MUSICA E LA QUARANTENA SCOMPARE (O ALMENO SI ALLIETA)

Da quando ci è stato chiesto di rimanere in casa, molte sono state le lamentele e le “proteste” del settore dello spettacolo e della musica dal vivo: l’impossibilità di creare grandi assembramenti di persone e di uscire di casa è stato sicuramente un duro colpo per questa industria, ma purtroppo è stato altrettanto necessario.

Una volta superata la fase della rabbia, moltissime sono state le iniziative organizzate e promosse dagli attori dell’industria musicale per cercare di mantenere viva e attiva la scena della musica dal vivo anche in tempi di crisi come questi.

Oltre all’iniziativa di Rockol di cui ha parlato Serena qui, oggi vi voglio segnalare altre iniziative molto interessanti che potrebbero portare un po’ di sollievo e bella musica nelle vostre giornate.

DAILY BEAT di Giuliano Vozella

Ascolta qui la playlist Daily Beat

Giuliano Vozella è un chitarrista, produttore e cantautore che per affrontare la noia della quarantena ha iniziato il progetto Daily Beat.
Si tratta di una sfida, come lui stesso la definisce nel video di presentazione del progetto, con la quale invita tutti i suoi amici e i suoi followers ad inviargli un pattern ritmico o anche un semplice memo vocale registrato con il telefono per costruirgli la base dalla quale poi lui stesso svilupperà un beat. Questi beat verranno poi regalati a tutti e pubblicati in una playlist sulla sua pagina Soundcloud per fare in modo che chiunque possa usufruirne e usare il proprio tempo per provare a suonare su qualcosa di nuovo e di diverso.

STAY ON (AIR) di KeepOn Live

Stay On (Air) è un’iniziativa promossa dall’associazione di categoria Live Club e Festival italiani: è una staffetta di eventi in streaming che raccoglie moltissime personalità del mondo dello spettacolo attorno ad un unico palco virtuale.

L’iniziativa è partita il 16 Marzo e continuerà fino alla fine di questa situazione di emergenza e di isolamento.
Tutti i giorni sulle pagine Facebook e Instagram di KeepOn Live vengono raccolti sette canali che trasmettono in contemporanea contenuti diversi dalle 18:00 alle 22:00 e dalle 22:00 in poi si riuniscono in un canale unico dove continua la trasmissione.
Potete trovare il programma completo in costante aggiornamento qui.

A questa iniziativa hanno già partecipato artisti come Lodo Guenzi, Giovanni Truppi, Leo Gassman, Atlante e tantissimi altri…
Oltre a fornire dell’intrattenimento in queste giornate difficili, l’iniziativa ha anche come obiettivo quello di raccogliere fondi per ospedali, Enti, Protezione Civile, impegnati ad affrontare l’attuale emergenza sanitaria.

MUSICA CHE UNISCE

Musica che unisce è un evento ideato da Latarma Management srl e prodotto in collaborazione con RAI.
Si tratta di una staffetta musicale che si terrà Martedì 31 Marzo alle 20:35 e che ha come obiettivo sia quello di allietare il pubblico che quello di raccogliere fondi per la Protezione Civile.
Inoltre interverranno anche personalità del mondo dello sport, come Federica Pellegrini e Valentino Rossi, e grazie al Ministero della Salute verranno trasmesse informazioni chiare ed esaustive insieme a messaggi di approfondimento rispetto alla situazione attuale.

L’evento verrà trasmetto su Rai1, Rai Play, Radio2, sulla pagina Facebook e sul canale Youtube di Rai, su www.musicacheunisce.it e sui canali social del progetto (Instagram).
In questa staffetta si esibiranno con performace casalinghe artisti come Alessandra Amoroso, Brunori Sas, Calcutta, Cesare Cremonini, Diodato, Elisa, Fedez, Francesca Michielin, Francesco Gabbani, Gazzelle, Gianni Morandi, Levante, Ludovico Einaudi, Mahmood, Måneskin, Marco Mengoni, Negramaro, Riccardo Cocciante, Tiziano Ferro, Tommaso Paradiso e molti altri.

