The Day After #NewMusicFriday | Episodio 3

The Day After #NewMusicFriday | Episodio 3

The Day After #NewMusicFriday continua con il terzo episodio (anche perchè io continuo a dare per scontato che aspettiate con ansia i miei consigli e che vi interessino)

Tra le uscite di ieri venerdì 27 Marzo e di questa settimana, oggi vi segnalo:

  • Magellano, FLORIDI

“Le baiser de l’Hotel de Ville (1950): è da una famosissima foto di Robert Doisneau che è arrivata l’ispirazione per Magellano. Un’immagine chiara nella mente di tutti: il bacio cristallizzato tra un uomo e una donna mentre intorno la routine scorre, si fa movimento, scivola via negli «sguardi distaccati» della gente. Ho poi però trasfigurato la scena in un’ambientazione completamente diversa: a Parigi ho sostituito un porto, ai due protagonisti Magellano e una sua amata immaginaria. La fotografia è quindi diventata per me il racconto di un addio, non tragico, nemmeno triste, anzi necessario. Il cuore di entrambi è pieno. La partenza apre l’orizzonte alla scoperta di nuovi mondi. La separazione si fa apertura dei confini, punto di forza della coppia. Alla base di tutto c’è una mia convinzione personale: non c’è amore senza libertà.”

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  • Tarantino, NOPE

“Tarantino è il secondo singolo dei NOPE band Alternative EmoTrap. Brano introspettivo e crudo, parole malinconiche raccontano il drammatico sfogo della vita di molti giovani che provano a piegare le sbarre di ferro che la vita presenta quotidianamente per evitare di restare intrappolati nella propria gabbia.
Un beat trap in stile Lil Peep accompagna le strofe colorate da chitarre emo che suonano come pennellate rabbiose di un dipinto che disperatamente ricerca il senso della propria esistenza. Avvilimento costante in un flusso di coscienza che porta al grido finale del ritornello dove la strumentale amalgamata da chitarre distorte e piatti di batteria rumorosi manifesta tutta l’angoscia di quattro ragazzi felici che tentano di realizzare i propri sogni in una vita fatta di ostacoli”.

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  • We Promise, TNM

“We Promise” nasce  da quelle promesse che ognuno di noi si fa e che spesso, purtroppo, finiscono nel dimenticatoio. È un disco per ricordare il passato, i ricordi felici e quelli più tristi, per imparare a migliorare il nostro futuro apprendendendo dai nostri stessi errori. In questo Ep ci sono tutte le emozioni che i ricordi ci lasciano come rabbia, tristezza, nostalgia”.

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  • Vorrei vedere il mare, Damiank

“Vorrei vedere il mare è un brano che nasce dal legame con la mia città, Rimini. Molti riminesi sparsi per l’Italia sentono costantemente la necessità di ritornare al loro porto, e non sanno nemmeno spiegarti quale sia la reale motivazione. Era un periodo che ascoltavo molto il cantautore canadese Bahamas, mi affascinava il suo nome così esotico associato ad un artista di un paese settentrionale e particolarmente freddo. Lui e il suo suono suggestivo e delicato hanno ispirato questa canzone che parla del desiderio che si scontra con la realtà e dell’importanza dei punti di vista”.

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Non mi resta che augurarvi buon ascolto e buon weekend!

Keep safe!

Giorgia

MUSICA E LA QUARANTENA SCOMPARE (O ALMENO SI ALLIETA)

Da quando ci è stato chiesto di rimanere in casa, molte sono state le lamentele e le “proteste” del settore dello spettacolo e della musica dal vivo: l’impossibilità di creare grandi assembramenti di persone e di uscire di casa è stato sicuramente un duro colpo per questa industria, ma purtroppo è stato altrettanto necessario.

Una volta superata la fase della rabbia, moltissime sono state le iniziative organizzate e promosse dagli attori dell’industria musicale per cercare di mantenere viva e attiva la scena della musica dal vivo anche in tempi di crisi come questi.

Oltre all’iniziativa di Rockol di cui ha parlato Serena qui, oggi vi voglio segnalare altre iniziative molto interessanti che potrebbero portare un po’ di sollievo e bella musica nelle vostre giornate.

DAILY BEAT di Giuliano Vozella

Ascolta qui la playlist Daily Beat

Giuliano Vozella è un chitarrista, produttore e cantautore che per affrontare la noia della quarantena ha iniziato il progetto Daily Beat.
Si tratta di una sfida, come lui stesso la definisce nel video di presentazione del progetto, con la quale invita tutti i suoi amici e i suoi followers ad inviargli un pattern ritmico o anche un semplice memo vocale registrato con il telefono per costruirgli la base dalla quale poi lui stesso svilupperà un beat. Questi beat verranno poi regalati a tutti e pubblicati in una playlist sulla sua pagina Soundcloud per fare in modo che chiunque possa usufruirne e usare il proprio tempo per provare a suonare su qualcosa di nuovo e di diverso.

STAY ON (AIR) di KeepOn Live

Stay On (Air) è un’iniziativa promossa dall’associazione di categoria Live Club e Festival italiani: è una staffetta di eventi in streaming che raccoglie moltissime personalità del mondo dello spettacolo attorno ad un unico palco virtuale.

