FILAGOSTO FESTIVAL 2019 | RECENSIONE

La scorsa settimana si è concluso il Filagosto Festival: sei giorni di musica in un paesino della provincia di Bergamo.

Per chi come me ha vissuto gran parte della propria vita in provincia, sa benissimo quanto questo tipo di eventi siano importanti per la vita sociale dei piccoli paesi: è quasi esclusivamente grazie a loro se d’estate la noia non ci distrugge prendendo definitivamente il sopravvento!

Il Filagosto è un festival interamente organizzato e gestito da volontari, ragazzi giovani accomunati dalla passione per la musica che nel 2003 hanno deciso di collaborare per creare qualcosa di davvero speciale. L’edizione di quest’anno è stata la prima in una nuova location e potremmo considerare questo spostamento come un’evoluzione, una crescita personale dello stesso festival e di coloro che lo organizzano: un altro obiettivo raggiunto insomma. Dico un altro perchè nel corso degli anni il Filagosto è stato un crescendo continuo, sia per il numero di partecipanti, che per le band ospitate e per il successo riscosso.

La Line-up degli headliner di quest’anno era composta da: Fast Animals and Slow Kids (che vengono da Perugia), Coma Cose, Busy Signal, Ministri, Giorgio Poi e Metal for Emergency, una serata benefica all’insegna della musica metal.

Mossa dai miei gusti personali, ho partecipato alla prima, quarta e quinta serata del festival.

Come vi avevo già anticipato nell’articolo-recensione del MiAmi Festival i FASK mi avevano fatta innamorare, motivo per cui non potevo assolutamente perdermeli. Questi ragazzi hanno sempre una carica incredibile e quella sera erano molto emozionati dal fatto di suonare al Filagosto: il festival li ospita da quasi 10 anni ed è stato molto importante per la loro carriera. In onore di questa relazione duratura, la band ha deciso di suonare un pezzo che non si sentiva live da molto tempo: Canzone per un abete parte II.

La nuova sorpresa di questo festival per me invece sono stati i Ministri. Non conoscevo la band prima di vederla quella sera live ma ne sono rimasta ugualmente molto colpita. Anche loro come i Fast Animals sono dei veterani del Filagosto e hanno più volte sottolineato la loro gratitudine verso questo festival e i volontari che lo organizzano. Mi sono piaciuti molto e anche non potendo partecipare attivamente al concerto non conoscendo i testi, mi sono divertita e anche questa volta sono tornata a casa con una nuova band da apprezzare.

Quella stessa sera c’è stata anche un’apparizione a sorpresa da parte di Riccardo Zanotti, il frontman dei Pinguini Tattici Nucleari che, dopo i Ministri, ha fatto un piccolo live acustico molto intimo ed emozionate sul secondo palco del festival. È stato invitato a cantare con lui anche Nelson, frontman dei Rovere, e i due hanno duettato sul singolo di punta della band Bolognese TADB, al quale hanno lavorato insieme.

Il Filagosto ha rappresentato fino ad ora la parte più interessante ed emozionante della mia estate senza vacanze e mi ha ricordato che a volte vivere in provincia non fa così schifo, soprattutto quando ci sono persone che organizzano eventi come questo in posti che per te sono raggiungibili in bicicletta.

Al prossimo anno Filagosto!

CANOVA LIVE AL PARMA MUSIC PARK | RECENSIONE

Sabato sera siamo state al Parma Music Park, l’arena per gli spettacoli estivi della città di Parma, per la prima data del tour estivo dei Canova.

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Crediti foto: Serena Casella

In una cornice simile a un mini festival che per certi versi mi ha ricordato un po’ il MI AMI: piccolo parco alberato con stand in cui poter mangiare cibo fresco e non i soliti panini pre concerto, banchetto del merch e due aree in cui poter comprare da bere, il tutto arricchito da tavoli in cui potersi rilassare in attesa del live.

I Canova salgono sul palco intorno alle 22:30 e intrattengono il pubblico per quasi un’ora e mezza suonando pezzi dal primo album, Avete Ragione Tutti, e dal secondo, Vivi Per Sempre. Ammetto di essere stata un po’ titubante al riguardo visto quanto poco mi abbia coinvolto questo ultimo lavoro in studio rispetto al primo, ma, per fortuna, Matteo, Fabio, Gabriele e Federico mi hanno fatta ricredere.

