The Day After #NewMusicFriday | Episodio rid8

The Day After #NewMusicFriday | Episodio rid8

Torna brillante e con furore la nostra rubrica The Day After #NewMusicFriday con l’episodio otto, episodio ridotto.

Oggi voglio parlarvi di Edoquarto e del suo primo singolo in uscita oggi, 1 agosto 2020.
Il brano si chiama Call me Reese (ITALO Version) feat. Young Bombino e anticipa l’EP XXCV Bootleg Tape, in uscita il 21 agosto 2020.

Edoquarto, all’anagrafe Edoardo Bosi, è un producer di 23 anni della Brianza, cresciuto tra Milano, la capitale ugandese Kampala e Berlino.
La sua musica risente di influenze internazionali: dai ritmi africani ai suoni elettronici delle grandi metropoli conosciuti nel corso della sua adolescenza e negli anni universitari, tornato in Italia ha imparato a conoscere il nuovo mondo del rap e della trap milanese.

Il risultato è appunto il suo primo EP ufficiale, realizzato insieme all’amico di lunga data Josh Forehead, a cui ha “rubato” alcune registrazioni vocali per costruirci intorno un ecosistema musicale nato durante il lockdown.

I due perciò decidono di uscire per l’etichetta NO AGE (fondata da un gruppo di amici sparsi ovunque nel mondo conosciuti negli anni ugandesi e con una simile visione artistica sia in termini di creazione che di condivisione dell’arte) pubblicando sia il Bootleg Tape che un secondo EP che porta solo il nome di Forehead ma che vede Edoquarto come costante in fase di mix.
Il risultato è un doppio lavoro con innumerevoli influenze: dalle sonorità jazz da cui Edoardo è profondamente affascinato, ai ritmi africani fino ai flow e alle cadenze trap date dalle voci di Josh, il tutto caratterizzato da sound design sintetizzati.

Call me Reese è la sintesi perfetta di tutti gli elementi che caratterizzano l’EP in uscita e con la quale presentare il nuovo lavoro e farsi conoscere dal pubblico. Puoi ascoltarla qui

Edoquarto sui social: Instagram
Ascoltalo qui: Spotify, Soundcloud

#NEWMUSICDISTRESS | CIENFUEGO – DUB EXPEDITION

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Venerdì 20 è uscito il primo album di Cienfuego dal titolo Dub Expedition per Mediterranean Dub.
Cienfuego è un musicista, compositore e selector di musica reggae e dub. Napoletano d’origine e tradizione, cresciuto a Parma ed emigrato a Londra a soli 22 anni, l’artista classe porta un contributo di grande qualità alla scena musicale: uno sguardo al passato ed uno all’immediato, il suo nuovo lavoro è una miscela di sonorità mediterranee e caraibiche che riportano agli studi di registrazione di Kingston in una Jamaica di fine anni sessanta in cui le molle dei riverberi e i nastri dei delay davano vita al movimento della musica dub.

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Una spedizione nel tempo che giunge fino ad oggi con il sound che ha trovato la sua freschezza grazie alla collaborazione con il produttore pluripremiato Walter “Bonnot” Buonanno (Assalti Frontali, General Levy, Dead Prez), il quale ha creduto nel progetto tanto da rilasciare l’album sotto la neonata etichetta Mediterranean Dub creata ad hoc dalla Bonnot Music per l’artista Napoletano.
Nel disco sono ospiti il Grammy Nominated Kumar (Jam) ex-leader dei Raging FyahAwa Fall stella della Black Music Italiana e Mistilla cantante della reggae band italiana Earth Beat Movement.