L’iniziativa è partita il 16 Marzo e continuerà fino alla fine di questa situazione di emergenza e di isolamento.
Tutti i giorni sulle pagine Facebook e Instagram di KeepOn Live vengono raccolti sette canali che trasmettono in contemporanea contenuti diversi dalle 18:00 alle 22:00 e dalle 22:00 in poi si riuniscono in un canale unico dove continua la trasmissione.
Potete trovare il programma completo in costante aggiornamento qui.

A questa iniziativa hanno già partecipato artisti come Lodo Guenzi, Giovanni Truppi, Leo Gassman, Atlante e tantissimi altri…
Oltre a fornire dell’intrattenimento in queste giornate difficili, l’iniziativa ha anche come obiettivo quello di raccogliere fondi per ospedali, Enti, Protezione Civile, impegnati ad affrontare l’attuale emergenza sanitaria.

MUSICA CHE UNISCE

Musica che unisce è un evento ideato da Latarma Management srl e prodotto in collaborazione con RAI.
Si tratta di una staffetta musicale che si terrà Martedì 31 Marzo alle 20:35 e che ha come obiettivo sia quello di allietare il pubblico che quello di raccogliere fondi per la Protezione Civile.
Inoltre interverranno anche personalità del mondo dello sport, come Federica Pellegrini e Valentino Rossi, e grazie al Ministero della Salute verranno trasmesse informazioni chiare ed esaustive insieme a messaggi di approfondimento rispetto alla situazione attuale.

L’evento verrà trasmetto su Rai1, Rai Play, Radio2, sulla pagina Facebook e sul canale Youtube di Rai, su www.musicacheunisce.it e sui canali social del progetto (Instagram).
In questa staffetta si esibiranno con performace casalinghe artisti come Alessandra Amoroso, Brunori Sas, Calcutta, Cesare Cremonini, Diodato, Elisa, Fedez, Francesca Michielin, Francesco Gabbani, Gazzelle, Gianni Morandi, Levante, Ludovico Einaudi, Mahmood, Måneskin, Marco Mengoni, Negramaro, Riccardo Cocciante, Tiziano Ferro, Tommaso Paradiso e molti altri.

Spero che questi spunti siano interessanti e che possano rendere meno noiosa e solitaria la vostra quarantena.
Stay safe!

Giorgia

INDIESTRESS | RUBRICA ALLA SCOPERTA DELLA MUSICA INDIE (QUELLA VERA)

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Ormai sappiamo tutti che la musica Indie che ognuno di noi ascolta non fa davvero parte di questo genere, bensì del cosiddetto ItPop. Proprio per questo motivo, stanca di sentire sempre le stesse cose, mi sono messa a spulciare alcune playlist di Spotify per trovare brani e artisti a me sconosciuti da seguire. Così è nata l’idea di questa rubrica: per dar spazio a queste piccole realtà e far scoprire qualcosa di nuovo anche ai nostri lettori.

Non mi resta che augurarvi buon ascolto e buona lettura!

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Band nata nel 2016 in Australia, Perth precisamente. Si definiscono una ”alt-rock indie-rap band”. Nel 2018 debuttano con il loro primo EP Money e iniziano a farsi conoscere in tutto il Paese.

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Band alternative rock nata a Chicago dall’idea dal batterista Gary e dal chitarrista Charlie. I due combinano rock groove, pop e assoli di chitarra.

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Confesso che per trovare qualche informazione riguardante questo duo ci ho messo un po’ e alla fine ho scoperto che si tratta di un progetto ambient/folk – rock/pop parallelo di due musicisti: SITA e Jacob Steele. Non ho ancora afferrato la provenienza, ma giuro che lo scoprirò!

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Nativo di Iowa, stato appartenente al Midwest degli Stati Uniti, tra i fiumi Missouri e Mississippi (momento geografia). Si trasferisce poi ad Austin, Texas, per concentrarsi sulla sua carriera da musicista. Genere che spazia dal vintage jazz e swing all’indie rock.

  • Inspired & the Sleep Feels

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Ci spostiamo in California insieme a questo duo formato da Max Greenhalgh (autore/produttore) e Bryce Outcault (polistrumentista). Mescolano tradizionali strumenti indie rock con vari suoni elettronici.

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Lui ve lo presento tramite la sua biografia su Spotify, semplice e diretta: sono un ragazzo di 17 anni e vengo da OKC (Oklahoma). Tutto ciò che sentite, a parte qualche batteria, sono io che canto e suono. 

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Altra band australiana! Questa volta ci spostiamo a Brisbane, dove i Rockefeller creano energica musica indie rock, alimentata da ansie e teorie di cospirazione. Un po’ inquietante come cosa, lo so, ma vi assicuro che hanno il loro perché.

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Con loro non ho scoperto solo la musica, ma anche che il Sarpa Salpa (impronunciabile) è un pesce. Alt – pop band di Northampton, track of the week della BBC Radio e con già un po’ di seguito in Inghilterra.