Canzoni che a primo impatto non mi avevano lasciato niente, come Shakespeare o Vivi Per Sempre, live hanno acquistato sicuramente una marcia in più. Per non parlare della chicca della serata, ossia la cover di Rolls Royce di Achille Lauro, che avevano già proposto durante la scorsa leg del tour.

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Crediti foto: Serena Casella 

Ma ciò che sicuramente riesce a scatenare il pubblico ai loro concerti sono le canzoni presenti nel primo album: da Expo a Threesome (la più acclamata e attesa dal pubblico).

C’è una cosa che però salta sempre all’occhio durante i loro concerti: la bravura nel suonare e il carisma che hanno come gruppo. Quindi nel complesso possiamo promuoverli a pieni voti, sperando di poterli rivedere presto dal vivo!

 

Serena

”MI AMI, TI AMO” – RECENSIONE CONCERTO 2019

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Crediti foto: MI AMI Festival – FB

Come ormai la maggior parte di voi saprà, da 15 anni a questa parte al Magnolia di Milano si tiene il MI AMI Festival, il festival della musica bella e dei baci.

Lo slogan dell’edizione di quest’anno è stato AMOR VINCIT OMNIA, un’esplicita ode alla potenza dell’amore in tutte le sue forme, compreso quello per la musica.

Il festival è durato dal 24 al 26 Maggio 2019 e, nonostante le avverse previsioni meteorologiche che annunciavano pioggia, temporali e tempeste, sono stati tre giorni asciutti all’insegna del divertimento e dello stare in compagnia, tanto delle persone come della musica.

La line-up era ricchissima sia di nomi ormai già grandi, come Mahmood, Fast Animals and Slow Kids, Motta, Nitro, Ensi, Luca Carboni, Franco 126 e Coma Cose, sia di artisti emergenti come Chadia Rodriguez, Myss Keta, La Rappresentante di ListaI Hate My Village e molti altri! (Per la line-up completa vedi https://www.miamifestival.it/2019/programma.php)

Non possedendo ancora il dono dell’ubiquità non è stato possibile assistere alle performance di tutti gli artisti presenti al festival, ma quelle scelte sono state assolutamente più che soddisfacenti.

Da novizia della scena indie italiana, sono rimasta molto sorpresa da come anche un tipo di musica che alle mie orecchie sembrava banale e senza significato, sia stata in grado di muovermi e di intrattenermi per tre giorni interi. Se dovessi scegliere le mie tre esibizioni preferite sicuramente farei i nomi di: Mahmood, Fast Animals and Slow Kids e Myss Keta. Il primo perchè la mia anima pop non ha potuto resistere ad un’esibizione così pazzesca: Alessandro tiene il palco in modo naturale, ha una voce strepitosa ed è sicuramente all’altezza della sua vittoria a Sanremo e del suo secondo posto all’Eurovision Song Contest. Inoltre ha arricchito la sua performance invitando sul palco Sfera Ebbasta per Calipso, e Gué Pequeno per duettare su Soldi

I FASK sono stati la mia personale rivelazione di questo festival: se dopo aver ascoltato sotto consiglio (o per meglio dire obbligo) di un’amica il loro ultimo album ne ero rimasta piacevolmente sorpresa, la loro esibizione live mi ha rubato il cuore rendendomi pronta a seguirli in giro per l’Italia senza se e senza ma! Sul palco hanno una carica incredibile, Aimone (il cantante) particolarmente, e con il loro stile rock n’roll interagiscono e intrattengono il pubblico non lasciando altra opzione se non quella di saltare e cantare insieme, facendo passare in secondo piano anche gli evidenti problemi di volume che si sono presentati quella sera

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Crediti foto: MI AMI Festival – FB

Ultima, ma non per importanza, l’esibizione di Myss Keta.

Lo ammetto, non ero per niente convinta di volerla vedere dal vivo: il suo album mi ha lasciata molto perplessa e l’ho trovato abbastanza scadente, ma non appena la Myss è salita sul palco esordendo con un semplice “ciao Milano”, sono stata conquistata. Nonostante i testi delle sue canzoni siano come si dice oggi, “trash”, Myss Keta è una vera e propria entertainer: durante la sua ora sul palco ci ha fatti ballare, cantare, ridere e ci ha portato anche degli ospiti d’eccezione tra cui Elodie e di nuovo Gué e lo stesso Mahmood. È stato un concerto molto piacevole che mi ha fatto ricredere su di lei come artista.

Insieme a tutto questo, bisogna anche sottolineare l’incredibile atmosfera che si respira solo passeggiando all’interno del parco che ospita il festival: è un ambiente familiare, anche per chi ci mette piede per la prima volta, ci si sente circondati da vecchi amici con i quali prendere una birra e fare due chiacchiere.

