LA RINASCITA DEI LOST | UNA CANZONE BUONA

Se avete vissuto la vostra adolescenza tra una puntata di TRL e l’altra su MTV Italia, allora il nome di questa band non vi è assolutamente nuovo, anzi.

Crediti foto: Lost – Ufficio Stampa

Se invece siete figli di una generazione diversa, vi basta sapere che i Lost, tra le band italiane più popolari del primo decennio degli anni Duemila, hanno ottenuto numerosi riconoscimenti tra cui 3 dischi d’oro, 1 dvd di platino, 1 Best Italian Act agli Mtv Music Awards 2009 a Berlino come miglior artista italiano, 1 Best New Artist ai Wind Music Awards. Hanno stretto collaborazioni importanti come quella con Joel Madden (Good Charlotte) nel singolo del 2009 Sulla mia pelle; hanno poi aperto concerti di artisti internazionali come Tokio Hotel e Simple Plan. Hanno avuto ruoli di comparsa in serie tv e film quali “L’ispettore Coliandro” e “Una canzone per te”. All’apice del successo, nel 2011, la band decide di sciogliersi per intraprendere nuove strade, e dopo diversi anni di silenzio, nel 2018, sono ritornati ufficialmente nelle scene con un concerto a sorpresa in occasione del Vivi Festival di Vicenza, che ha registrato il tutto esaurito. I Lost sono pronti a portare in giro uno show che ripercorre tutta la loro carriera, uno spettacolo arricchito da scenografie ed effetti visivi!

Crediti foto: Lost – Ufficio Stampa

Il nuovo singolo si intitola Una canzone buona ed è il racconto di una nostalgia antica, quella del tempo che ti è sfuggito di mano e delle persone che negli anni cambiano strade e spariscono, si perdono e ritornano. La band con una nuova canzone dopo quasi dieci anni di assenza dallo studio. Era infatti il 2011 quando la band vicentina, guidata dal leader carismatico Walter Fontana assieme a Luca Donazzan (basso elettrico) e Roberto Visentin (chitarra elettrica), aveva deciso di scendere dal palco. Sulle spalle avevano un successo pesante da gestire, qualcosa si era rotto nelle loro anime troppo giovani per essere idolatrate in tutta Italia. In bacheca c’erano riconoscimenti enormi. Mtv Total Request Live li aveva nominati miglior miglior gruppo riempipiazza italiano, nel 2008 erano stati i precursori dell’uso dei social network per dialogare coi fan (si parlava di MySpace, Facebook era alle origini) ed erano arrivati ad aprire i concerti dei Tokio Hotel. Ai Trl Awards 2009 avevano vinto come “best band” e il cd “Sospeso” divenne disco d’oro. Non solo, nello stesso anno a Berlino, conquistano il prestigioso premio “Best Italian Act” agli Mtv Europe Awards. Una raffica di successi e attorno gruppi scatenati di fan, in particolare donne, si erano organizzate in Street Team che seguivano la band in tutti i loro live, una sorta di revival anni ’70 delle carovane di fans che seguivano le band on the road, ma questa volta coordinati sui social network. Ma la fama non è balsamo per l’anima ed è iniziato un periodo buio. La band si è sciolta e Walter si è focalizzato su un progetto solista, un intimo racconto, catartico e liberatorio, di quella fase difficile della sua vita, che lo ha aiutato a rialzarsi e a crescere, come canta in una canzone dell’album: “Cammino senza vento sotto i portici del centro e conto i miei difetti senza più paura, mi sembra di volare a un metro dall’asfalto, non mi sono mai sentito così bene con me stesso e accanto a me, di fianco a me, ho visto la mia ombra sul ciglio della strada, guardarmi e dirmi: Ciao, sono qui”.