Tracklist

The Blessing (Intro)

Blinder Gun

Mary Jane ft. Kumar

Cuba’s Way

Dem Don’t Know ft. Mistilla & Bonnot

South Coast

Redemption Road

Dub Tribe ft. Awa Fall

Out Of Chains

Dal disco è stato estratto un video, pubblicato in anteprima esclusiva sul canale Youtube di Reggaeville, il canale di musica Reggae più importante al mondo. Vi lasciamo il link qui sotto, buon ascolto! 😉

Serena

#NEWMUSICDISTRESS | NOCE MOSCARDI

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Francesco Moscardi, in arte Noce, è un cantautore aquilano nato nel 1989. Inizia a suonare la chitarra come autodidatta appena sedicenne per cercare di vestire di suono i suoi testi. Nel corso degli anni ha pubblicato diverso materiale in forma di singole uscite, ma solo nel 2019, dopo quasi 10 anni dall’inizio della sua carriera da musicista, si impegna nella produzione di due prodotti discografici differenti. Uno dei due lavori è stato portato avanti con Luigi Tarquini, produttore e fondatore dell’etichetta ALTI Records. Al secondo disco ha invece lavorato con la produzione artistica di Lorenzo Castagna cantante della band teramana IMURI. I due dischi verranno pubblicati nel 2020.

Nel 2013 ha partecipato alla prima edizione de ‘La Città della Canzone’ (Cremona), collaborando con professionisti quali Frank Nemola, Lello Voce e Stefano La Via.

Noce ha condiviso il palco con artisti come Brunori Sas, Giorgio Canali e Rossofuoco, Alessandro Fiori, Mapuche, The Niro e Carnesi.

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Arcobalena e Nox, ovvero il giorno e la notte, sono i due dischi che il cantautore aquilano ha deciso di pubblicare e promuovere contemporaneamente, a 10 anni dall’inizio del suo progetto musicale. I due singoli anticipatori di questo doppio progetto escono a mezzogiorno e a mezzanotte di domenica.

Evandra, il primo estratto da Arcobalena (il disco dal sapore più ‘diurno’, la cui comunicazione è stata appositamente concentrata sulla fascia oraria mattutina), è un racconto di femminilità prorompente vista con gli occhi di un bimbo. Ricco di riferimenti ad un lucente passato di ‘vanità e sigarette’, il brano sarà accompagnato da un lyric video in stile karaoke.

L’uscita di mezzanotte è invece riservata a Revolution Caffè, il primo singolo che anticipa il più notturno Nox: un inno alla sedentarietà, alla vita casalinga e periferica. Il video è una sequenza veloce di autoscatti del cantautore, un collage di umori e fisionomie catturati dalla telecamera interna del computer.

I due singoli saranno disponibili su tutte le piattaforme e gli store online da domenica 15 marzo.

Per l’uscita degli album bisognerà aspettare il mese di aprile, auspicando un ritorno alla normalità.

Noi abbiamo ascoltato entrambi i singoli in anteprima e ci sono piaciuti molto e pensiamo che ci siano tutti i presupposti per far sì che Noce esca dalla sua nicchia di ascoltatori per arrivare ad un numero più ampio di fan del genere cantautorato!

E voi cosa ne pensate? Fateci sapere!

Serena 

 

I DISCHI DA RECUPERARE IN QUARANTENA | #IORESTOACASA

Quarantena forzata? Niente panico, ci sono un sacco di cose che si possono fare a casa per passare il tempo e per aiutarci in questo momento poco fortunato delle nostre vite! Noi ad esempio vi proponiamo alcuni dei nostri dischi preferiti che secondo noi possono aiutarvi a distogliere per qualche ora la mente dal panico generato dall’emergenza Covid-19!

La Vita VeramenteFulminacci 

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Filippo Uttinacci, in arte Fulminacci, classe 1997. Cantautore romano e forse l’unica vera scoperta del nuovo ITPOP.  A proposito del suo disco dice: ”La vita veramente è un disco pieno di me e questa è sicuramente la cosa più bella. Lo considero un album estremamente vario, quasi schizofrenico nella sua proposta stilistica, ma nonostante questo nessun brano risulta figlio unico, ha una coerenza tutta sua e rispecchia la mia voglia di sperimentare e di non fermarmi mai, neanche quando sono soddisfatto. Parlo di amori e rincorse, di tangenziali e gite, tradimenti e caffè, sigarette, ascensori e semafori, insomma parlo della vita, veramente.”

Canzone preferita: La soglia dell’attenzione.

Fine LineHarry Styles

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Fine Line è il secondo album in studio del cantante britannico Harry Styles. Disco pieno di citazioni, dai Queen a David Bowie, con un sound che va dal britpop al folk – rock.

