THE DAY AFTER #NEWMUSICFRIDAY | EPISODIO 9

THE DAY AFTER #NEWMUSICFRIDAY | EPISODIO 9

Lo so, è da un po’ che non vi racconto le nuove uscite fresche fresche del momento, ma non per questo hanno smesso di esserci, anzi!

Oggi vi parlo del singolo di esordio di Diorama, nome d’arte di Matteo Franco, ventiduenne originario della Puglia migrato a Milano.
Dopo aver studiato pianoforte in Conservatorio e aver imparando la chitarra, la batteria e il basso da autodidatta, nel 2018 parte con il progetto artistico in cui ripone il suo sogno più grande. Il songwriting per lui rappresenta, prima  che un mezzo comunicativo, un’ opportunità per conoscere se stessi e interfacciarsi con la realtà.

Nasce quindi Diorama.

Diorama è l’assenza di confini tra suoni e colori, tra musica e parole: un approccio sintetico alla musica. Diorama è abbattere le barriere tra le emozioni di chi scrive e le emozioni di chi ascolta tramite la sovrapposizione di linguaggi musicali e di timbriche differenti.
Con un background che spazia dal britpop alla nuova psichedelia (che influenza fortemente l’artista anche sul piano estetico e visivo) il suo linguaggio musicale firmato è in uno stato di continua e inevitabile espansione, proprio come lo è il suo spettro emotivo e la sua palette di suoni.

Questo sogno e questo progetto si sono concretizzati ieri, 30 ottobre, con l’uscita di Horror, il singolo d’esordio.
Si tratta di un brano intenso, intimo e potente, le cui sonorità ci riportano all’indie-pop californiano con un forte richiamo a The Neighbourhood. Nonostante questa influenza però, il brano resta ben contestualizzato nell’estetica musicale Italiana. Su un arrangiamento ricco di sintetizzatori vintage e chitarre riverberate vengono affrontati i temi della sensualità e del consenso con un approccio lirico sottile e appassionato.

Di seguito il testo di Horror.

Potete ascoltare il brano qui

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Alla prossima!

Giorgia

The Day After #NewMusicFriday | Episodio rid8

The Day After #NewMusicFriday | Episodio rid8

Torna brillante e con furore la nostra rubrica The Day After #NewMusicFriday con l’episodio otto, episodio ridotto.

Oggi voglio parlarvi di Edoquarto e del suo primo singolo in uscita oggi, 1 agosto 2020.
Il brano si chiama Call me Reese (ITALO Version) feat. Young Bombino e anticipa l’EP XXCV Bootleg Tape, in uscita il 21 agosto 2020.

Edoquarto, all’anagrafe Edoardo Bosi, è un producer di 23 anni della Brianza, cresciuto tra Milano, la capitale ugandese Kampala e Berlino.
La sua musica risente di influenze internazionali: dai ritmi africani ai suoni elettronici delle grandi metropoli conosciuti nel corso della sua adolescenza e negli anni universitari, tornato in Italia ha imparato a conoscere il nuovo mondo del rap e della trap milanese.

Il risultato è appunto il suo primo EP ufficiale, realizzato insieme all’amico di lunga data Josh Forehead, a cui ha “rubato” alcune registrazioni vocali per costruirci intorno un ecosistema musicale nato durante il lockdown.

I due perciò decidono di uscire per l’etichetta NO AGE (fondata da un gruppo di amici sparsi ovunque nel mondo conosciuti negli anni ugandesi e con una simile visione artistica sia in termini di creazione che di condivisione dell’arte) pubblicando sia il Bootleg Tape che un secondo EP che porta solo il nome di Forehead ma che vede Edoquarto come costante in fase di mix.
Il risultato è un doppio lavoro con innumerevoli influenze: dalle sonorità jazz da cui Edoardo è profondamente affascinato, ai ritmi africani fino ai flow e alle cadenze trap date dalle voci di Josh, il tutto caratterizzato da sound design sintetizzati.

Call me Reese è la sintesi perfetta di tutti gli elementi che caratterizzano l’EP in uscita e con la quale presentare il nuovo lavoro e farsi conoscere dal pubblico. Puoi ascoltarla qui

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Cloude | Intervista

Cloude | Intervista

Oggi voglio presentarvi Cloude.