Fatemi sapere cosa ne pensate e si accettano consigli e/o proposte per i prossimi appuntamenti con #INDIESTRESS! 😉

Serena

 

#NEWMUSICDISTRESS | CIENFUEGO – DUB EXPEDITION

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Venerdì 20 è uscito il primo album di Cienfuego dal titolo Dub Expedition per Mediterranean Dub.
Cienfuego è un musicista, compositore e selector di musica reggae e dub. Napoletano d’origine e tradizione, cresciuto a Parma ed emigrato a Londra a soli 22 anni, l’artista classe porta un contributo di grande qualità alla scena musicale: uno sguardo al passato ed uno all’immediato, il suo nuovo lavoro è una miscela di sonorità mediterranee e caraibiche che riportano agli studi di registrazione di Kingston in una Jamaica di fine anni sessanta in cui le molle dei riverberi e i nastri dei delay davano vita al movimento della musica dub.

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Una spedizione nel tempo che giunge fino ad oggi con il sound che ha trovato la sua freschezza grazie alla collaborazione con il produttore pluripremiato Walter “Bonnot” Buonanno (Assalti Frontali, General Levy, Dead Prez), il quale ha creduto nel progetto tanto da rilasciare l’album sotto la neonata etichetta Mediterranean Dub creata ad hoc dalla Bonnot Music per l’artista Napoletano.
Nel disco sono ospiti il Grammy Nominated Kumar (Jam) ex-leader dei Raging FyahAwa Fall stella della Black Music Italiana e Mistilla cantante della reggae band italiana Earth Beat Movement.

Tracklist

The Blessing (Intro)

Blinder Gun

Mary Jane ft. Kumar

Cuba’s Way

Dem Don’t Know ft. Mistilla & Bonnot

South Coast

Redemption Road

Dub Tribe ft. Awa Fall

Out Of Chains

Dal disco è stato estratto un video, pubblicato in anteprima esclusiva sul canale Youtube di Reggaeville, il canale di musica Reggae più importante al mondo. Vi lasciamo il link qui sotto, buon ascolto! 😉

Serena

The day after #NewMusicFriday | Episodio 2

Buon sabato e buon secondo episodio di The day after #NewMusicFriday!

Sono sicura che tra le uscite di ieri abbiate già trovato qualcosa che vi ha rubato il cuore e che state ascoltando in loop da quel momento (per me è il nuovo album di The Weekend, in caso ve lo steste chiedendo), ma sono altrettanto sicura che non vediate l’ora di scoprire quali altri talenti vi siate persi.

Ecco quindi per voi qualche suggerimento:

  • Malibù, The Paper Flowers

“I testi personali e il sound electro pop dei The Paper Flowers vi faranno fluttuare. Con un accenno agli anni Ottanta e un’estetica synth-pop, lasciano spazio per pensare a tempi più semplici, completando il loro sound con lyrics rilassanti e sognanti. Questa band alt-indie è unica e interessante.”

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  • La città, Carthago

“Il pezzo ha come focus l’incomunicabilità. Nessuno potrà mai capirci veramente, chiunque esso sia, anche la persona che reputiamo più speciale. È impossibile che capisca quello che abbiamo nel profondo, ed è normale che sia così. Siamo persone diverse che tentano di avvicinarsi a persone simili per essere capiti un po’ più di prima. Non c’è un vero posto che possiamo chiamare casa, e più cerchiamo di avvicinarmi al prossimo, più quella distanza che si avverte diventa maggiore. Paradossalmente, stiamo più lontano con le persone più vicine, perché l’aspettativa ci fotte. 
Carthago è la città che rappresenta l’anima. Non c’è patria o luogo d’appartenenza sulla faccia della terra se non quello che siamo dentro, la nostra anima. Carthago è la città. Fa male, ma bisogna accettarlo. Bisogna essere tutti cittadini della propria anima, lontana dalle altre. Così forse potremmo accorciare le distanze con gli altri, che però è bene ricordare rimarranno sempre.”

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  • Obehi, Chris Obehi

Questo album è una testimonianza luminosa per il periodo storico attuale, la prima prova di un giovanissimo talento che è riuscito ad annullare con la propria musica distanze e confini e che sente come casa sua tanto l’Africa in cui è nato, quanto la Sicilia che lo ha accolto nel 2015. E proprio per stare vicino e dare un segnale di speranza ai fan e a tutti coloro che lo hanno supportato nei mesi scorsi nella campagna di crowdfunding su Produzioni dal Basso che ha consentito la realizzazione dell’album, Chris Obehi ha deciso di non rinviare l’uscita del disco a causa della pandemia.
Nove tracce in inglese, italiano, dialetto esan e siciliano tra brani originali e un omaggio a Rosa Balistreri.

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  • Rivoluzione, Cobram

“Rivoluzione è una canzone che parla di cambiamento, di come si possano cambiare le cose partendo da se stessi, sentendosi liberi di essere chi si è veramente e di inseguire la propria essenza.
La vera rivoluzione è guardare il mondo con i propri occhi, avere un’opinione e non avere paura di esprimerla.
La nostra rivoluzione è lasciarsi andare in una musica che ci faccia vibrare all’unisono e sentirci una cosa sola.”