Spero che questi spunti siano interessanti e che possano rendere meno noiosa e solitaria la vostra quarantena.
Stay safe!

Giorgia

MasCara: un mondo di dettagli da scoprire (per chi ha la pazienza di farlo)

Anche in questo momento in cui non si sente parlare d’altro che di distanza, la musica ci ha dato un’occasione per sentirci più vicini.
Abbiamo fatto una chiacchierata virtuale con Lucantonio, il cantante dei MasCara, una band della provincia di Varese che rilascia oggi il singolo Motherboard.

Ciao Lucantonio, parlaci un po’ di te e dei MasCara:

“Ciao, mi chiamo appunto Lucantonio e sono il cantante, chitarrista e scrivo le lyrics di questa pazza, pazza, pazzerella band chiamata MasCara.
Oltre a me ci sono Claudio alla chitarra, Nhicolas alla batteria e Marco al basso. Originariamente eravamo in cinque ma per questo progetto abbiamo dovuto fare a meno del nostro tastierista Simone, che è appena diventato papà.

La band nasce nel 2007, dopo un momento di incubazione molto lungo dove abbiamo provato diverse soluzioni.
Il primo EP L’amore e la filosofia è nato a cavallo tra il 2009 e il 2010. Il primo disco vero e proprio invece l’abbiamo pubblicato nel 2012. Dopodiché c’è stato Lupi nel 2014 e adesso uscirà questo nuovo capitolo, anche se non abbiamo ancora una data precisa.”

Il vostro nome da dove nasce?

“Il nostro nome è la cosa più banale del mondo: c’era un testo dove appariva questa parola e Claudio ha pensato che potesse essere un ottimo nome da dare alla band, aggiunto al fatto che essendo tutti ragazzi chiamarci MasCara avrebbe fatto un effetto ancora più “strano”.
Per quanto riguarda la C maiuscola al centro della parola, è arrivata quando abbiamo scoperto che anche altre band avevano avuto la stessa brillante idea di chiamarsi in questo modo e quindi abbiamo dovuto iniziare a distinguerci. Con il tempo è diventata però il nostro riconoscimento visivo e ci ha dato la possibilità di creare l’illusione che in realtà il nome fosse composto da due parole. Le abbiamo dato un nuovo significato ogni volta che ci veniva chiesto il perchè della sua presenza e ci è sempre piaciuto poter trovare una storia migliore della precedente per dare delle spiegazioni.”

Il progetto a cui state lavorando al momento è molto ambizioso e sembra avere una storyline ben pensata alla base, vuoi parlarcene?

“Se penso alle volte in cui hanno descritto la nostra musica, è ricorrente la presenza di un filo conduttore in ogni album, anche se personalmente non mi piace parlare di concept perchè fa molto anni Settanta. Non è però del tutto falso dire che i nostri album abbiano un concept alla base anche se forse sarebbe più corretto dire che sono presenti dei temi quasi formativi che si incollano a un percorso musicale.
Rispetto ai lavori precedenti però, in quest’ultimo emerge anche una parentesi personale nonostante io prediliga l’universale al particolare: preferisco le cose che viaggiano per simboli e astrazioni perchè non ritengo sensato raccontare la mia vita di tutti i giorni passo dopo passo quando ci sono persone molto più brave di me a empatizzare con l’ascoltatore. A me manca sempre qualcosa in questo processo e molto spesso non sento nemmeno il bisogno di entrare in empatia con il racconto stesso ma posso farlo anche con un suono che viene utilizzato per raccontare una storia o con la sensazione umana in generale.
Per questo motivo, anche questa volta il disco ha alla base una sorta di concept che riguarda l’identità che ognuno di noi si sta costruendo vivendo la propria vita attaccato costantemente agli schermi e ai suggerimenti dovuti ai codici che sostengono tutto quello che usiamo, gli algoritmi per esempio. Il focus però non è sul racconto della mia vita quotidiana passata davanti allo schermo ma è su come questo mi fa stare in termini di identità: come divento nel momento in cui sono un avatar su Facebook, ma allo stesso tempo sono una persona che vive delle relazioni ma che ha Tinder e Instagram. Rifletto anche sull’utilità degli algoritmi: mi sono davvero d’aiuto o rischiano di farmi diventare calcolabile e incasellabile in una determinata categoria di persone?”