Cloude, pseudonimo di Claudio Calcagno è un rapper italiano e nasce a Genova il 12 settembre1983. Frequenta l’istituto d’arte e durante l’adolescenza conosce la musica rap senza mai più staccarcisi.
I suoi primi lavori con lo pseudonimo di Sito risalgono agli anni 2000; il primo con il collettivo Lato Oscuro, ma il gruppo dura poco. Qualche anno dopo forma i Saniasi, insieme a Matiz e Shinakaua, durato qualche anno. Incide in studio tre lavori sotto il nome Sito: nel 2013 Yes Bula” nel 2016 Pioggia Sporca, nel 2018 Ogni maledetto Weekend, tutti registrati nello studio del suo amico e produttore Gaetano Pellino, fratello maggiore di Giovanni Pellino, in arte Neffa.

All’inizio del 2019, Claudio comincia a lavorare al nuovo progetto negli studi Next3 insieme a Roberto Vernetti e Michele Clivati, ed è lì che danno vita ad un nuovo sound.
È proprio in questo momento che Claudio decide di cambiare e di ripartire con nuova musica e un nuovo nome d’arte: Cloude.
Dopo aver pubblicato il singolo Resta con me, uscito in digitale lo scorso marzo, Cloude pubblicherà un nuovo inedito dal titolo Ti avrei voluta feat. Blue Virus, disponibile in radio e in digitale dal 26 giugno.

Ho fatto due chiacchiere con Claudio e questo è ciò che ci siamo detti:

Ciao Claudio, intanto grazie per la tua disponibilità.
Volevamo sapere: da dove deriva il tuo nome d’arte? È un riferimento voluto alle nuvole? (Cloude – cloud –nuvola)

Io mi chiamo Claudio e tutti mi chiamano così da quando sono piccolo: “Cloude” oppure “bella Cloude”. Il riferimento alle nuvole è sicuramente presente perchè le nuvole è dove spesso sono io!

Per quanto riguarda le tue influenze musicali invece? A chi ti ispiri maggiormente?

A me piacciono molto le origini, quindi anni 90 per l’Italia, ma il sound attuale è qualcosa di potente. Mi sono sempre ispirato al rap di Neffa, Fibra e allo stile dei Club Dogo.

Come è stato passare dalla carriera di gruppo alla carriera da solista? Ti manca qualcosa del processo creativo di gruppo?

Bhe sicuramente c’era un approccio molto stimolante, però ora è molto bello allo stesso modo, faccio quello che mi pare. Sto riprendendo però l’attività a più teste con la 24Noodles, il nostro studio di produzioni.

Come è stato invece lavorare con Blue Virus per il singolo Ti Avrei Voluta” E cosa ti ha portato alla stesura di questo pezzo?

Lui per me è molto bravo, è stato molto gratificante lavorare insieme perchè mi ha permesso di capire anche come lavora e produce i suoi pezzi. All’inizio pensavo di non essere all’altezza, invece poi è venuto fuori qualcosa di molto potente. 

Cosa ti aspetta ora? Sei preoccupato per la situazione del mercato musicale di questo momento?   

Il momento credo non sia facile per nessuno, però ho fatto un bel disco di cui vado parecchio fiero, quindi sono fiducioso. Mi aspetto che verso la fine dell’estate ci sia il momento della ripartenza e che il 2021 sia ottimo.

Ascolta Ti avrei voluta qui
Guarda il videoclip di Ti avrei voluta qui

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Giorgia

The Day After #NewMusicFriday | Episodio 6

The Day After #NewMusicFriday | Episodio 6

Vorrei iniziare l’episodio di oggi facendoti un applauso perchè se stai leggendo vuol dire che sei sopravvissut* a un venerdì 17, in un anno bisestile, durante una pandemia. Mica roba da poco!

All’industria musicale però le superstizioni non interessano e anche ieri siamo stati inondati da tante belle cose nuove: di seguito le mie preferite

  • Archetype, Coma Berenices

Il nome dell’LP fa riferimento ad una piccola costellazione visibile nelle notti primaverili o estive quando il cielo non è inquinato. Secondo il mito greco, si trova lassù da quando la regina Berenice fece voto solenne di consacrare ad Afrodite la sua bellissima chioma come pegno d’amore.
Un viaggi di 6 brani, tra cui Keep Your Feet On The Stars Pt 1 e Keep Your Feet On The Stars Pt 2:ascoltando una nave nel cielo, i suoni nel mattino e la luce del giorno negli occhi. Ti manca la terra sotto ai passi e hai disperso la tua immagine negli specchi della casa. Le chitarre come una bora nei temporali in cui le nuvole piangono di gioia.” 

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  • Fire in the Jungle, Godblesscomputers

Questo è il primo pezzo del disco che ho registrato e segna l’inizio dell’esplorazione del mio personaggio. L’immagine al fulcro di questo pezzo è senz’altro quella del fuoco: è stata la prima volta che i nomi dei brani apparivano così chiari nella mia mente, come se esistessero già da qualche parte.