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  • CUORE NERO, NDG

“CUORE NERO e ciò che sono diventato dopo un ultimo periodo difficile della mia vita.  Un periodo in cui mi sono sentito vuoto, in cui ho perso la spensieratezza che avevo prima e in cui è stato più complicato fidarsi delle persone o dimostrare affetto. Una sensazione oscura e persistente, queste emozioni negative mi segnalavano che avevo un problema da risolvere.
L’ho affrontato e ho deciso di guardare avanti, ora ne sto uscendo con po’ di coscienza in più sulle spalle e qualche “amico” in meno.
Un ringraziamento particolare va alla mia passione più grande, la musica, che da sempre mi ispira e che sarà sempre parte di me, e alle persone che mi vogliono bene: la mia famiglia, il mio team di lavoro e gli amici stretti che mi sono stati vicini nel momento del bisogno.
Spero che questo brano possa aiutare chi si trova nella mia stessa situazione e, perché no?, strappargli un sorriso”.

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Spero che queste tracce possano accompagnare il vostro weekend, nell’attesa di scoprire cosa ci riserverà la prossima settimana!

Giorgia

MasCara: un mondo di dettagli da scoprire (per chi ha la pazienza di farlo)

Anche in questo momento in cui non si sente parlare d’altro che di distanza, la musica ci ha dato un’occasione per sentirci più vicini.
Abbiamo fatto una chiacchierata virtuale con Lucantonio, il cantante dei MasCara, una band della provincia di Varese che rilascia oggi il singolo Motherboard.

Ciao Lucantonio, parlaci un po’ di te e dei MasCara:

“Ciao, mi chiamo appunto Lucantonio e sono il cantante, chitarrista e scrivo le lyrics di questa pazza, pazza, pazzerella band chiamata MasCara.
Oltre a me ci sono Claudio alla chitarra, Nhicolas alla batteria e Marco al basso. Originariamente eravamo in cinque ma per questo progetto abbiamo dovuto fare a meno del nostro tastierista Simone, che è appena diventato papà.

La band nasce nel 2007, dopo un momento di incubazione molto lungo dove abbiamo provato diverse soluzioni.
Il primo EP L’amore e la filosofia è nato a cavallo tra il 2009 e il 2010. Il primo disco vero e proprio invece l’abbiamo pubblicato nel 2012. Dopodiché c’è stato Lupi nel 2014 e adesso uscirà questo nuovo capitolo, anche se non abbiamo ancora una data precisa.”

Il vostro nome da dove nasce?

“Il nostro nome è la cosa più banale del mondo: c’era un testo dove appariva questa parola e Claudio ha pensato che potesse essere un ottimo nome da dare alla band, aggiunto al fatto che essendo tutti ragazzi chiamarci MasCara avrebbe fatto un effetto ancora più “strano”.
Per quanto riguarda la C maiuscola al centro della parola, è arrivata quando abbiamo scoperto che anche altre band avevano avuto la stessa brillante idea di chiamarsi in questo modo e quindi abbiamo dovuto iniziare a distinguerci. Con il tempo è diventata però il nostro riconoscimento visivo e ci ha dato la possibilità di creare l’illusione che in realtà il nome fosse composto da due parole. Le abbiamo dato un nuovo significato ogni volta che ci veniva chiesto il perchè della sua presenza e ci è sempre piaciuto poter trovare una storia migliore della precedente per dare delle spiegazioni.”

Il progetto a cui state lavorando al momento è molto ambizioso e sembra avere una storyline ben pensata alla base, vuoi parlarcene?

“Se penso alle volte in cui hanno descritto la nostra musica, è ricorrente la presenza di un filo conduttore in ogni album, anche se personalmente non mi piace parlare di concept perchè fa molto anni Settanta. Non è però del tutto falso dire che i nostri album abbiano un concept alla base anche se forse sarebbe più corretto dire che sono presenti dei temi quasi formativi che si incollano a un percorso musicale.
Rispetto ai lavori precedenti però, in quest’ultimo emerge anche una parentesi personale nonostante io prediliga l’universale al particolare: preferisco le cose che viaggiano per simboli e astrazioni perchè non ritengo sensato raccontare la mia vita di tutti i giorni passo dopo passo quando ci sono persone molto più brave di me a empatizzare con l’ascoltatore. A me manca sempre qualcosa in questo processo e molto spesso non sento nemmeno il bisogno di entrare in empatia con il racconto stesso ma posso farlo anche con un suono che viene utilizzato per raccontare una storia o con la sensazione umana in generale.
Per questo motivo, anche questa volta il disco ha alla base una sorta di concept che riguarda l’identità che ognuno di noi si sta costruendo vivendo la propria vita attaccato costantemente agli schermi e ai suggerimenti dovuti ai codici che sostengono tutto quello che usiamo, gli algoritmi per esempio. Il focus però non è sul racconto della mia vita quotidiana passata davanti allo schermo ma è su come questo mi fa stare in termini di identità: come divento nel momento in cui sono un avatar su Facebook, ma allo stesso tempo sono una persona che vive delle relazioni ma che ha Tinder e Instagram. Rifletto anche sull’utilità degli algoritmi: mi sono davvero d’aiuto o rischiano di farmi diventare calcolabile e incasellabile in una determinata categoria di persone?”