Da quando avete iniziato a fare musica avete da subito intrapreso la strada della sperimentazione: non avete mai pensato ad un percorso che vi portasse più verso il mainstream?

“Non ci siamo mai preclusi niente: per noi sperimentare può voler anche dire scrivere la canzone d’amore più semplice e banale del mondo ma se non mi viene e non ne sento il bisogno non lo faccio.
Nei nostri primi lavori in realtà aperture più melodiche e pop c’erano e ci posizionavano un po’ a metà strada; solo che poi il suono, i temi e i testi urgevano di una sorta di ragionamento in più. Forse persino la ricchezza di suono rende difficile la nostra categorizzazione perchè gli arrangiamenti sono corposi, orchestrati… c’è sempre uno strato in più di cui si potrebbe fare a meno se la volontà fosse quella di essere easy da ascoltare.
Anche le cose che ci piacciono seguono questa strada, i The Nationals ad esempio, e sono ricche di cose belle. In Italia invece molto spesso bisogna asciugare perchè la voce deve fare da padrona e non devono esserci distrazioni.”

Hai citato i The Nationals come alcune delle cose che vi piacciono, altre?

“Ce ne sono diverse e in realtà cambiano in base al momento.
Per farti alcuni nomi, principalmente per quanto riguarda me e Claudio ti direi: Radiohead, Bon Iver, Thundercat, Demon Albarn, Luke Cave, Childish Gambino…”

Se domani vi proponessero di suonare ad un festival qualsiasi, con chi dividereste il palco?

“Se dovessi pensare al panorama internazionale, The Nationals e Bon Iver sarebbero la cosa più bella che potrebbe capitarci.
In termini nazionali invece direi Giovanni Truppi, Non voglio che Clara, Edda
Mi accorgo molto spesso che preferisco dividere il palco con realtà simili alla nostra, con un lessico affine. È vero, non saranno nomi freschissimi ma rispecchiano quel filone della musica Italiana che personalmente mi manca molto: in Italia abbiamo rinunciato a quel modo di scrivere un po’ più approfondito, ma non in termini di intellettualismo fine a sé stesso. Si sente la mancanza di persone che si occupino di ciò che succede nelle fantasie delle persone , che le facciano riflettere e che chiedano “ma oltre a questo marasma, ti accorgi di essere al mondo?”

Sarò banale ma vorrei sapere come vivi questa situazione di emergenza Coronavirus da artista:

“Vivo in in un limbo in cui mi dico: “se faccio qualcosa lo sto facendo veramente perchè voglio trasmettere qualcosa agli altri o sto semplicemente sfruttando la situazione senza un genuino interesse alla base?”. Se veramente lo faccio per qualcuno, lo faccio senza dovermi giustificare. Se invece non ho voglia o devo pensare a cosa fare significa già che è meno onesto e che quindi sto sbagliando.
La vivo quindi un po’ a mezz’aria, giorno per giorno come viene cercando di mettere in campo più onestà possibile.”

Come ultima cosa ti chiederei di parlarci di Motherboard, il singolo in uscita oggi:

“Quello che ascolti è quasi una coscienza altra che parla anche a te in maniera ricorsiva, infatti il brano ha una struttura molto semplice.
Motherboard è come una Madre Terra digitale che parla a tutti i tuoi strumenti digitali per cercare di farti ritornare una persona, per farti ricordare che oltre al computer e alle memorie esterne e ai segmenti di codice che definiscono tutto quello che fai, alla fine dei conti sei umano e questo tuo essere non può ridursi alla somma di interazioni che hai con gli altri.
Motherbord va capita a seconda di come risuona dentro di te.
È una canzone diretta, pienissima e non penso vada contro a tutto ciò che abbiamo sempre dimostrato.”