Il fatto che oltre alla musica fossero presenti anche artisti, grafici, letture di poesie, talks e attività culturali, rende l’ambiente del MI AMI pluritematico e stimolante, senza lasciare il minimo spazio alla noia. (Per la lista completa degli artisti di MI PARLI e MI FAI visitate il sito ufficiale del festival – https://www.miamifestival.it/2019/index.php)

Mi ritengo molto soddisfatta della mia prima esperienza a questo festival e ci sono ottime possibilità che il prossimo anno ricada nell’acquisto dell’abbonamento, anche perchè i braccialetti riservati agli abbonati sono davvero molto carini.

Giorgia

Calcutta al MI AMI 2018 | Recensione Concerto

Anche quest’anno, proprio come l’anno scorso, siamo state al MI AMI FESTIVAL di Milano per la prima giornata di concerti, quella del 25 maggio. Arrivato alla sua quattordicesima edizione, il MI AMI si è sempre distinto per essere il festival d’eccellenza per scoprire nuova musica italiana e per dare spazio agli artisti emergenti che vogliono farsi strada nell’industria musicale.

La line up del primo giorno è stata davvero una bomba. Sui diversi palchi si sono alternati artisti come Galeffi, Cosmo, Francesca Michielin, Ex-Otago, Frah Quintale (accompagnato da Giorgio Poi per il featuring Missili), Willy Peyote, Coma Cose e tanti altri! Insomma, una serata all’insegna della buona musica che ha registrato, per la prima volta nella storia del festival, il tutto esaurito. Ma la vera sorpresa è stato il live di Calcutta: gli organizzatori, qualche ora prima dell’esibizione di Cosmo, avevano annunciato sull’applicazione una sorpresa al palco Pertini intono all’una di notte. Già da questo annuncio iniziava a circolare la voce della possibile esibizione del cantante di Latina, il cui ultimo album, Evergreen, è uscito proprio lo stesso 26 maggio. E così è stato: Calcutta ha eseguito per la prima volta dal vivo Paracetamolo, ultimo singolo del disco, oltre alla sua recente hit Pesto e a un medley delle sue canzoni più amate tratte dal primo disco: un sing along di migliaia di persone, in vista delle due date del cantautore a Latina e Verona.

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Crediti foto: MI AMI Festival (Facebook)

Noi non ci siamo fatte mancare davvero nulla e ci siamo alternate tra il palco Pertini e il palco Havaianas per assistere ai live di Federica Abbate, Galeffi, Francesca Michielin, Ex-Otago, Cosmo e infine Calcutta.

Cominciamo con Federica Abbate, venuta al MI AMI per portare le canzoni che ha deciso di non dare ad altri artisti e di tenere per sè: A me ci pensi mai, Fiori sui balconi e Pensare troppo mi fa male (feat. Marracash). Alle 20:15, invece, suona Galeffi: cantautore romano attivo da meno di un anno che porta sul palco Havaianas alcune delle sue canzoni più famose come Tazza di te, Camilla e Polistirolo. 

La vera festa inizia però con il live di Francesca Michielin (palco Pertini). Con il suo ultimo disco, 2640, Francesca ha dimostrato di saperci proprio fare, sia in studio di registrazione sia su un palco con la sua chitarra e una loop station. Il suo è stato un set completo di cui hanno fatto parte non solo canzoni tratte dal suo ultimo disco, ma anche brani del vecchio repertorio. Comunicare, Vulcano, Nessun grado di separazione, Io non abito al mare, Bolivia e molte altre.

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Crediti foto: MI AMI Festival (Facebook)

Dopo Francesca, salgono sul palco gli Ex-Otago per l’unica data estiva della band genovese. Vederli suonare live è sempre un piacere e dispiace tanto che questa sia stata l’unica in programma per un po’ di tempo. Anche loro si sono alternati tra brani del loro ultimo disco Marassi, come Cinghiali incazzati, Mare, Gli occhi della Luna… per poi arrivare al loro ultimo singolo Tutto bene.

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Crediti foto: MI AMI Festival (Facebook)

Alle 23:30 arriva il momento di Cosmo con le sue Quando ho incontrato te, Sei la mia città, Turbo, Le Voci e L’ultima festa. Tra una canzone e l’altra c’è anche il tempo per uno stage diving che riesce proprio bene grazie al pubblico molto caloroso del MI AMI.