Da quando avete iniziato a fare musica avete da subito intrapreso la strada della sperimentazione: non avete mai pensato ad un percorso che vi portasse più verso il mainstream?

“Non ci siamo mai preclusi niente: per noi sperimentare può voler anche dire scrivere la canzone d’amore più semplice e banale del mondo ma se non mi viene e non ne sento il bisogno non lo faccio.
Nei nostri primi lavori in realtà aperture più melodiche e pop c’erano e ci posizionavano un po’ a metà strada; solo che poi il suono, i temi e i testi urgevano di una sorta di ragionamento in più. Forse persino la ricchezza di suono rende difficile la nostra categorizzazione perchè gli arrangiamenti sono corposi, orchestrati… c’è sempre uno strato in più di cui si potrebbe fare a meno se la volontà fosse quella di essere easy da ascoltare.
Anche le cose che ci piacciono seguono questa strada, i The Nationals ad esempio, e sono ricche di cose belle. In Italia invece molto spesso bisogna asciugare perchè la voce deve fare da padrona e non devono esserci distrazioni.”

Hai citato i The Nationals come alcune delle cose che vi piacciono, altre?

“Ce ne sono diverse e in realtà cambiano in base al momento.
Per farti alcuni nomi, principalmente per quanto riguarda me e Claudio ti direi: Radiohead, Bon Iver, Thundercat, Demon Albarn, Luke Cave, Childish Gambino…”

Se domani vi proponessero di suonare ad un festival qualsiasi, con chi dividereste il palco?

“Se dovessi pensare al panorama internazionale, The Nationals e Bon Iver sarebbero la cosa più bella che potrebbe capitarci.
In termini nazionali invece direi Giovanni Truppi, Non voglio che Clara, Edda
Mi accorgo molto spesso che preferisco dividere il palco con realtà simili alla nostra, con un lessico affine. È vero, non saranno nomi freschissimi ma rispecchiano quel filone della musica Italiana che personalmente mi manca molto: in Italia abbiamo rinunciato a quel modo di scrivere un po’ più approfondito, ma non in termini di intellettualismo fine a sé stesso. Si sente la mancanza di persone che si occupino di ciò che succede nelle fantasie delle persone , che le facciano riflettere e che chiedano “ma oltre a questo marasma, ti accorgi di essere al mondo?”

Sarò banale ma vorrei sapere come vivi questa situazione di emergenza Coronavirus da artista:

“Vivo in in un limbo in cui mi dico: “se faccio qualcosa lo sto facendo veramente perchè voglio trasmettere qualcosa agli altri o sto semplicemente sfruttando la situazione senza un genuino interesse alla base?”. Se veramente lo faccio per qualcuno, lo faccio senza dovermi giustificare. Se invece non ho voglia o devo pensare a cosa fare significa già che è meno onesto e che quindi sto sbagliando.
La vivo quindi un po’ a mezz’aria, giorno per giorno come viene cercando di mettere in campo più onestà possibile.”

Come ultima cosa ti chiederei di parlarci di Motherboard, il singolo in uscita oggi:

“Quello che ascolti è quasi una coscienza altra che parla anche a te in maniera ricorsiva, infatti il brano ha una struttura molto semplice.
Motherboard è come una Madre Terra digitale che parla a tutti i tuoi strumenti digitali per cercare di farti ritornare una persona, per farti ricordare che oltre al computer e alle memorie esterne e ai segmenti di codice che definiscono tutto quello che fai, alla fine dei conti sei umano e questo tuo essere non può ridursi alla somma di interazioni che hai con gli altri.
Motherbord va capita a seconda di come risuona dentro di te.
È una canzone diretta, pienissima e non penso vada contro a tutto ciò che abbiamo sempre dimostrato.”

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Giorgia

Musica dal mondo

Come promesso, eccoci di nuovo qui per qualche consiglio di musica internazionale che ci permetta di allargare i nostri orizzonti uditivi oltre i soliti confini degli Stati Uniti e del Regno Unito. Se avete già iniziato a usare i metodi consigliati nello scorso articolo per scoprire nuova musica, lasciateci un commento e diteci quali avete trovato! Intanto, ecco una prima selezione dalle nostre playlist:

Artista: Morat
Paese: Colombia 🇨🇴
Album: Balas Perdidas (Edición Especial)

Partiamo con un album in spagnolo e sì, avete ragione, forse non è la lingua più adatta per promuovere l’idea di ascoltare anche canzoni in lingue diverse dalle solite, ma la novità c’è: questo non è un album di reggaetón! Si tratta di una band colombiana che sta ottenendo grande successo in tutta l’America Latina e in Spagna, e forse ve li ricorderete per la collaborazione con Álvaro Soler in «Yo contigo, tú conmigo», una hit estiva non particolarmente indimenticabile. Questo album, invece, contiene alcune canzoni davvero indimenticabili. Il genere è pop latino, quindi i più sofisticati di voi potrebbero comunque non apprezzarlo, ma se vi piace lo spagnolo e le canzoni feel good da cantare a squarciagola mentre si balla per casa, questo è l’album che fa per voi. Non mancano i pezzi strappalacrime per accompagnarvi nei momenti di sconforto, ma senza mai sconfinare nello sdolcinato o nel banale tipico dei tormentoni. Vanta anche alcune collaborazioni con artisti importanti, come Juanes in «Besos en guerra».