Ed eccoci ad oggi, con la decisione di ritornare a calcare le scene con la storica band, più forte e consapevole che mai. “Facciamo parte di un mondo sempre più veloce, accessibile, ma allo stesso tempo distante e sfuggente” – spiega Walter –  “Rappresentiamo una generazione fragile, senza punti di riferimento. Noi abbiamo già sperimentato l’ascesa, la caduta e il successivo vuoto. Ma ne siamo usciti con un nuovo modo di interpretare la vita. Le cose semplici, le cose belle. Il vero successo è una dimensione intima di realizzazione. L’ho capito tornando nella nostra casa, dalle nostre famiglie, dai piccoli gesti che ti fanno capire di essere vivo. È stato un viaggio di redenzione, un viaggio temporale dentro le nostre vite. E ora siamo pronti per ripartire”. 

Il singolo Una canzone buona è stato preprodotto a Colceresa presso il Revolver Studio con grande cura della band stessa  e postprodotto e mixato a Milano presso il Loud studio. Produzione Francesco Catitti (Mengoni, Bravi, Galiazzo, Mahmood). Brano nato in maniera naturale e spontanea. Un bisogno di raccontare la quotidianità di una generazione presa con le paure, le ambizioni, gli amori e le delusioni. E’ nata una notte, in maniera quasi inaspettata. Attorno a Walter il silenzio della casa: ”Ho preso in mano la penna e ho iniziato a scrivere. Le parole sono scivolate sul foglio senza incontrare ostacoli. La melodia iniziava a girarmi in testa e sentivo che tutto era perfetto, sincero, stavo parlando a me stesso ma allo stesso tempo a un qualcuno di non ben definito. Il giorno dopo sono corso in studio dai ragazzi e insieme a loro abbiamo buttato giù lo scheletro della canzone. Le note si incastravano come piccoli mattoncini di un lego. Siamo poi finiti nello studio di Milano e insieme al nostro produttore Francesco Catitti abbiamo fatto indossare alla nostra canzone il vestito adeguato per il grande ballo”.

Continuate a seguire il blog per poter leggere una speciale intervista a una delle band che ha segnato la nostra adolescenza!

Serena

#NEWMUSICDISTRESS | OPPOSITE – VIA DI QUA

Come sapete amiamo le novità in ambito musicale e oggi vi presentiamo un duo modenese: le Opposite!

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Crediti foto: Opposite – IG

Due ragazze, Francesca (22 anni) e Camilla (21), entrambe nate e cresciute in provincia di Modena, che si sono avvicinate alla musica fin da piccole. Francesca ha cominciato all’età di 6 anni suonando il pianoforte, mentre Camilla comincia a suonare il sax ad 8 anni e si iscrive alla scuola di danza dove ha ballato hip hop per i successivi 11 anni. Durante il liceo si sono conosciute per caso suonando in una band della scuola e da quel momento l’amore per la musica le ha unite indissolubilmente. Un pomeriggio hanno deciso di postare sui social un mash up per gioco e, dopo aver visto la reazione del pubblico, aprono un canale YouTube dove caricano i loro video.

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Crediti foto: Opposite – IG

Via di qua è il loro primo e nuovissimo singolo, uscito lo scorso 10 maggio e già disponibile su tutte le piattaforme digitali. Brano nato a quattro mani in un periodo non facile della loro vita. La sua realizzazione è stata spontanea e non calcolata, nata da un’urgenza espressiva e dalla voglia di farcela.

Canzone nata come acustica e malinconica e poi diventata, in studio di registrazione con l’aiuto del loro produttore, un ossimoro: base un po’ più ritmata e testo non troppo felice. Per l’arrangiamento si sono ispirate al pop internazionale prendendo come riferimento Dua Lipa e Taylor Swift, senza però abbandonare la chitarra acustica che rimane centrale nel pezzo.

A proposito di questo nuovo capitolo le ragazze dicono: ”Siamo felici che qualcosa di nostro sia uscito dopo due anni su YouTube, per noi è un piccolo grande traguardo e un modo di dare a tutte quelle persone qualcosa a cui affezionarsi e fargli capire quale sia realmente il nostro stile, che speriamo sia il più identificativo possibile.”

Vi lasciamo il link alla canzone e al famoso mash up presente su YouTube sperando vi piaccia!

Brano:

YouTube:

Serena

 

KAOS INDIA – WAVE | RECENSIONE ALBUM

Oggi, per la nostra rubrica #NewMusicDistress, vi parliamo di una band Modenese: i KAOS INDIA!

