevole impatto, per esempio Frena, Aspetterò Lo Stesso, Dentro La Notte e Vendicativa, non mancano le classiche ballad (Se Parlassero Di Noi, Tremo e Credi In Te), insomma ce n’è per tutti i gusti.

Tuttavia Mania è un disco che non “scorre”, al contrario di Perdo Le Parole. Qualche riempitivo c’è senza alcun dubbio. In ogni caso non ce la sentiamo di bocciare Mania, perchè crediamo sinceramente nell’impegno e nella passione che Riki ha riposto nella realizzazione del progetto.

Alessia