I MasCara su Spotify

I MasCara sui social: Facebook, Instagram

Giorgia

ROCKOL E L’INIZIATIVA #IOSUONODACASA | DI COSA SI TRATTA

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Crediti immagine: Rockol.it

Due giorni fa Rockol.it, appoggiato da Allmusicitalia, ha avanzato la proposta di creare un coordinamento fra tutti gli artisti che siano intenzionati o disponibili a tenere un concerto suonando da casa loro, o dal loro studio, e diffondendolo via social. Creare qualcosa tutti insieme significa avere molta più pubblicità e arrivare ad un pubblico molto più ampio rispetto alle singole iniziative che stanno prendendo piede sul web.

L’intenzione di questo progetto è quella di costituire un vero e proprio cartellone, un programma di concerti quotidiani programmati almeno fino al 3 aprile, che riesca per quanto possibile, a “sostituire” i concerti dal vivo che sono stati sospesi o rinviati a causa dell’epidemia di Coronavirus. Ma la ragione principale è che questi concerti, che saranno naturalmente gratuiti, possono essere anche l’occasione per una raccolta di fondi a beneficio degli ospedali italiani impegnati nell’assistenza ai colpiti dal virus: servono attrezzature, macchinari, personale, e ogni sostegno economico è utilissimo.

L’auspicio di Rockol è che ”attraverso un’associazione del settore discografico, o meglio ancora più associazioni di settore unite, si ottenga l’attivazione di un numero telefonico che permetta le donazioni via sms o via telefonata; un numero telefonico che rimarrebbe in sovrimpressione per tutta la durata di ognuno dei concerti “da casa” degli artisti che aderiranno all’iniziativa.”

Noi, da blog musicale, ci teniamo ad appoggiare l’iniziativa di Rockol.it e dare tutto il nostro sostegno perchè crediamo che la musica possa aiutare ancora di più in momenti difficili come questo che stiamo vivendo.

Vi lasciamo il calendario delle performance aggiornato ad oggi mercoledì 11 Marzo e cercheremo di tenervi aggiornati anche sulle prossime!

Gli appuntamenti in diretta su Instagram:

Mercoledì 11 Marzo

ore 20: Modà

ore 21: Nek

Giovedì 12 Marzo

ore 16: Gianna Nannini

ore 18: Gigi D’Alessio

Venerdì 13 Marzo

ore 18: Enrico Nigiotti

ore 21: Marco Masini

 

ARTLAB 19 | MILANO

Il 27 e il 28 giugno 2019, al BASE di Milano, ArtLab ha organizzato una serie di incontri e conferenze in ambito culturale dai temi più vari: dalla tecnologia alla sostenibilità, dalle startup ai programmi europei. 

Noi di MusicDistress, per ovvie ragioni, abbiamo partecipato all’incontro dal titolo Music Innovation. Feeding Future Business tenutosi la mattina del 28 giugno.

L’incontro è stato organizzato in uno degli spazi più recenti della struttura del BASE ed è stato presentato e moderato da Dino Lupelli, direttore generale del Linecheck Festival che si terrà a Milano dal 19 al 24 Novembre 2019. Subito dopo una breve presentazione di quelle che sono state fino ad oggi le fasi dell’industria musicale, Lupelli ha introdotto il nuovo concetto di Music Industry 4.0: una visione futuristica ma per niente lontana di quello che sarà l’industria della musica nei prossimi anni. Lupelli prevede la creazione di una “vertically integrated industry”, nella quale il fenomeno del cross-over tra la musica e altre attività (come il turismo ad esempio) sarà sempre più preponderante. 

Sempre parlando di ciò che sarà l’industria musicale nel futuro, sono intervenuti anche Oriol Pastor, direttore del MIRA Festival di Barcellona e Turo Pekari da Helsinki, Senior Advisor, Innovation and Discovery di Teosto. I due hanno esposto le loro visioni di quella che è la situazione dell’industria musicale oggi e di come secondo loro si evolveranno le cose in una decina d’anni. La loro conclusione è stata che ci si sposterà sempre di più in un campo dominato dal cambio culturale come motore dell’evoluzione tecnologica e verso una situazione di democratizzazione della musica: uno scenario nel quale secondo Turomusic belongs to everyone“. 

In seguito, per dare un’idea concreta di ciò che sarà il futuro, quattro startup hanno presentato i loro progetti.