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Gruppo indie-alternative rock nato nel 2012 nell’unico vecchio complesso di grattacieli costruito negli anni ’70 a Modena. I primi tempi sono un cocktail a base di feste, notti interminabili e tanto lavoro fatto al quarto piano di un decadente palazzo con vetrate sulle luci della città. Sono anni vissuti intensamente, con la speranza che quelle luci un giorno possano accendersi su di loro. Tra il 2011 ed il 2015 realizzano due EP ed un album totalmente autoprodotti, suonano tantissimo dal vivo percorrendo migliaia di chilometri e accettando ogni tipo di ingaggio, trovandosi a suonare nelle situazioni più varie e surreali.
Nel 2017, però, qualcosa cambia: iniziano a collaborare con il produttore Pietro Foresti che li aiuta a perfezionare la propria identità di band e con cui cominciano i lavori sulle tracce che saranno contenute nel nuovo album WAVE (Universal Music Italia – 2019). Il sound che ne esce è autentico e personale, ma universalmente riconoscibile e porta la band su palchi importanti fino ad aprire un concerto dei Placebo!
I Kaos India sono formati dal front-man Mattia Camurri, dal chitarrista Fresh, dal bassista Vince Moreo e dal batterista Joe Schiaffi.

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WAVE è uscito lo scorso 2 febbraio 2019, prodotto dal già citato Pietro Foresti e distribuito da Universal Music Italia. Il quartetto di Modena si dice felice del traguardo raggiunto con questo ultimo disco, frutto di anni di incessante lavoro e contenente brani scritti dal gruppo in un periodo di importante evoluzione. A tal proposito Matt, cantante dell band, spiega: “Ci sono periodi nella vita che forzano cambiamenti. WAVE è un album che esplora gli aspetti delle relazioni interpersonali e delle forti emozioni ad esse legate, sia quelle positive che quelle negative. Se dovessi descriverlo attraverso una metafora vi inviterei ad immaginare di passeggiare sul bagnasciuga al crepuscolo, il sole è tramontato ma la luce non ha ancora ceduto completamente al buio. Le onde del mare possono accarezzarvi dolcemente la pelle nuda promettendovi che andrà tutto bene oppure, nel caso il mare (e con lui il vostro animo) sia agitato, colpirvi furiosamente fino a gettare il vostro cuore nel più profondo dei turbamenti”.

I KAOS INDIA sono sicuramente un gruppo che si distacca dalle rock band che abbiamo attualmente nel nostro Paese. Il loro sound, infatti, si avvicina molto di più a influenze che vengono da band come gli Oasis, con suoni perfetti tecnicamente che mischiano voce, chitarra, basso e batteria a testi cantati interamente in inglese. Quest’ultima caratteristica è una delle più importanti tra quelle che contraddistingue la band visto quanto poco la musica italiana azzardi con la lingua inglese e quanto il pubblico nostrano sia poco abituato ad ascoltare cose diverse linguisticamente (sul piano del rock, ovviamente).

Che dire se non che hanno tutte le carte in regola per diventare una delle band più ascoltate non solo in Italia ma anche all’estero? Qui sotto vi lasciamo il link al disco e vi consigliamo vivamente di ascoltarlo! Intanto noi non vediamo l’ora di poterli sentire live a giugno!

Link al disco: https://open.spotify.com/album/5oo14A21DG2OM7NvxhFYVJ?si=koXw3DtBTt-BhZfYkZ6G4w.

 

Tracklist:

A Second

Who Needs Who

Half

The Void

Don’t Stop

Call To Mind

Eyes 

Stay

Close 

Burn Away

 

Serena

”MI AMI, TI AMO” – RECENSIONE CONCERTO 2019

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Crediti foto: MI AMI Festival – FB

Come ormai la maggior parte di voi saprà, da 15 anni a questa parte al Magnolia di Milano si tiene il MI AMI Festival, il festival della musica bella e dei baci.

Lo slogan dell’edizione di quest’anno è stato AMOR VINCIT OMNIA, un’esplicita ode alla potenza dell’amore in tutte le sue forme, compreso quello per la musica.