Le nostre preferite: Acuérdate de mi, Causa perdida, ¿Qué ganas?

Artista: RADWIMPS
Paese: Giappone 🇯🇵
Album: 人間開花 / Human Bloom

Eccoci finalmente ad un album che davvero sconfina oltre i nostri limiti musicali e linguistici più comuni. Si tratta di una rockband giapponese, molto popolare nel paese e con vari album alle spalle. Questo lavoro, del 2016, è particolarmente apprezzato anche all’estero, perché include alcuni dei pezzi della sountrack del famosissimo film di animazione 君の名は, uscito in Italia con il titolo inglese Your Name. Infatti, la colonna sonora è stata completamente realizzata dai RADWIMPS, che hanno deciso di inserirne vari pezzi in questo disco. Il genere è pop-rock, meno duro di altri lavori precedenti della band e quindi più facilmente fruibile da un pubblico più vasto. Il primo brano è in inglese, ma poi si passa al giapponese fino alla fine del disco. Come molte canzoni giapponesi, questi brani sono caratterizzati da una lunghezza superiore alla media e da vari intermezzi musicali. L’album è stato così apprezzato che il regista di Your Name ha affidato loro anche la soundtrack del suo ultimo film, Weathering With You (天気の子).
Nonostante la barriera linguistica, l’energia dei brani e delle melodie permettono di immedesimarsi comunque nell’atmosfera della canzone, percependone le emozioni anche senza capire il testo. Provare per credere!

Le nostre preferite: Hikari, Zenzenzense, ‘I’ Novel, Sparkle

Artista: Maria Gadú
Paese: Brasile 🇧🇷
Album: Maria Gadú

Sicuramente vi ricordate il brano «Shimbalaiê» che ci ha accompagnati per mesi nel 2009. Io avevo 14 anni e ricordo che, ogni volta che partiva in radio, mi domandavo in che lingua stesse cantando l’artista. Anni dopo, durante una delle mie ricerche su Spotify, mi sono imbattuta in questo album di musica popolare brasiliana e ho finalmente capito che si trattava di portoghese. L’album è il primo disco della cantante Maria Gadú e ha riscontrato molto successo sia in Brasile sia all’estero. È un album rilassante, ottimo da ascoltare dall’inizio alla fine stando comodamente sdraiati sul divano o in giardino quando ci si sente stressati. Le melodie sono pulite e armoniose e vi faranno sentire calmi e tranquilli come se foste sulla spiaggia di Rio de Janeiro al tramonto a sorseggiare latte di cocco!

Le nostre preferite: Bela Flor, Shimbalaiê, Laranja

Il nostro viaggio musicale si ferma qui, per ora. Fateci sapere se ascolterete qualcuno di questi album, o se ne trovate altri degni di nota! Aiutateci ad attraversare i confini anche mentre rimaniamo tutti chiusi in casa. Buon viaggio!

#NEWMUSICDISTRESS | NOCE MOSCARDI

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Francesco Moscardi, in arte Noce, è un cantautore aquilano nato nel 1989. Inizia a suonare la chitarra come autodidatta appena sedicenne per cercare di vestire di suono i suoi testi. Nel corso degli anni ha pubblicato diverso materiale in forma di singole uscite, ma solo nel 2019, dopo quasi 10 anni dall’inizio della sua carriera da musicista, si impegna nella produzione di due prodotti discografici differenti. Uno dei due lavori è stato portato avanti con Luigi Tarquini, produttore e fondatore dell’etichetta ALTI Records. Al secondo disco ha invece lavorato con la produzione artistica di Lorenzo Castagna cantante della band teramana IMURI. I due dischi verranno pubblicati nel 2020.

Nel 2013 ha partecipato alla prima edizione de ‘La Città della Canzone’ (Cremona), collaborando con professionisti quali Frank Nemola, Lello Voce e Stefano La Via.

Noce ha condiviso il palco con artisti come Brunori Sas, Giorgio Canali e Rossofuoco, Alessandro Fiori, Mapuche, The Niro e Carnesi.

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Arcobalena e Nox, ovvero il giorno e la notte, sono i due dischi che il cantautore aquilano ha deciso di pubblicare e promuovere contemporaneamente, a 10 anni dall’inizio del suo progetto musicale. I due singoli anticipatori di questo doppio progetto escono a mezzogiorno e a mezzanotte di domenica.

Evandra, il primo estratto da Arcobalena (il disco dal sapore più ‘diurno’, la cui comunicazione è stata appositamente concentrata sulla fascia oraria mattutina), è un racconto di femminilità prorompente vista con gli occhi di un bimbo. Ricco di riferimenti ad un lucente passato di ‘vanità e sigarette’, il brano sarà accompagnato da un lyric video in stile karaoke.

L’uscita di mezzanotte è invece riservata a Revolution Caffè, il primo singolo che anticipa il più notturno Nox: un inno alla sedentarietà, alla vita casalinga e periferica. Il video è una sequenza veloce di autoscatti del cantautore, un collage di umori e fisionomie catturati dalla telecamera interna del computer.