La prima startup a presentare il proprio progetto è Nuwa.

I ragazzi di Nuwa hanno sviluppato un software per la produzione di musica chiamato Tile, che sarà lanciato nel 2020. Tile è un cloud tool che permette di produrre musica in collaborazione con altre persone. Grazie appunto alla sua natura cloud è in grado di tenere traccia di tutti i cambiamenti e le modifiche apportate al progetto, rendendo in questo modo la modifica e il ripristino di eventuali bozze precedenti molto più semplice e immediato, nonché disponibile ovunque e in qualsiasi momento. Secondo le loro previsioni nel 2021 il software subirà un cambiamento, passando da single mode a community mode per arrivare poi al 2025 dove Tile sarà in grado di raggiungere tutta la community della music industry.

La seconda startup ha presentato il progetto di MuSa, un software specifico per imparare a suonare uno strumento musicale. Il software è stato pensato sia per computer che per mobile, principalmente per i bambini dai 6 ai 10 anni o per chiunque voglia imparare a suonare uno strumento da zero. MuSa è innovativo rispetto agli altri software di questo tipo già presenti sul mercato perché fonde la dimensione del learning con quella del gaming. Per utilizzare MuSa infatti, ci sarà bisogno di posizionare il dispositivo vicino allo strumento musicale fisico e una volta avviato il software si aprirà un mondo magico all’interno del quale per muoversi e superare gli ostacoli sarà necessario suonare la nota giusta sullo strumento vero e proprio. La verifica sarà possibile grazie a un sistema di live feedback e grazie alle basi teoriche e di insegnamento inserite nel programma dagli insegnati di musica che stanno collaborando al progetto.

La terza startup è aNote Music: il primo Stock Market europeo per le royalties musicali. L’obiettivo principale di questo progetto è quello di creare un collegamento più diretto tra il mondo degli investitori e l’industria musicale. Si vuole introdurre un nuovo modo di gestire i diritti musicali, rendendoli merce di scambio al fine di ottenere denaro da utilizzare per finanziare i propri progetti futuri.

L’ultima startup a presentare il suo progetto è Intorno Labs che si occupa di musica immersiva realizzata con tecnologia 3D. Per farci capire meglio di cosa si trattasse, Ludovico Vignaga, ci ha portati ne La Capsula, una musicROOM con pareti di vetro installata all’interno dello spazio in cui si è tenuto l’incontro. La stanza è rettangolare con al suo interno una serie di casse posizionate in diverse parti e in diversi modi all’interno dello spazio. Ludovico ha spiegato che tale disposizione non è standard, ma ogni spazio prevede un posizionamento delle casse diverso e pensato su misura. 

Successivamente, Ludovico ci ha mostrato un software attraverso il quale è possibile manipolare il suono decidendo quale percorso dovrà seguire. Una volta stabilito questo sul computer, il suono fuoriesce dalle casse seguendo tale percorso e creando intorno all’ascoltatore una situazione di completa immersione nella musica e nello spazio. Il suono può essere gestito per fare in modo che venga percepito in diversi modi: solo a destra, solo a sinistra, che gira intorno, che arriva dall’alto…

Ludovico ha poi spiegato che questa tecnologia è già stata utilizzata in diverse situazioni, sia all’interno di festival sia per installazioni sonore. Il futuro è l’utilizzo di tale tecnologia per concerti e all’interno di club, per creare un modo totalmente nuovo di percepire la musica. Lupelli ha anche sottolineato come questo tipo di tecnologia si potrebbe rivelare molto utile per chi organizza eventi poiché aiuterebbe a risolvere il problema dell’impatto acustico, riducendolo, e permetterebbe di creare situazioni all’interno dei club nelle quali è possibile ascoltare la musica ma anche chiacchierare e socializzare, una combinazione ad oggi non così scontata.

Noi personalmente siamo rimaste molto colpite da tutte queste idee e non vediamo l’ora di assistere e fare parte del futuro dell’industria musicale.