Il festival è durato dal 24 al 26 Maggio 2019 e, nonostante le avverse previsioni meteorologiche che annunciavano pioggia, temporali e tempeste, sono stati tre giorni asciutti all’insegna del divertimento e dello stare in compagnia, tanto delle persone come della musica.

La line-up era ricchissima sia di nomi ormai già grandi, come Mahmood, Fast Animals and Slow Kids, Motta, Nitro, Ensi, Luca Carboni, Franco 126 e Coma Cose, sia di artisti emergenti come Chadia Rodriguez, Myss Keta, La Rappresentante di ListaI Hate My Village e molti altri! (Per la line-up completa vedi https://www.miamifestival.it/2019/programma.php)

Non possedendo ancora il dono dell’ubiquità non è stato possibile assistere alle performance di tutti gli artisti presenti al festival, ma quelle scelte sono state assolutamente più che soddisfacenti.

Da novizia della scena indie italiana, sono rimasta molto sorpresa da come anche un tipo di musica che alle mie orecchie sembrava banale e senza significato, sia stata in grado di muovermi e di intrattenermi per tre giorni interi. Se dovessi scegliere le mie tre esibizioni preferite sicuramente farei i nomi di: Mahmood, Fast Animals and Slow Kids e Myss Keta. Il primo perchè la mia anima pop non ha potuto resistere ad un’esibizione così pazzesca: Alessandro tiene il palco in modo naturale, ha una voce strepitosa ed è sicuramente all’altezza della sua vittoria a Sanremo e del suo secondo posto all’Eurovision Song Contest. Inoltre ha arricchito la sua performance invitando sul palco Sfera Ebbasta per Calipso, e Gué Pequeno per duettare su Soldi

I FASK sono stati la mia personale rivelazione di questo festival: se dopo aver ascoltato sotto consiglio (o per meglio dire obbligo) di un’amica il loro ultimo album ne ero rimasta piacevolmente sorpresa, la loro esibizione live mi ha rubato il cuore rendendomi pronta a seguirli in giro per l’Italia senza se e senza ma! Sul palco hanno una carica incredibile, Aimone (il cantante) particolarmente, e con il loro stile rock n’roll interagiscono e intrattengono il pubblico non lasciando altra opzione se non quella di saltare e cantare insieme, facendo passare in secondo piano anche gli evidenti problemi di volume che si sono presentati quella sera

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Crediti foto: MI AMI Festival – FB

Ultima, ma non per importanza, l’esibizione di Myss Keta.

Lo ammetto, non ero per niente convinta di volerla vedere dal vivo: il suo album mi ha lasciata molto perplessa e l’ho trovato abbastanza scadente, ma non appena la Myss è salita sul palco esordendo con un semplice “ciao Milano”, sono stata conquistata. Nonostante i testi delle sue canzoni siano come si dice oggi, “trash”, Myss Keta è una vera e propria entertainer: durante la sua ora sul palco ci ha fatti ballare, cantare, ridere e ci ha portato anche degli ospiti d’eccezione tra cui Elodie e di nuovo Gué e lo stesso Mahmood. È stato un concerto molto piacevole che mi ha fatto ricredere su di lei come artista.

Insieme a tutto questo, bisogna anche sottolineare l’incredibile atmosfera che si respira solo passeggiando all’interno del parco che ospita il festival: è un ambiente familiare, anche per chi ci mette piede per la prima volta, ci si sente circondati da vecchi amici con i quali prendere una birra e fare due chiacchiere.

Il fatto che oltre alla musica fossero presenti anche artisti, grafici, letture di poesie, talks e attività culturali, rende l’ambiente del MI AMI pluritematico e stimolante, senza lasciare il minimo spazio alla noia. (Per la lista completa degli artisti di MI PARLI e MI FAI visitate il sito ufficiale del festival – https://www.miamifestival.it/2019/index.php)

Mi ritengo molto soddisfatta della mia prima esperienza a questo festival e ci sono ottime possibilità che il prossimo anno ricada nell’acquisto dell’abbonamento, anche perchè i braccialetti riservati agli abbonati sono davvero molto carini.