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Crediti foto: MI AMI Festival (Facebook)

Visto che dell’esibizione di Calcutta vi abbiamo già parlato, non ci resta che concludere questo racconto con le nostre impressioni. Sapevamo già dall’anno scorso quanto questo festival meritasse e quanto importante fosse per la musica del nostro Paese, soprattutto in questo periodo di grande successo, e quest’anno ne abbiamo avuto ulteriore conferma. Quando si è al MI AMI, al festival della musica bella e dei baci, il tempo passa davvero in fretta e sarebbe bello poterlo fermare per una volta e rimanere lì non solamente per un weekend, ma per una settimana o più, per poter staccare completamente la testa da ciò che ci circonda e ciò che ci aspetta non appena rientrati a casa.

Perchè è proprio questo ciò che rappresenta di più questo festival e ciò che gli artisti spingono a fare: un #invitoalviaggio tra la musica della nostra Italia, un viaggio in cui un sacco di gente piena di talento riesce a farsi notare e a esprimersi attraverso la musica, in cui artisti e pubblico si fondono in una cosa sola.

Il MI AMI Festival è andato avanti anche durante la giornata di sabato 26 maggio con un programma imperdibile: la reunion dei Prozac +,  in occasione della ventennale del loro storico album ACIDO ACIDAColapesce, Selton, Maria Antonietta, Tre Allegri Ragazzi Morti, Dj Gruff.

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Crediti foto: MI AMI Festival (Facebook)

A questo punto non ci resta che iniziare il countdown al prossimo anno! 😉

Serena

 

 

Ultimo, il Peter Pan moderno che ha portato all’Isola Che Non C’è il Fabrique di Milano | Recensione Concerto

Venerdì sera Ultimo, una delle nuove leve del cantautorato italiano, ha letteralmente conquistato il pubblico accorso al Fabrique di Milano per vederlo dal vivo nella sua prima data milanese (la prossima è prevista per il 26 maggio).

Il cantante romano, reduce dalla vittoria al Festival di Sanremo 2018 (nella sezione Nuove Proposte) con il brano Il Ballo Delle Incertezze, ha proposto un repertorio che racchiude buona parte delle canzoni contenute nei suoi due album, entrambi rilasciati su etichetta indipendente Honiro: Pianeti (2017) e il più recente Peter Pan (2018).

Il concerto si è aperto proprio con il brano di apertura dell’ultimo progetto discografico Buon Viaggio, seguita dal motivetto accattivante di Canzone Stupida e da una buona carrellata di ballad, uno dei punti di forza della produzione musicale del cantautore, quali Cascare Nei Tuoi Occhi e la super romantica La Stella Più Fragile Dell’Universo.

Si potrebbe dire che Niccolò Moriconi, questo il vero nome del giovane talento, sia molto di più di un cantautore o più semplicemente di un cantante. Ultimo è un vero e proprio paroliere e tutti i suoi pezzi risultano essere delle bellissime filastrocche, a tratti delle poesie.
In ogni brano traspare tutta la sensibilità di un ragazzo che, attraverso la musica, è riuscito ad evadere dai suoi turbamenti interiori. Auto-escludendosi spesso e volentieri, è riuscito poco a poco a fare della frase “dalla parte degli ultimi per sentirmi primo” il suo motto, proprio come racconta in Sogni Appesi. Non poteva mancare un tributo a Vasco Rossi (il suo idolo musicale da sempre) sulle note di Albachiara e la title track Peter Pan (Vuoi Volare Con Me?). Per una sera anche noi abbiamo preso il volo verso l’Isola Che Non C’è.

Scaletta 

Buon Viaggio

Canzone Stupida

Sabbia 

Cascare Nei Tuoi Occhi

Ovunque Tu Sia

Poesia Senza Veli 

Dove Il Mare Finisce 

Pianeti

Domenica

Mille Universi

La Stella Più Fragile Dell’Universo 

Farfalla Bianca

Il Ballo Delle Incertezze

Il Vaso

Vorrei Soltanto Amarti

Le Stesse Cose Che Facevo Con Te

Ti Dedico Il Silenzio 

Stasera

L’Unica Forza Che Ho

L’Eleganza Delle Stelle

Forse Dormirai

Giusy 

Sogni Appesi

Peter Pan (Vuoi Volare Con Me?)

Alessia

Harry Styles Live all’Unipol Arena di Bologna| Recensione Concerto

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Il 2 e il 4 aprile, Harry Styles, è tornato in Italia per le tappe italiane del suo nuovo tour, rispettivamente a Milano, al Forum di Assago, e a Bologna, all’Unipol Arena. Noi siamo state alla data bolognese e proprio come per la data all’Alcatraz di Milano di novembre, siamo rimaste estasiate dallo spettacolo che Harry riesce a creare.