Giorgia

#NewMusicDistress: le novità musicali (e non solo) di questa settimana

Ed eccoci di nuovo, come ogni settimana, con un nuovo #NEWMUSICDISTRESS in cui vi raccontiamo quali sono le nostre canzoni preferite del momento, siano esse appena uscite o ripescate in vecchie playlist. Buona lettura e, soprattutto, buon ascolto!

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Crediti foto: Liam Payne (Facebook) 

Liam Payne ft. French MontanaFirst Time

George EzraAll My Love

DJ Khaled ft. Justin Bieber, Chance the Rapper, QuavoNo Brainer

Eugenio in via di gioiaChiodo fisso

Pinguini Tattici NucleariTetris 

LiberatoJE TE VOGLIO BENE ASSAJE

Merk & Fremont ft. DNCEHands Up

Ermal MetaDall’alba al tramonto

Willie PeyoteOttima Scusa

MagellanoGenova per chi?

 

Serena

Queen: ecco perchè Bohemian Rhapsody è destinato ad essere uno dei film a tema musicale più belli del 2018

Queen: ecco perchè Bohemian Rhapsody è destinato ad essere uno dei film a tema musicale più belli del 2018

Ieri pomeriggio 20th Century Fox ha rilasciato il primo teaser trailer ufficiale di Bohemian Rhapsody, il biopic dedicato alla storia di una delle più grandi band rock di tutti i tempi, i Queen, e del loro frontman: Freddie Mercury.

Il film in questione, in arrivo in tutti i cinema del mondo il 2 novembre, è stato definito come una “celebrazione dei Queen, della loro musica e del loro straordinario cantante Freddie Mercury, che ha sfidato ogni stereotipo e ha abbattuto le convenzioni della sua epica diventando uno dei performers più apprezzati del pianeta“.

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Crediti foto: 20th Century Fox

Bohemian Rhapsody racconta la corsa al successo della band britannica attraverso le loro canzoni iconiche e il loro sound rivoluzionario, ma non solo: verranno descritti pure gli alti e bassi della vita quotidiana del gruppo composto anche dal chitarrista Brian May, dal bassista John Deacon e dal batterista Roger Taylor. Il culmine della pellicola verrà raggiunto attraverso l’esibizione al Live Aid nel 1985, considerata come la miglior performance di una band in tutta la storia della musica.

Il titolo del progetto, diretto dal regista Dexter Fletcher, deve il suo nome all’omonima canzone dei Queen, rilasciata il 31 ottobre 1975 e considerata una delle più incisive di sempre per la sua particolare struttura melodica, in grado di fondere molteplici generi e conseguentemente suoni. Colui che dovrà vestire i panni di Freddie sarà Rami Malek aka Mr. Robot.

Perchè non perdersi questo biopic? Il primo trailer di BoRhap (come veniva simpaticamente segnata dalla band nelle scalette dei loro concerti) che vi posteremo qui sotto, crea già grandi aspettative in merito ai costumi di scena, curati nei minimi dettagli, e nella scelta degli attori che vestiranno i panni dei protagonisti della storia. La somiglianza con le vere leggende è spaventosa e al tempo stesso contribuisce a dare un senso di verità alla narrazione del film. Ovviamente non potrà mancare la buona musica: da Another One Bites The Dust aKiller Queen, passando per We Will Rock You.

Se siete fan dei Queen come noi, sarà difficile rimanere delusi da un progetto che sembra convincere in partenza. Per la recensione definitiva e completa di Bohemian Rhapsody, dovremo invece aspettare il 2 novembre. Nell’attesa siamo già sintonizzate sulla playlist This Is: Queen di Spotify!

 

Alessia

 

 

#FlickerWorldTour | Niall Horan live all’Unipol Arena di Bologna

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Credit foto: Christian Tierney (Instagram)

Ieri sera sono stata all’Unipol Arena di Bologna per la prima data italiana del Flicker World Tour di Niall Horan, ex One Direction (speriamo però non per sempre). Tralasciando il fatto che non ho mai assistito ad un concerto da posti così lontani dal palco e che non sono riuscita a godermelo in pieno come avrei voluto, anche Niall ha dimostrato di sapere il fatto suo in quanto a live show da solista.