Canzoni preferite: Adore You, Falling, Sunflower, Vol.6.

LoverTaylor Swift

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Settimo lavoro in studio per Taylor, Lover è un disco pieno di emozioni e di amore che racconta di una donna che è riuscita a trovare finalmente un po’ di serenità in un mondo che ultimamente le aveva dato del filo da torcere.

Canzoni preferite: Death By A Thousand CutsAfterglow.

Magmamemoria MMXX (Deluxe Edition) – Levante 

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Quarto album in studio, Magmamemoria è un disco sulla memoria, sul non poterla mai cancellare completamente dalle nostre vite, su qualcosa che alla fine torna sempre a galla.

Canzone preferita: Saturno.

DNAGhali

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DNA è il secondo disco di Ghali e il suo sound inizia a discostarsi un po’ da quello che era stato l’esordio trap del rapper, senza mai però abbandonare le sue radici.

Canzoni preferite: DNA, 22:22.

Happiness BeginsJonas Brothers

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Ritorno in grande stile per i Jonas Brothers! Ok, niente a che vedere con i vecchi album e con il loro sound, ma dobbiamo ammettere che anche questo si difende bene!

Canzone preferita: Hesitate.

E’ Sempre BelloCoez

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Devo ammettere che al primo ascolto non mi aveva entusiasmato tanto ai livelli dei vecchi dischi, ma facendoci un po’ l’orecchio e sentendolo live per la prima volta devo ammettere che anche questa volta Silvano ha quasi colpito nel segno.

Canzoni preferite: La tua canzone, Fuori di me.

Fuori Dall’Hype (Ringo Starr)Pinguini Tattici Nucleari

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Due anni dopo l’uscita dell’ultimo disco della band di Bergamo, arriva Fuori dall’Hype che li porta sul palco di Sanremo con Ringo Starr e i Pinguini Tattici Nucleari, che si erano guadagnati una piccola fetta di pubblico di nicchia, arrivano anche alle orecchie di chi ascolta solo musica mainstream.

Canzoni preferite: Ridere, Antartide.

Cip!Brunori Sas

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Quinto disco in studio che mischia influenze di Rino Gaetano, De Gregori e Dalla. Si passa da brani più emozionali a brani impegnati sul piano politico, uno dei tratti distintivi del cantautore calabrese.

Canzone preferita: Per due che come noi.

 

Non ci resta che augurarvi buon ascolto e farci sapere cosa ne pensate! 😉

 

Serena 

 

 

KAOS INDIA LIVE – VIDEO INTERVISTA

Tempo fa vi avevamo parlato di una band modenese, i KAOS INDIA, e lo scorso sabato 22 giugno siamo andate a Sassuolo, al Rometta Music Festival, per sentirli suonare dal vivo e scambiarci quattro chiacchiere così da farveli conoscere meglio.

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Crediti foto: Serena Casella

Non ci resta che augurarvi buona visione e buona lettura per chi fosse troppo pigro da aprire il video! 😉

Presentatevi.

FrancescoQuattro stronzi: i KAOS INDIA.

Com’è nato il nome KAOS INDIA?

MattiaKAOS viene un po’ dalla nostra visione di gruppo musicale: noi siamo prima di tutto amici, quattro persone che vogliono vivere il caos di questo mondo, caos che può essere anche positivo da cui possono nascere cose positive e di cui non bisogna avere paura. INDIA, invece, è il nome di un ostello che si trova tuttora a New Orleans in cui io mi fermai tanti anni fa, un viaggio in cui mi trovavo da solo. Viaggio che feci per crescere come essere umano e questa tappa in particolare fu quella che mi permise di iniziare a vivere positivamente il viaggio che stavo affrontando. Abbiamo deciso di utilizzare questo nome come buon auspicio.

Da quanto è che siete amici?

Siamo amici da una vita, già da prima di formare la band. Ognuno di noi aveva già altri progetti e ad un certo punto c’è stato un momento che ha dato vita a tutto: la laurea del chitarrista, di Francesco. Abbiamo fatto una jam session, alimentata da gin tonic e birrette, in un sotterraneo di un palazzo a Modena e in quel momento lì sono nati i KAOS INDIA.