I due singoli saranno disponibili su tutte le piattaforme e gli store online da domenica 15 marzo.

Per l’uscita degli album bisognerà aspettare il mese di aprile, auspicando un ritorno alla normalità.

Noi abbiamo ascoltato entrambi i singoli in anteprima e ci sono piaciuti molto e pensiamo che ci siano tutti i presupposti per far sì che Noce esca dalla sua nicchia di ascoltatori per arrivare ad un numero più ampio di fan del genere cantautorato!

E voi cosa ne pensate? Fateci sapere!

Serena 

 

The day after #NewMusicFriday | Episodio 1

Lo sappiamo tutti ormai: il venerdì è il giorno della musica nuova.
Questo generalmente perchè il venerdì è anche il giorno in cui i servizi di streaming aggiornano le loro playlist e perchè le classifiche Billboard fanno riferimento alle vendite avvenute tra il venerdì e il giovedì successivo. Tenendo conto di questi fattori, le case discografiche si sono fatte furbe e hanno deciso di spostare il giorno di release dal tradizionale martedì al quinto giorno della settimana.

Ma questo cambio è stato un bene per tutti?

Per i grandi artisti è cambiato poco perchè avendo già un pubblico di riferimento ampio e consolidato non fa molta differenza se il nuovo singolo viene rilasciato di martedì o di venerdì.
Facendo alcune ricerche per saziare la mia curiosità personale però, mi sono imbattuta in questo articolo di Funweek dove ho letto le seguenti parole:

“Il venerdì è un giorno affollato per le uscite discografiche e questo per i piccoli artisti indipendenti può essere un problema, perchè finiscono schiacciati fra nomi importanti ed ingombranti della musica. Per questo la musica più indie, viene pubblicata anche in altri giorni, lontani dal venerdì e dal clamore delle uscite delle multinazionali discografiche“.

Da qui nasce l’idea di The day after #NewMusicFriday: una rubrica interamente dedicata alle nuove uscite di artisti emergenti, indipendenti o meno che siano e indipendentemente dal giorno di uscita.

A partire da oggi, ogni sabato verrà pubblicato qui sul blog un articolo dove saranno raccolte tali nuove uscite con l’obiettivo di dare visibilità anche ai piccoli nuovi artisti che cercano di farsi strada nell’industria discografica, un po’ come noi di Music Distress cerchiamo di farci strada nel mondo dei blog e del giornalismo musicale.

Senza ulteriori indugi quindi, ecco a voi le nuove uscite dopo il #NewMusicFriday di ieri 13 marzo 2020:

  • Odore di Zoizi in rotazione radiofonica

«Ho scritto questa canzone per raccontare e confermare a me stesso quanto sia stato semplice ritrovarmi come persona attraverso una sensazione quasi un po’ banale come l’odore della borsa di un’amica. Ho voluto citare qualche storia di una generazione, quella nata come me nel 90′, forse l’ultima a sognare in grande in un mondo ancora “vecchio” e privo di questa esagerata e improvvisa modernità che un po’ ci soffoca. Sicuramente non eravamo migliori dei “nuovi giovani” ma l’abbiamo vissuto con un romanticismo che oggi stenta un po’ ad uscire».

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  • SALVAGENTE, MILANO SHANGHAI

“SALVAGENTE è un’ impressione, scritta di getto in poche ore, in una notte di qualche anno fa. Il brano riassume una realtà che viviamo spesso a cavallo tra le cose vere e quelle astratte, vagando tra castelli d’aria tangibili e strade deserte della città.”

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  • Soul Tracks vol.1, Max Rumiano Project

“Soul Tracks vol.1” nasce dall’esigenza del tastierista piemontese Massimo Rumiano di consolidare e sviluppare varie tracce di beat making che altrimenti sarebbero state perse nell’universo digitale. Da un attento ascolto dei pilastri della Black Music come Robert Glasper ed Erykah Badu, passando dalla scena underground di Los Angeles tra Moonchild, J3PO e Nick Semrad e spulciando nel sottobosco Chillhop/LoFi prendono vita i sette brani dell’album”

Ascolta qui.
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Alla prossima settimana!

Giorgia

Musica dal mondo

Ho una sfida per voi: aprite la vostra libreria musicale e contate quante lingue diverse appaiono tra i vostri brani più ascoltati. Scommetto che la maggior parte di voi ne troverà principalmente due, italiano e inglese, o forse tre se aggiungiamo le occasionali hit spagnole e latinoamericane che ci accompagnano tutte le estati.

Eppure, non siamo tutti amanti dei viaggi e del mondo? Non passiamo gran parte del nostro tempo a sognare mete lontane e, per i più fortunati, a organizzare viaggi per visitarle davvero? E allora perché ci interessiamo tanto ai monumenti, alla natura e alle tradizioni culinarie di paesi così diversi dal nostro, ma non esploriamo attraverso mezzi molto più economici e facilmente fruibili, come la musica?

Grazie ai servizi di streaming disponibili al giorno d’oggi, sarebbe molto facile viaggiare il mondo attraverso la musica, rimanendo comodi sul proprio divano, con il portafoglio che non piange perché bastano i pochi euro dell’abbonamento mensile e non servono investimenti per voli intercontinentali.