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Credit foto: Christian Tierney (Instagram)

Già dalla prima canzone, On The Loose, si capisce quanto in mezzo agli altri quattro venisse oscurato dalla presenza di voci come quelle di Harry Styles e Zayn Malik. Perchè sì, è innegabile che chiunque sia stato ad un concerto dei 1D da solista li abbia nettamente preferiti così e non come gruppo.

Niall ci sa proprio fare e riesce a tenere il palco da solo come se lo avesse sempre fatto in questo modo. Nessun effetto speciale e nessuna scenografia, solo lui, la sua band e delle luci enormi sullo sfondo a forma di N e di H. Tra una chiacchiera e l’altra insieme al pubblico,  il live continua sulle note di pezzi estratti dal suo primo album da solista: The Tide, This Town, Paper Houses e You and Me. Poi lascia il posto anche a delle cover, da Dancing in the Dark di Bruce Springsteen a Crying in the Club di Camilla Cabello. Accostamenti un po’ azzardati, ma che hanno reso il tutto ancora più coinvolgente.

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Credit foto: Christian Tierney (Instagram)

Anche lui, proprio come Harry, non fa mancare dei brani dal repertorio dei One Direction, rispolverando pezzi come Fool’s Gold, a cui va assegnato il premio di momento più emozionante della serata insieme all’esecuzione di Flicker, e Drag Me Down.

Visto quanto ho amato questo album, avevo aspettative molto alte sul concerto e, nonostante la posizione un po’ infelice, direi siano state più che soddisfatte. Tornare ad esibirsi in delle arene e in Italia, dove dice di aver trovato il pubblico più caloroso, sicuramente non sarà stato un momento speciale solo per lui, ma anche per tutti i presenti e non vediamo l’ora di rivederlo! 😉

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Credit foto: Christian Tierney (Instagram)

Tracklist:

On The Loose

The Tide

This Town

Paper Houses

You and Me

Dancing in the Dark (Bruce Springsteen cover)

Seeing Blind

Too Much To Ask

Flicker

Fool’s Gold (One Direction cover)

So Long (inedito)

Since We’re Alone

Fire Away

Crying in the Club (Camilla Cabello cover)

Mirrors

Drag Me Down (One Direction cover)

Slow Hands

On My Own

Serena

 

#NewMusicFriday: i cinque album della settimana da non perdere | Top 5

Anne-MarieSpeak Your Mind

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La cantautrice britannica, reduce da un tour europeo che l’ha portata anche in Italia al Fabrique di Milano una settimana fa, Anne-Marie debutta con un disco vulcanico in tutti i sensi: Speak Your Mind. Si tratta di una dichiarazione di intenti che mescola abilmente pop, dance ed elettronica. Tra i pezzi di punta figurano: Ciao Adios e Alarm (dedicate ai suoi ex), Perfect e 2002, scritta in collaborazione con Ed Sheeran e Julia Michaels.

 

Janelle MonaéDirty Computer

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Cantante, attrice, polistrumentista con una grande passione per l’elettronica e la contaminazione di molteplici suoni, Janelle Monaé è tornata con un progetto discografico dal titolo Dirty Computer. Il disco è anticipato dal singolo Make Me Feel, colonna sonora di Amici 17.

 

Lorenzo FragolaBengala

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Lorenzo Fragola è maturato dai tempi di 1995 (2015) e Zero Gravity (2016). Bengala, il suo terzo album in studio, lo dimostra. Una cura per i dettagli estrema e due collaborazioni con Gazzelle (Super Martina), Mecna e Mace (Cemento) caratterizzano un disco che ha tutte le potenzialità per diventare uno dei più interessanti nel panorama pop italiano del 2018.

 

Post Malone – beerbongs & bentleys 

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Post Malone, rapper e produttore statunitense, molto più delle sue due hit Rockstar (un featuring con 21 Savage) e Psycho (Feat. Ty Dolla $ign). Ascoltare per credere!