Voi siete completamente fuori da quello che è l’indie italiano (se così si può chiamare) che va tanto di moda adesso. Cosa ne pensate di questa ondata di musica italiana e di quelle band che si distaccano da essa per non farsi etichettare?

È sicuramente una cosa positiva perché ha portato molti giovani ai concerti, tanta gente adesso scopre nuove band e vanno ai concerti. Noi siamo fuori e diciamo che ce ne siamo un po’ fatti una ragione. Ci sono molte copie, molti artisti che si sono lanciati in quel genere solo per poterne cavalcare l’onda. Unica cosa: secondo noi dovrebbe esserci più spazio per tutti. In questo momento nella musica italiana c’è molta esclusività ed è un atteggiamento sbagliato. Detto questo noi ascoltiamo molte band italiane e le rispettiamo.

Uno di questi artisti che vi piace particolarmente?

Vincenzo: nell’it-pop io dico Calcutta e Thegiornalisti.

Francesco: Motta.

Artisti internazionali a cui siete legati?

Arctic Monkeys, Kings of Leon, Oasis

All’estero come andate?

Molto bene! Abbiamo fatto delle date nell’est Europa (Serbia, Slovacchia, Polonia…) e ci siamo divertiti davvero molto.

Come nasce la vostra musica?

Noi suoniamo tantissimo in sala prove, facciamo tantissime prove in cui suoniamo insieme e cerchiamo di buttare giù nuove idee. Da lì poi nascono le strutture dei pezzi e spesso è Francesco che arriva in sala con delle idee nuove, poi ci sediamo insieme e buttiamo giù delle bozze di testo. In generale siamo molto precisi e lavoriamo tutti e quattro per tantissimo tempo su ogni brano.

Quanto ci avete messo a realizzare l’ultimo disco, Wave?

Un paio d’anni. Tra scrittura, registrazione e trovare un partner per farlo uscire. Quasi un anno solo per trovare il contatto con Universal per poi farlo uscire ed è stato davvero difficile.

Canzone dell’album a cui siete più legati?

Vincenzo: È dura perché va molto a momenti e personalità.

Mattia: Io sicuramente sono molto legato ad Half perché fa parte di quell’irrequietezza non solo del musicista, ma dell’animo umano, a quella ossessione e ricerca di una parte di noi stessi.

Modena cosa rappresenta per voi?

A Modena nasce tutto. È la città che amiamo, che alcune volte ci ha fatto anche soffrire, ma è sempre la nostra casa e in qualche modo anche la nebbia ha plasmato la nostra musica. È la nostra croce e la nostra delizia. È quel posto che quando sei adolescente ti sta stretto e poi dopo crescendo la rivaluti e inevitabilmente la ami.

Vincenzo:Io sono nato a Foggia, ma Modena la sento mia, ci sono tante cose e tante persone che mi fanno sentire a casa. È quasi un riparo.

Avete già iniziato a scrivere altro o siete fermi al momento?

Abbiamo già scritto metà album.

Tour?

Abbiamo diverse date, tra cui il Pistoia Blues domenica 7 luglio 2019 che è la più importante.

 

Serena

 

IL RITORNO DEI LOST | INTERVISTA ALLA BAND VICENTINA

Con l’uscita del nuovo singolo e del loro ritorno sulla scena musicale abbiamo avuto il piacere di fare quattro chiacchiere con la band che ha segnato la nostra adolescenza e siamo davvero contente del risultato e di ciò che ci hanno raccontato.

Non ci resta che augurarvi una buona lettura!

Crediti foto: LOST – Ufficio Stampa

Per cominciare: come vi presentereste a quella generazione che non vi conosce e che non è cresciuta guardando TRL?

Personalmente non mi è mai piaciuto dovermi presentare, forse perchè ho sempre avuto paura di non essere obiettivo. Preferisco lasciare che sia la nostra musica a parlare per noi, per ciò che siamo stati e ciò che rappresentiamo ora.

Cosa vi ha spinti a tornare sulle scene dopo quasi 10 anni dal vostro ultimo disco?