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  • La Belle Dame, Valerio Bruner

Da sempre in viaggio nel raccontare il suo punto di vista sull’emotività, il giovane cantautore partenopeo ci ha regalato un album dalla narrazione poetica nel quale vengono rievocati i tratti sottili e nobili delle donne. Un disco sincero, ricco di spunti e riflessioni, dedicato a coloro che con coraggio e determinazione combattono ogni giorno per il proprio essere donna e per la propria individualità.

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E anche per oggi è tutto, alla prossima settimana.

Giorgia

La sindrome del giorno dopo| Recensione EP

La sindrome del giorno dopo, il nuovo EP di Tota, non poteva capitare in un momento storico più azzeccato.

“La sindrome del giorno dopo credo sia letteralmente la paura del giorno seguente, una paura che si condensa in modo estremamente potente durante la notte. […] La notte è l’unico momento in cui il tempo si ferma, rimane immobile fino all’arrivo del sonno“.
Lo stesso Tommaso definisce con queste parole il suo disco e se ci fermiamo un attimo a riflettere, possiamo trovare un’analogia con la situazione in cui ci troviamo in questo momento: paura, incertezza e immobilità sono le padrone delle nostre giornate.

L’EP è composto da cinque brani che raccontano cinque storie diverse, le quali però prendono e accompagnano l’ascoltatore in un unico viaggio attraverso i propri pensieri, che finiscono per combaciare con quelli dell’artista.

Con questo sound rilassato e rilassante, fatto principalmente di batteria riverberata, chitarre elettrica e acustica e un leggero basso, Tota è la colonna sonora perfetta per queste serate di isolamento e solitudine, dove anche noi come lui finiamo spesso per arrenderci ai nostri pensieri più profondi.

I brani si intersecano perfettamente l’uno con l’altro creando un susseguirsi armonico di suoni ed emozioni che lascia spazio a due possibilità: farsi trasportare dalle storie di Tommaso o perdersi nel flusso delle proprie.

Per chi non fosse già familiare con la sua figura artistica: Tota è il nome d’arte di Tommaso Tota, nato a Orvieto e trasferitosi prima a Bologna e poi a Milano.
Esordisce nel 2017 con Cielocasa e inizia a farsi strada nel mondo del live aprendo i concerti di Gazzelle, Carl Brave, Franco126 e Galeffi.
A settembre 2018 esce il singolo Oggi non mi importa niente che precede insieme ad altri due estratti l’album Senzacera, il suo primo album in studio con l’etichetta Grifo Dischi.

L’EP La sindrome del giorno dopo è disponibile dal 6 marzo su tutte le piattaforme di streaming e mette in evidenza un forte cambio estetico da parte dell’artista.
Tutti i brani sono stati scritti e composti da Tommaso Tota e prodotti da Filippo Slaviero, che ha curato anche mix e master.

Potete ascoltare l’EP completo qui e dedicarvi venti minuti di sana e tranquilla immersione nei vostri più intimi pensieri, o semplicemente ascoltare rassicurante voce di Tota.

Giorgia

ARTLAB 19 | MILANO

Il 27 e il 28 giugno 2019, al BASE di Milano, ArtLab ha organizzato una serie di incontri e conferenze in ambito culturale dai temi più vari: dalla tecnologia alla sostenibilità, dalle startup ai programmi europei. 

Noi di MusicDistress, per ovvie ragioni, abbiamo partecipato all’incontro dal titolo Music Innovation. Feeding Future Business tenutosi la mattina del 28 giugno.

L’incontro è stato organizzato in uno degli spazi più recenti della struttura del BASE ed è stato presentato e moderato da Dino Lupelli, direttore generale del Linecheck Festival che si terrà a Milano dal 19 al 24 Novembre 2019. Subito dopo una breve presentazione di quelle che sono state fino ad oggi le fasi dell’industria musicale, Lupelli ha introdotto il nuovo concetto di Music Industry 4.0: una visione futuristica ma per niente lontana di quello che sarà l’industria della musica nei prossimi anni. Lupelli prevede la creazione di una “vertically integrated industry”, nella quale il fenomeno del cross-over tra la musica e altre attività (come il turismo ad esempio) sarà sempre più preponderante. 