Giorgia

#NEWMUSICDISTRESS | GIULIA MARTINELLI E IL SUO WANDERLUST

Rieccoci con la nostra rubrica #NewMusicDistress!

Oggi la dedichiamo a una cantautrice molto speciale di cui vi avevamo parlato un po’ di tempo fa: Giulia Martinelli.

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Crediti foto: Giulia Martinelli – FB

 

Wanderlust, uscito lo scorso 19 aprile, è il suo nuovo disco e la parola che da il titolo all’album è un termine inglese che si riferisce al desiderio di viaggiare e di scoprire il mondo, voglia che contraddistingue Giulia in prima persona, figlia di una generazione che ha voglia di aprirsi al mondo e vedere cosa c’è al di fuori della propria cameretta e del proprio Paese.

Nota dopo nota e parola dopo parola possiamo trovare una più forte maturità, sia sul piano emotivo sia su quello musicale. Giulia, infatti, ha collaborato con molti professionisti per la realizzazione di Wanderlust, su cui ha lavorato per un anno.

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Crediti foto: Giulia Martinelli – FB

Nel disco troviamo un racconto che si svolge attraverso cinque città: San Francisco, New York, Milano, Madrid e Bonn.

Something in Between è la canzone che apre il disco (nonché la nostra preferita) e che ci racconta della San Francisco in cui Giulia ha vissuto per un periodo della sua vita, con tutti i suoi alti e bassi. Proseguiamo poi con New York, vera e propria dichiarazione d’amore verso la Grande Mela, in cui la cantautrice descrive i luoghi della città a cui è più legata. Non manca di certo l’amore per la città in cui Giulia porta avanti i suoi studi, ossia Milano, che ritroviamo in WanderlustDear You, dedicata a Madrid, è una lettera ad un perfetto sconosciuto che Giulia immagina arriverà prima o poi nella sua vita. A chiudere il lavoro in studio, invece, troviamo Backup Plan e l’ultima città: Bonn.

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Crediti foto: Giulia Martinelli – FB

È un disco che racchiude suoni e argomenti più maturi, ma anche il sound che da tempo contraddistingue la musica di Giulia, ossia un cantautorato sulla scia di influenze americane come Taylor Swift. In alcune canzoni possiamo infatti notare la vicinanza che c’è tra lei e i primi Taylor Swift e Fearless della cantante di Nashville.

Noi vi consigliamo vivamente di correre su Spotify e di ascoltarlo perchè ne vale davvero la pena e perché soprattutto è sempre bello dare una chance e valorizzare gli artisti emergenti nel nostro Paese!

Tracklist

Something in Between

New York

Wanderlust 

Dear You

Backup Plan

 

Buon ascolto!

 

Serena 

 

I Segreti: Intervista alla nuova promessa dell’It-Pop

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Crediti foto: Jacopo Barattieri

Oggi vogliamo parlarvi dei Segreti, una band pop italiana nata a Parma nel 2013 e formata da Angelo Zanoletti, Emanuele Santona e Filippo Organini. Li abbiamo intervistati per farveli conoscere meglio ed ecco com’è andata!

Descrivetevi in tre parole alle persone che ancora non vi conoscono.  

Molto semplice: siamo bravissimi, incredibili e simpatici…

Come sono nate la band e il disco? 

Siamo nati nel 2013 con il nome “I Segreti di Charlotte”, nel corso degli anni e dopo vari cambi di formazione siamo arrivati ad avere quella attuale insieme a sei canzoni pronte per essere registrate. Inizialmente doveva essere addirittura un EP di prova, anche perché non avevamo mai lavorato in uno studio di registrazione. Poi successivamente ci siamo convinti di fare un vero e proprio disco aggiungendo altri due brani (“Come un cane e “Sofia”) In quel periodo abbiamo deciso di salutare definitivamente Charlotte rimanendo più semplicemente “ I Segreti”. 

Come mai avete scelto il nome I Segreti per la vostra band? 

L’abbiamo scelto perché credevamo potesse dare il giusto sfondo alle canzoni che facciamo. Secondo noi poteva creare il canale giusto per ascoltare meglio quello che abbiamo da dire.