Quando inizi un cammino come quello dei Lost, difficilmente riesci a restarci lontano. Ogni giorno pensi a tutto quello che ti ha dato e dove potrebbe portarti ancora. Senti che nella tua vita manca qualcosa che fino a poco prima era l’essenza delle tue giornate. Credo che, in maniera inconsapevole, io e i ragazzi sapevamo già che un giorno le nostre strade si sarebbero incrociate di nuovo. Il palco non ha mai smesso di chiamarci.

Il 2009 per voi, come per band come i Finley o i Dari, è stato forse il periodo di massimo successo: cosa vi manca di più di quegli anni?

In quel periodo, per il genere musicale che amavo e suonavo, la scena italiana e internazionale era nel massimo splendore e progrediva sugli stessi binari. Il web era un’alternativa e non una cosa essenziale nella vita di tutti. La musica non aveva una scadenza di qualche settimana e i video musicali li aspettavi e te li godevi ancora in Tv. Ora tutto è più veloce, ci sono troppi social e il pubblico è sparso nella giungla di internet e c’è il rischio di affezionarsi meno alle cose.

Come è cambiata l’industria discografica per un artista rispetto a quando avete debuttato con il primo disco?

Sicuramente il web ha stravolto l’intero ecosistema sui cui si basava l’industria discografica. Da un lato ha dato molte più possibilità ai giovani artisti di emergere e farsi notare ma dall’altro lato c’è molta più competizione. Il mercato porta la musica a dover essere consumata molto più velocemente e l’artista non può più permettersi il lusso di far aspettare il proprio pubblico per troppo tempo come capitava prima.

 

Una canzone buona, il vostro nuovo singolo, racconta di una generazione segnata dalle paure e dalle ambizioni. Quali sono le vostre?

La nostra generazione si trova di fronte ad un futuro incerto, con tanti quesiti e poco tempo per trovare delle risposte. Abbiamo paure che nascondiamo dietro a dei post fingendo un sorriso posato, incalzati dal raggiungere la vita perfetta mostrata dall’influencer di turno. Sembra una gara a chi ha di più e nel frattempo dobbiamo fare i conti anche con un pianeta che sta chiedendo aiuto e noi che facciamo ancora troppo poco per salvarlo.

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Crediti foto: LOST – Instagram

Com’è nata la canzone? Qualche aneddoto speciale?

Dopo che abbiamo deciso di rimettere in piedi il progetto, abbiamo iniziato a scrivere molto materiale, ma più scrivevamo e più non eravamo convinti di ciò che avevamo tra le mani. Poi una sera, senza cercarla, è nata nella mia testa la melodia di “Una canzone buona” e nel giro di un paio di giorni era pronta. Una canzone che rispecchia ciò che siamo ora.

Un aneddoto speciale? Abbiamo deciso di far uscire il singolo lo stesso giorno in cui uscì nel 2009 “Sospeso”, il nostro secondo disco.

Sono cambiati i vostri riferimenti musicali negli anni oppure no?

I nostri gusti musicali sono sempre in continua evoluzione ed è una fortuna perchè questo ci permette di scrivere musica senza vincoli.

Avete un nuovo disco in cantiere?

Al momento nessun disco, ma tanto materiale tra le mani. Perciò non vediamo l’ora di far uscire nuova musica al più presto.

Cosa vi aspettate dal futuro?

Il nostro obiettivo è portare in giro il nostro show, la nostra musica, portare alla gente la dimensione che più amiamo ovvero quella dei live.

Per finire: ci raccontate un ricordo speciale degli anni di MTV che avete come band?

Vincere un premio agli Mtv Europe Music Awards è stato un momento che se ci ripenso ancora non mi sembra vero. Ritrovarsi a Berlino seduti a fianco di Dave Grohl e poi prendere l’ascensore insieme a Katy perry non è una cosa che ti capita tutti i giorni.

 

 

Serena, Alessia, Giorgia

CANOVA LIVE AL PARMA MUSIC PARK | RECENSIONE

Sabato sera siamo state al Parma Music Park, l’arena per gli spettacoli estivi della città di Parma, per la prima data del tour estivo dei Canova.