Sempre parlando di ciò che sarà l’industria musicale nel futuro, sono intervenuti anche Oriol Pastor, direttore del MIRA Festival di Barcellona e Turo Pekari da Helsinki, Senior Advisor, Innovation and Discovery di Teosto. I due hanno esposto le loro visioni di quella che è la situazione dell’industria musicale oggi e di come secondo loro si evolveranno le cose in una decina d’anni. La loro conclusione è stata che ci si sposterà sempre di più in un campo dominato dal cambio culturale come motore dell’evoluzione tecnologica e verso una situazione di democratizzazione della musica: uno scenario nel quale secondo Turomusic belongs to everyone“. 

In seguito, per dare un’idea concreta di ciò che sarà il futuro, quattro startup hanno presentato i loro progetti.

La prima startup a presentare il proprio progetto è Nuwa.

I ragazzi di Nuwa hanno sviluppato un software per la produzione di musica chiamato Tile, che sarà lanciato nel 2020. Tile è un cloud tool che permette di produrre musica in collaborazione con altre persone. Grazie appunto alla sua natura cloud è in grado di tenere traccia di tutti i cambiamenti e le modifiche apportate al progetto, rendendo in questo modo la modifica e il ripristino di eventuali bozze precedenti molto più semplice e immediato, nonché disponibile ovunque e in qualsiasi momento. Secondo le loro previsioni nel 2021 il software subirà un cambiamento, passando da single mode a community mode per arrivare poi al 2025 dove Tile sarà in grado di raggiungere tutta la community della music industry.

La seconda startup ha presentato il progetto di MuSa, un software specifico per imparare a suonare uno strumento musicale. Il software è stato pensato sia per computer che per mobile, principalmente per i bambini dai 6 ai 10 anni o per chiunque voglia imparare a suonare uno strumento da zero. MuSa è innovativo rispetto agli altri software di questo tipo già presenti sul mercato perché fonde la dimensione del learning con quella del gaming. Per utilizzare MuSa infatti, ci sarà bisogno di posizionare il dispositivo vicino allo strumento musicale fisico e una volta avviato il software si aprirà un mondo magico all’interno del quale per muoversi e superare gli ostacoli sarà necessario suonare la nota giusta sullo strumento vero e proprio. La verifica sarà possibile grazie a un sistema di live feedback e grazie alle basi teoriche e di insegnamento inserite nel programma dagli insegnati di musica che stanno collaborando al progetto.

La terza startup è aNote Music: il primo Stock Market europeo per le royalties musicali. L’obiettivo principale di questo progetto è quello di creare un collegamento più diretto tra il mondo degli investitori e l’industria musicale. Si vuole introdurre un nuovo modo di gestire i diritti musicali, rendendoli merce di scambio al fine di ottenere denaro da utilizzare per finanziare i propri progetti futuri.

L’ultima startup a presentare il suo progetto è Intorno Labs che si occupa di musica immersiva realizzata con tecnologia 3D. Per farci capire meglio di cosa si trattasse, Ludovico Vignaga, ci ha portati ne La Capsula, una musicROOM con pareti di vetro installata all’interno dello spazio in cui si è tenuto l’incontro. La stanza è rettangolare con al suo interno una serie di casse posizionate in diverse parti e in diversi modi all’interno dello spazio. Ludovico ha spiegato che tale disposizione non è standard, ma ogni spazio prevede un posizionamento delle casse diverso e pensato su misura. 

Successivamente, Ludovico ci ha mostrato un software attraverso il quale è possibile manipolare il suono decidendo quale percorso dovrà seguire. Una volta stabilito questo sul computer, il suono fuoriesce dalle casse seguendo tale percorso e creando intorno all’ascoltatore una situazione di completa immersione nella musica e nello spazio. Il suono può essere gestito per fare in modo che venga percepito in diversi modi: solo a destra, solo a sinistra, che gira intorno, che arriva dall’alto…

Ludovico ha poi spiegato che questa tecnologia è già stata utilizzata in diverse situazioni, sia all’interno di festival sia per installazioni sonore. Il futuro è l’utilizzo di tale tecnologia per concerti e all’interno di club, per creare un modo totalmente nuovo di percepire la musica. Lupelli ha anche sottolineato come questo tipo di tecnologia si potrebbe rivelare molto utile per chi organizza eventi poiché aiuterebbe a risolvere il problema dell’impatto acustico, riducendolo, e permetterebbe di creare situazioni all’interno dei club nelle quali è possibile ascoltare la musica ma anche chiacchierare e socializzare, una combinazione ad oggi non così scontata.

Noi personalmente siamo rimaste molto colpite da tutte queste idee e non vediamo l’ora di assistere e fare parte del futuro dell’industria musicale.

Giorgia