Il countdown all’inizio del concerto viene accompagnato da uno schermo sul quale appaiono le mani di Harry alle prese con un cubo di Rubik, cubo che viene completato esattamente qualche istante prima dell’arrivo del cantante sul palco. Styles sale sul palco qualche minuto dopo le 21 con uno dei suoi completi firmati Gucci, questa volta tutto rosa. Il live si apre con Only Angel, a seguire Woman, Ever Since New York, Two Ghosts per poi passare a brani dal repertorio dei One Direction (Stockholm Syndrome e What Makes You Beautiful), il tutto accompagnato da due cover già presenti nella scaletta dello scorso tour: Just A Little Bit Of Your Heart di Ariana Grande e The Chain dei Fleetwood Mac. 

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Passiamo alle new entry di questa scaletta: Medicine, Anna e If I Could Fly (cover dei One Direction). I primi, due inediti che PURTROPPO non sono entrati a far parte della tracklist del suo primo album da solista e che speriamo decida presto di rilasciare in versione studio.

Tra una canzone e l’altra riesce come sempre ad interagire moltissimo con il pubblico: racconta della cena alla Francescana di Modena, fa alcune domande a delle ragazze e porta due torte di compleanno ai cameraman. Annulla quasi completamente quel distacco che solitamente si crea tra audience e artista, passando in mezzo ad una passerella tra i fans per raggiungere il B Stage, dove esegue Sweet Creature e If I Could Fly, creando uno dei momenti più emozionanti della serata.

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Anche questa volta Harry è riuscito a dimostrare quanto valga come artista e quanto per lui sia importante portare uno show che sia il più semplice ed emozionante possibile. Nessuna scenografia, solo lui e la sua band, qualche luce e degli schermi giganti che ritraggono ciò che succede sul palco. Il tutto accompagnato dal calore del pubblico.

Che dire se non che non vediamo l’ora di sentire nuova musica e che torni in tour il prima possibile?

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Setlist:

Only Angel

Woman

Ever Since New York

Carolina

Stockholm Syndrome (One Direction cover)

Just A Little Bit Of Your Heart (Ariana Grande cover)

Medicine (inedito)

Meet Me In The Hallway

Sweet Creature

If I Could Fly (One Direction cover)

Anna (inedito)

What Makes You Beautiful (One Direction cover)

Sign Of The Times

Encore:

From The Dining Table

The Chain (Fleetwood Mac cover)

Kiwi

Serena

 

 

 

 

Levante e il suo Caos In Teatro a Bologna | Recensione Concerto

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Ieri sera Claudia Lagona, in arte Levante, ha portato il suo Caos In Teatro Tour a Bologna, al teatro Il Celebrazioni.

Il teatro è senza ombra di dubbio il luogo più adatto ad una cantautrice come lei, in quanto le ha permesso di esprimere la sua arte a 360%. Le canzoni (tutte riarrangiate per l’occasione ed estratte dai tre album di Levante) accompagnate dalla scenografia, hanno contribuito a rendere lo spettacolo ben diverso da ciò che che avevamo visto lo scorso maggio all’Alcatraz di Milano. La cantante siciliana inizia ad esibirsi con un telone trasparente davanti al palco, sul quale vengono proiettate forme e colori che richiamano i contenuti dei brani e che rendono tutto più suggestivo e teatrale.

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Il concerto si apre con Caos (Preludio), per poi continuare con alcune delle hit che hanno segnato la discografia della cantante: Alfonso, Le lacrime non macchiano, Io ti maledico, Farfalle, Sbadiglio (uno dei nostri pezzi preferiti) e le più contemporanee Gesù Cristo Sono Io, Io Ero Io e Diamante.

Menzione speciale va fatta al momento più intimo di tutta la serata: Claudia scende dal palco e si dirige verso il pubblico per prendere una ragazza a caso a cui cantare Ciao Per Sempre.Durante l’encore del concerto il pubblico si scatena sulle note di Pezzo di me e un bis di Alfonso.

Possiamo concludere la nostra recensione dicendo che la scelta di portare uno spettacolo di questa portata in teatro è stata sicuramente la decisione più azzeccata per Levante, in quanto riflette al meglio la sua personalità artistica. Questo caos in teatro è il suo habitat naturale.

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Serena e Alessia