AlbertOrme 

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Albert, rapper milanese comparso nel programma Da Qui A Un Anno di Real Time, ha rilasciato un EP intitolato Orme via Warner Music Italy. L’artista, classe ’97, si definisce un cantautore 2.0, che oscilla tra il pop e il rap. Le sue influenze musicali sono spaziano da Fabrizio De Andrè a Fabri Fibra passando per Edoardo Bennato e Bassi Maestro.

 

Alessia 

#NewMusicDistress | Tieni accesa la luce – GINGER BENDER

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Oggi dedichiamo questo #NewMusicDistress a un duo femminile italiano composto da Alessandra di Toma e Jeanne Hadley, conosciute come Ginger Bender.

Tieni accesa la luce, il loro album di debutto, esce oggi venerdì 27 aprile ed è stato prodotto da Paolo Mei per Rocketta Records, la cui produzione artistica è stata curata dal maestro Lorenzo Gasperoni, con cui le ragazze hanno studiato percussioni africane.

Alessandra e Jeanne si sono conosciute durante i loro studi jazz all’Accademia Internazionale della Musica di Milano e insieme hanno deciso di intraprendere questo progetto musicale. La loro passione per l’arte di strada le porta ad iniziare un lungo viaggio “on the road” che le porterà in Spagna, in Grecia e in Finlandia. Proprio durante questa avventura, le due ragazze, hanno la possibilità di esplorare nuove sonorità e di esibirsi con musicisti locali, allargando i propri orizzonti artistici.

La loro musica è ricca di influenze e universi sonori differenti, in cui lingue e stili si mischiano. Nelle loro canzoni, infatti, si possono sentire sonorità bluesfunkafro, armonie che ricordano vecchie ballad jazz degli anni ’30 cantate su un ritmo reggaesincopato.
I testi delle loro canzoni, scritti sia in italiano che in inglese (lingua madre di Jeanne), toccano diversetematiche: tra cui le diverse sfaccettature dell’amore, soprattutto quello disfunzionale. Alcuni sono stati ispirati da incontri avvenuti in tour, altri semplicemente da riflessioni condivise.
La dimensione live è davvero fondamentale per le Ginger Bender e viene intensificata anche grazie all’incontro con Paolo Mei di Rocketta Booking con il quale organizzano svariati tour per tutta la penisola, sia come Ginger Bender, sia come membri della band dell cantautrice americana Erin K.
Una delle prerogative del duo è quella dell’improvvisazione, retaggio del loro percorso musicale jazz e afro.
Tracklist:
Cumbia Nera
Anna non piangere
Mentre Dormivo
Otello
Che m’importa del mondo
Five
Blue Petit
This Song
A noi il loro album è piaciuto molto e vi consigliamo di aprire Spotify e di ascoltarlo! 😉
Serena 

#NewMusicDistress| Le nostre cinque canzoni preferite del momento

Avete presente quei momenti in cui non fate altro che ascoltare sempre le stesse canzoni? Beh, per noi questo è uno di quello e oggi vi proponiamo le nostre cinque in ripetizione su Spotify!

Buon ascolto 😉

IDGAF – Dua Lipa

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Estratto dal suo primo album in studio, Dua Lipa, IDAG è il nuovo singolo della cantante e come tutti gli altri rilasciati precedentemente ti è entra in testa per rimanerci un bel po’.

La nostra ultima canzoneMotta

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Francesco Motta, noto come Motta, è un cantautore e polistrumentista italiano. Il suo ultimo album, che contiene anche La nostra ultima canzone, è uscito lo scorso 6 aprile ed è già uno dei più ascoltati su Indie Italia.

Bella come RomaViito

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Bella come Roma, uscito lo scorso gennaio, è il primo singolo  di Viito, band romana d’adozione composta da Vito e Giuseppe. Il brano è schizzato al primo posto della classifica Viral 50 di Spotify in pochissimo tempo!

Follow your fireKodaline 

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E’ il nuovo singolo dei Kodaline, un quartetto alternative rock di Dublino, e da quando l’ho sentito per la prima volta non ho mai smesso di ascoltarlo a ripetizione.

The ChainFleetwood Mac

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I Fleetwood Mac sono un gruppo musicale rock anglo – statunitense e The Chain è contenuta nell’album Rumours, uscito nel 1977.

Serena