Trovo che viaggiare attraverso i prodotti culturali di altri paesi sia tanto arricchente quanto viaggiare fisicamente verso tali paesi e anzi, forse a volte è ancora più significativo, perché il solo trovarsi di persona in un certo luogo non ne garantisce la comprensione: molti viaggiatori rischiano di cadere nelle trappole turistiche, di vedere solo quello che già si conosceva di un certo paese, di non imparare nulla e di non venire a contatto con nessuna persona del luogo. Al contrario, impegnarsi attivamente per venire a contatto con altre culture, senza aspettare che esse ci cadano addosso in occasione di un viaggio, indica tanta apertura mentale e voglia di capire il mondo, perché non limitiamo questa apertura ai momenti in cui ci troviamo all’estero, ma cerchiamo di sfruttare ogni mezzo a nostra disposizione.

Anche per questo, prima di un nuovo viaggio cerco sempre di leggere almeno un libro scritto da un autore di quel paese e di ascoltare almeno qualche canzone provenienti da lì. Naturalmente non pretendo di comprendere una cultura solo attraverso una superficiale ricerca Google che mi consigli gli autori e i cantanti più famosi di un certo paese, ma sono convinta che i prodotti culturali siano rappresentazioni profonde e importantissime della popolazione che li crea e credo fermamente che, se tutti fossimo un po’ più “cosmopoliti” nella nostra scelta di libri e musica, pian piano riusciremmo a sentirci tutti più vicini, a smettere di vedere gli altri come altri, come diversi, ma piuttosto come persone che rappresentano una normalità alternativa alla nostra, ma pur sempre una normalità.

Un’idea molto semplice è quella di utilizzare Shazam quando vi trovate all’estero e vi capita di sentire musica che non vi è famigliare, ma purtroppo non si può passare la vita viaggiando alla ricerca di brani da far riconoscere a Siri. Come fare, allora, per scoprire musica di paesi lontani, in lingue che spesso non capiamo, di interpreti che non conosciamo? Siamo qui per aiutarvi, con qualche consiglio su come farsi largo tra l’infinità di brani che affollano i servizi di streaming più famosi.

  • Le classifiche di Spotify e Apple Music:

Spotify e Apple Music ci semplificano la vita e creano automaticamente playlist che raccolgono i brani più virali in tantissimi paesi. Per Spotify, basta andare su Naviga > Classifiche > Top 50 per paese / Viral 50 per paese, e per Apple Music su Scopri > La Top 100 del giorno, per poi scegliere il paese che più vi ispira. 
Vantaggi: è super intuitivo e richiede pochissimo sforzo.
Svantaggi: spesso queste classifiche contengono anche canzoni già conosciute, che sono famose nel paese in questione ma provengono dai soliti giganti dell’industria musicale, gli USA e il Regno Unito.

  • Ricerca su Google:

Certo, è un consiglio banale, ma Google è una fonte incredibilmente ricca di informazioni che dobbiamo ricordarci di sfruttare al meglio. Spesso, sulle pagine Wikipedia dei paesi è presente la categoria Cultura > Musica: da qui potete prendere spunto per termini più specifici da impiegare nella vostra ricerca su Google. Ad esempio, per il Giappone vengono menzioni il j-pop e il j-rock, mentre per l’Ecuador saltano agli occhi vari nomi di generi tradizionali, come il pasillo. Utilizzando queste parole in una ricerca online, i risultati saranno sicuramente più precisi rispetto a una generica ricerca di “musica giapponese” o “musica ecuadoregna”.
Vantaggi: più incentrato sul singolo paese, risultati più ampi.
Svantaggi: i risultati potrebbero essere troppo ampi e quindi diventare confusi e scoraggianti.

  • Le playlist specifiche:

Sempre grazie ai maggiori servizi di streaming è possibile accedere a tantissime playlist create da altri utenti, i quali sono probabilmente più esperti di noi riguardo al genere scelto. Utilizzando quindi un metodo misto tra i consigli 1 e 2, potreste cercare su Google alcune parole chiave, da utilizzare poi in una ricerca su Spotify e Apple Music. Spesso, poi, queste playlist non sono semplicemente una raccolta di brani di successo, ma sono dedicate a un genere preciso, ad esempio il pop tedesco, il rock brasiliano… quindi, se riuscirete a trovare un genere che vi appassiona, sarà più semplice scoprire immediatamente tanti artisti che vi appartengono, evitando così di dover premere skip ogni due o tre canzoni.

Un mio consiglio personale è anche quello di seguire Iperborea su Spotify, l’account della casa editrice responsabile della collana The Passenger: ognuna delle pubblicazioni di questa collana è dedicata a un paese specifico e, in corrispondenza dell’uscita dei volumi, vengono anche create playlist dedicate alla musica di quei paesi, curate da esperti che sapranno sicuramente scegliere i brani più rappresentativi e importanti di ogni tradizione musicale.

In attesa del prossimo pezzo di Musica dal mondo, con qualche consiglio di album tratti dalle nostre playlist personali, cercate di mettere in pratica questi utili consigli, viaggiate con la mente e, magari, cercate anche di imparare qualche nuova lingua 😉