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Crediti foto: Serena Casella

In una cornice simile a un mini festival che per certi versi mi ha ricordato un po’ il MI AMI: piccolo parco alberato con stand in cui poter mangiare cibo fresco e non i soliti panini pre concerto, banchetto del merch e due aree in cui poter comprare da bere, il tutto arricchito da tavoli in cui potersi rilassare in attesa del live.

I Canova salgono sul palco intorno alle 22:30 e intrattengono il pubblico per quasi un’ora e mezza suonando pezzi dal primo album, Avete Ragione Tutti, e dal secondo, Vivi Per Sempre. Ammetto di essere stata un po’ titubante al riguardo visto quanto poco mi abbia coinvolto questo ultimo lavoro in studio rispetto al primo, ma, per fortuna, Matteo, Fabio, Gabriele e Federico mi hanno fatta ricredere.

Canzoni che a primo impatto non mi avevano lasciato niente, come Shakespeare o Vivi Per Sempre, live hanno acquistato sicuramente una marcia in più. Per non parlare della chicca della serata, ossia la cover di Rolls Royce di Achille Lauro, che avevano già proposto durante la scorsa leg del tour.

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Crediti foto: Serena Casella 

Ma ciò che sicuramente riesce a scatenare il pubblico ai loro concerti sono le canzoni presenti nel primo album: da Expo a Threesome (la più acclamata e attesa dal pubblico).

C’è una cosa che però salta sempre all’occhio durante i loro concerti: la bravura nel suonare e il carisma che hanno come gruppo. Quindi nel complesso possiamo promuoverli a pieni voti, sperando di poterli rivedere presto dal vivo!

 

Serena

#NEWMUSICDISTRESS | ROBERTA FINOCCHIARO

Per il #NewMusicDistress di oggi ci spostiamo in Sicilia e vi presentiamo una chitarrista e cantautrice di questa splendida terra: Roberta Finocchiaro.

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Crediti foto: Parole & Dintorni – Ufficio Stampa

Roberta nasce a Catania il 10 Ottobre 1993 in una famiglia di musicisti e inizia fin da piccola a coltivare la passione per la musica. A 10 anni inizia a suonare la chitarra e comincia a scrivere le prime canzoni. In breve tempo inizia a prendere lezioni di pianoforte e in seguito di chitarra. Nel 2010 inizia ad esibirsi con la sua band e nel 2014 Roberta viene notata dalla Tillie Records, etichetta discografica di Simona Virlinzi, sorella del produttore discografico catanese Francesco Virlinzi. Nel 2015 iniziano i lavori in studio per la realizzazione del primo album, uscito a settembre del 2016, Foglie Di Carta, dal genere pop/blues/folk ispirato alle sonorità americane. Inizia così il mini tour Foglie Di Carta Live con date in giro per l’Italia. Nel dicembre 2016 Roberta sale sul palco del Light Of Day (Italia) suonando con alcuni musicisti di Bruce Springsteen.

Il 7 dicembre 2016 apre l’ultima data del tour On di Elisa.

Nel settembre 2017 iniziano le registrazioni del suo secondo album a Memphis (Tennessee) con la partecipazione di musicisti americani. Due in particolare, il batterista Stephen Chopek e il bassista David LaBruyere, hanno accompagnato in vari studi di registrazione e tour il suo musicista preferito John Mayer. I due cureranno anche la produzione artistica dell’album.

Nel dicembre 2017 Roberta vince il Fiat Music di Red Ronnie e si esibisce per la prima volta al teatro Ariston di Sanremo e, nel gennaio 2018, si esibisce al Light Of Day ad Asbury Park (New Jersey).

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Crediti foto: Parole & Dintorni – Ufficio Stampa

Something True è il titolo del suo secondo album e racchiude 9 tracce che raccontano viaggi, emozioni, sogni e paure di una giovane donna. L’album è stato prodotto e registrato negli Stati Uniti (al Sam Phillips Recording di Memphis per la precisione) e da un primo ascolto si comprende subito la maestria che si nasconde dietro gli arrangiamenti dei produttori già citati. Il sound che troviamo nell’album è diviso tra il folk pop di Nashville e il Funk Soul di Memphis, entrambi suoni che arrivano da ispirazioni anni 70.