Quando avete deciso che questo era ciò che volevate fare realmente nella vostra vita? 

In realtà è sempre stata una non scelta, dal momento in cui le cose le fai con naturalezza e spontaneità c’è poco da scegliere diciamo… Abbiamo iniziato e continuiamo semplicemente a fare ciò che ci piace (sperando di non aver sbagliato strada ovviamente). 

Il vostro primo EP si chiama I Segreti di Charlotte, come mai avete scelto proprio il nome Charlotte? 

L’abbiamo scelta semplicemente perché ci piaceva, se non ricordiamo male abbiamo scelto il nome appena uscita “Charlotte” dell’ “Officina della camomilla”. Il concetto dei Segreti e il senso del nome era già presente, dovevamo solo cercare un nome che ci piacesse e ci appartenesse.

Voi siete di Parma, ma nel vostro album c’è una canzone su Bologna: che rapporto avete con quest’ultima? 

Bologna è una città che amiamo molto, ognuno di noi ci ha vissuto qualcosa di diverso e per questo l’abbiamo scelta come ambientazione per questa storia d’amore, è una città che regala sempre tanto e chiede poco.

Quali sono i vostri riferimenti musicali? 

Ovviamente essendo un gruppo ognuno ha i suoi: diciamo che i nostri principali riferimenti sono sicuramente  De Gregori, Vasco e i The Beatles, poi ne potremmo scrivere altri mille.

Voi usate tantissimo Instagram, com’è il vostro rapporto con i social? 

I social sicuramente sono un’arma importante da usare ai giorni nostri, sono diventati il canale di comunicazione principale per rapportarsi col pubblico. Detto questo noi non ci sentiamo esagerati nell’usarli, ci teniamo molto di più a vivere la realtà dei concerti, conoscere le persone che ci seguono e trasmettere il più possibile le nostre emozioni sul palco. Che sia molto difficile stare fuori dai social è sicuramente vero però in fin dei conti sappiamo a cosa dare importanza.

È prevista l’uscita di un nuovo singolo tratto da Qualunque Cosa Sia?

Chissà… Su questo non ci pronunciamo…

Come sta andando il tour? Avete progetti dopo la fine dei live? 

Il tour sta andando molto bene, siamo molto contenti delle persone che stiamo conoscendo e che si spostano per venire ai nostri concerti. Questo aspetto crediamo sia qualcosa di impagabile. Una volta finite le date oltre a dormire, ci saranno sicuramente delle sorprese ma rispettando il nostro nome, non diremo quali…

Serena Alessia

Franco126 – Stanza Singola | Recensione Album

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Dopo l’esordio da solista di Carl Brave, adesso è il turno di Federico Bertollini, in arte Franco126, e del suo primo lavoro in studio: Stanza Singola. Sicuramente una delle novità più importanti e più attese di questo #NewMusicFriday.

Stanza Singola ha un sound che non si discosta molto da ciò che eravamo abituati a sentire dal duo trasteverino, ma che allo stesso tempo prende sempre più una direzione verso la nuova musica d’autore italiana, lasciandosi alle spalle quell’ibrido fra trap e cantautorato. Il disco è stato scritto partendo da alcune basi anonime trovate su YouTube, sulle quali Federico ha composto la melodia delle canzoni per poi riprendere tutto il materiale in studio di registrazione trasformandoli in veri e propri inediti.

Nel disco troviamo anche altri nomi della musica italiana: dal featuring con Tommaso Paradiso dei Thegiornalisti alle chitarre di Giorgio Poi su Stanza Singola, Parole Crociate, Ieri l’altro e Oi Oi.

Nonostante i progetti solisti di Carl Brave e Franco126 siano completamente diversi tra loro, è inevitabile esprimere una preferenza tra i due e la nostra va sicuramente a Franco126, che è riuscito a stupirci già dal primo ascolto!

Tracklist

San Siro
Stanza Singola
(feat. Tommaso Paradiso)
Brioschi
Fa Lo Stesso
Parole Crociate
Nuvole Di Drago
Frigobar
Oi Oi
Vabbè
Ieri L’altro

Serena