Continuate a seguirci per la recensione del disco e per qualche curiosità in più su Roberta!

 

Serena

 

LA RINASCITA DEI LOST | UNA CANZONE BUONA

Se avete vissuto la vostra adolescenza tra una puntata di TRL e l’altra su MTV Italia, allora il nome di questa band non vi è assolutamente nuovo, anzi.

Crediti foto: Lost – Ufficio Stampa

Se invece siete figli di una generazione diversa, vi basta sapere che i Lost, tra le band italiane più popolari del primo decennio degli anni Duemila, hanno ottenuto numerosi riconoscimenti tra cui 3 dischi d’oro, 1 dvd di platino, 1 Best Italian Act agli Mtv Music Awards 2009 a Berlino come miglior artista italiano, 1 Best New Artist ai Wind Music Awards. Hanno stretto collaborazioni importanti come quella con Joel Madden (Good Charlotte) nel singolo del 2009 Sulla mia pelle; hanno poi aperto concerti di artisti internazionali come Tokio Hotel e Simple Plan. Hanno avuto ruoli di comparsa in serie tv e film quali “L’ispettore Coliandro” e “Una canzone per te”. All’apice del successo, nel 2011, la band decide di sciogliersi per intraprendere nuove strade, e dopo diversi anni di silenzio, nel 2018, sono ritornati ufficialmente nelle scene con un concerto a sorpresa in occasione del Vivi Festival di Vicenza, che ha registrato il tutto esaurito. I Lost sono pronti a portare in giro uno show che ripercorre tutta la loro carriera, uno spettacolo arricchito da scenografie ed effetti visivi!

Crediti foto: Lost – Ufficio Stampa

Il nuovo singolo si intitola Una canzone buona ed è il racconto di una nostalgia antica, quella del tempo che ti è sfuggito di mano e delle persone che negli anni cambiano strade e spariscono, si perdono e ritornano. La band con una nuova canzone dopo quasi dieci anni di assenza dallo studio. Era infatti il 2011 quando la band vicentina, guidata dal leader carismatico Walter Fontana assieme a Luca Donazzan (basso elettrico) e Roberto Visentin (chitarra elettrica), aveva deciso di scendere dal palco. Sulle spalle avevano un successo pesante da gestire, qualcosa si era rotto nelle loro anime troppo giovani per essere idolatrate in tutta Italia. In bacheca c’erano riconoscimenti enormi. Mtv Total Request Live li aveva nominati miglior miglior gruppo riempipiazza italiano, nel 2008 erano stati i precursori dell’uso dei social network per dialogare coi fan (si parlava di MySpace, Facebook era alle origini) ed erano arrivati ad aprire i concerti dei Tokio Hotel. Ai Trl Awards 2009 avevano vinto come “best band” e il cd “Sospeso” divenne disco d’oro. Non solo, nello stesso anno a Berlino, conquistano il prestigioso premio “Best Italian Act” agli Mtv Europe Awards. Una raffica di successi e attorno gruppi scatenati di fan, in particolare donne, si erano organizzate in Street Team che seguivano la band in tutti i loro live, una sorta di revival anni ’70 delle carovane di fans che seguivano le band on the road, ma questa volta coordinati sui social network. Ma la fama non è balsamo per l’anima ed è iniziato un periodo buio. La band si è sciolta e Walter si è focalizzato su un progetto solista, un intimo racconto, catartico e liberatorio, di quella fase difficile della sua vita, che lo ha aiutato a rialzarsi e a crescere, come canta in una canzone dell’album: “Cammino senza vento sotto i portici del centro e conto i miei difetti senza più paura, mi sembra di volare a un metro dall’asfalto, non mi sono mai sentito così bene con me stesso e accanto a me, di fianco a me, ho visto la mia ombra sul ciglio della strada, guardarmi e dirmi: Ciao, sono qui”.

Ed eccoci ad oggi, con la decisione di ritornare a calcare le scene con la storica band, più forte e consapevole che mai. “Facciamo parte di un mondo sempre più veloce, accessibile, ma allo stesso tempo distante e sfuggente” – spiega Walter –  “Rappresentiamo una generazione fragile, senza punti di riferimento. Noi abbiamo già sperimentato l’ascesa, la caduta e il successivo vuoto. Ma ne siamo usciti con un nuovo modo di interpretare la vita. Le cose semplici, le cose belle. Il vero successo è una dimensione intima di realizzazione. L’ho capito tornando nella nostra casa, dalle nostre famiglie, dai piccoli gesti che ti fanno capire di essere vivo. È stato un viaggio di redenzione, un viaggio temporale dentro le nostre vite. E ora siamo pronti per ripartire”. 

Il singolo Una canzone buona è stato preprodotto a Colceresa presso il Revolver Studio con grande cura della band stessa  e postprodotto e mixato a Milano presso il Loud studio. Produzione Francesco Catitti (Mengoni, Bravi, Galiazzo, Mahmood). Brano nato in maniera naturale e spontanea. Un bisogno di raccontare la quotidianità di una generazione presa con le paure, le ambizioni, gli amori e le delusioni. E’ nata una notte, in maniera quasi inaspettata. Attorno a Walter il silenzio della casa: ”Ho preso in mano la penna e ho iniziato a scrivere. Le parole sono scivolate sul foglio senza incontrare ostacoli. La melodia iniziava a girarmi in testa e sentivo che tutto era perfetto, sincero, stavo parlando a me stesso ma allo stesso tempo a un qualcuno di non ben definito. Il giorno dopo sono corso in studio dai ragazzi e insieme a loro abbiamo buttato giù lo scheletro della canzone. Le note si incastravano come piccoli mattoncini di un lego. Siamo poi finiti nello studio di Milano e insieme al nostro produttore Francesco Catitti abbiamo fatto indossare alla nostra canzone il vestito adeguato per il grande ballo”.

Continuate a seguire il blog per poter leggere una speciale intervista a una delle band che ha segnato la nostra adolescenza!

Serena

#NEWMUSICDISTRESS | OPPOSITE – VIA DI QUA

Come sapete amiamo le novità in ambito musicale e oggi vi presentiamo un duo modenese: le Opposite!

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Crediti foto: Opposite – IG

Due ragazze, Francesca (22 anni) e Camilla (21), entrambe nate e cresciute in provincia di Modena, che si sono avvicinate alla musica fin da piccole. Francesca ha cominciato all’età di 6 anni suonando il pianoforte, mentre Camilla comincia a suonare il sax ad 8 anni e si iscrive alla scuola di danza dove ha ballato hip hop per i successivi 11 anni. Durante il liceo si sono conosciute per caso suonando in una band della scuola e da quel momento l’amore per la musica le ha unite indissolubilmente. Un pomeriggio hanno deciso di postare sui social un mash up per gioco e, dopo aver visto la reazione del pubblico, aprono un canale YouTube dove caricano i loro video.

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Crediti foto: Opposite – IG

Via di qua è il loro primo e nuovissimo singolo, uscito lo scorso 10 maggio e già disponibile su tutte le piattaforme digitali. Brano nato a quattro mani in un periodo non facile della loro vita. La sua realizzazione è stata spontanea e non calcolata, nata da un’urgenza espressiva e dalla voglia di farcela.

Canzone nata come acustica e malinconica e poi diventata, in studio di registrazione con l’aiuto del loro produttore, un ossimoro: base un po’ più ritmata e testo non troppo felice. Per l’arrangiamento si sono ispirate al pop internazionale prendendo come riferimento Dua Lipa e Taylor Swift, senza però abbandonare la chitarra acustica che rimane centrale nel pezzo.

A proposito di questo nuovo capitolo le ragazze dicono: ”Siamo felici che qualcosa di nostro sia uscito dopo due anni su YouTube, per noi è un piccolo grande traguardo e un modo di dare a tutte quelle persone qualcosa a cui affezionarsi e fargli capire quale sia realmente il nostro stile, che speriamo sia il più identificativo possibile.”

Vi lasciamo il link alla canzone e al famoso mash up presente su YouTube sperando vi piaccia!

Brano:

YouTube:

Serena