#FlickerWorldTour | Niall Horan live all’Unipol Arena di Bologna

niall 2
Credit foto: Christian Tierney (Instagram)

Ieri sera sono stata all’Unipol Arena di Bologna per la prima data italiana del Flicker World Tour di Niall Horan, ex One Direction (speriamo però non per sempre). Tralasciando il fatto che non ho mai assistito ad un concerto da posti così lontani dal palco e che non sono riuscita a godermelo in pieno come avrei voluto, anche Niall ha dimostrato di sapere il fatto suo in quanto a live show da solista.

niall 5
Credit foto: Christian Tierney (Instagram)

Già dalla prima canzone, On The Loose, si capisce quanto in mezzo agli altri quattro venisse oscurato dalla presenza di voci come quelle di Harry Styles e Zayn Malik. Perchè sì, è innegabile che chiunque sia stato ad un concerto dei 1D da solista li abbia nettamente preferiti così e non come gruppo.

Niall ci sa proprio fare e riesce a tenere il palco da solo come se lo avesse sempre fatto in questo modo. Nessun effetto speciale e nessuna scenografia, solo lui, la sua band e delle luci enormi sullo sfondo a forma di N e di H. Tra una chiacchiera e l’altra insieme al pubblico,  il live continua sulle note di pezzi estratti dal suo primo album da solista: The Tide, This Town, Paper Houses e You and Me. Poi lascia il posto anche a delle cover, da Dancing in the Dark di Bruce Springsteen a Crying in the Club di Camilla Cabello. Accostamenti un po’ azzardati, ma che hanno reso il tutto ancora più coinvolgente.

niall 4
Credit foto: Christian Tierney (Instagram)

Anche lui, proprio come Harry, non fa mancare dei brani dal repertorio dei One Direction, rispolverando pezzi come Fool’s Gold, a cui va assegnato il premio di momento più emozionante della serata insieme all’esecuzione di Flicker, e Drag Me Down.

Visto quanto ho amato questo album, avevo aspettative molto alte sul concerto e, nonostante la posizione un po’ infelice, direi siano state più che soddisfatte. Tornare ad esibirsi in delle arene e in Italia, dove dice di aver trovato il pubblico più caloroso, sicuramente non sarà stato un momento speciale solo per lui, ma anche per tutti i presenti e non vediamo l’ora di rivederlo! 😉

niall 1
Credit foto: Christian Tierney (Instagram)

Tracklist:

On The Loose

The Tide

This Town

Paper Houses

You and Me

Dancing in the Dark (Bruce Springsteen cover)

Seeing Blind

Too Much To Ask

Flicker

Fool’s Gold (One Direction cover)

So Long (inedito)

Since We’re Alone

Fire Away

Crying in the Club (Camilla Cabello cover)

Mirrors

Drag Me Down (One Direction cover)

Slow Hands

On My Own

Serena

 

Harry Styles Live all’Unipol Arena di Bologna| Recensione Concerto

Foto 04-04-18, 21 14 35

Il 2 e il 4 aprile, Harry Styles, è tornato in Italia per le tappe italiane del suo nuovo tour, rispettivamente a Milano, al Forum di Assago, e a Bologna, all’Unipol Arena. Noi siamo state alla data bolognese e proprio come per la data all’Alcatraz di Milano di novembre, siamo rimaste estasiate dallo spettacolo che Harry riesce a creare.

Il countdown all’inizio del concerto viene accompagnato da uno schermo sul quale appaiono le mani di Harry alle prese con un cubo di Rubik, cubo che viene completato esattamente qualche istante prima dell’arrivo del cantante sul palco. Styles sale sul palco qualche minuto dopo le 21 con uno dei suoi completi firmati Gucci, questa volta tutto rosa. Il live si apre con Only Angel, a seguire Woman, Ever Since New York, Two Ghosts per poi passare a brani dal repertorio dei One Direction (Stockholm Syndrome e What Makes You Beautiful), il tutto accompagnato da due cover già presenti nella scaletta dello scorso tour: Just A Little Bit Of Your Heart di Ariana Grande e The Chain dei Fleetwood Mac. 

Foto 04-04-18, 21 27 59

Passiamo alle new entry di questa scaletta: Medicine, Anna e If I Could Fly (cover dei One Direction). I primi, due inediti che PURTROPPO non sono entrati a far parte della tracklist del suo primo album da solista e che speriamo decida presto di rilasciare in versione studio.

Tra una canzone e l’altra riesce come sempre ad interagire moltissimo con il pubblico: racconta della cena alla Francescana di Modena, fa alcune domande a delle ragazze e porta due torte di compleanno ai cameraman. Annulla quasi completamente quel distacco che solitamente si crea tra audience e artista, passando in mezzo ad una passerella tra i fans per raggiungere il B Stage, dove esegue Sweet Creature e If I Could Fly, creando uno dei momenti più emozionanti della serata.

Foto 04-04-18, 22 04 10

Anche questa volta Harry è riuscito a dimostrare quanto valga come artista e quanto per lui sia importante portare uno show che sia il più semplice ed emozionante possibile. Nessuna scenografia, solo lui e la sua band, qualche luce e degli schermi giganti che ritraggono ciò che succede sul palco. Il tutto accompagnato dal calore del pubblico.

Che dire se non che non vediamo l’ora di sentire nuova musica e che torni in tour il prima possibile?

Foto 05-04-18, 11 42 55

Setlist:

Only Angel

Woman

Ever Since New York

Carolina

Stockholm Syndrome (One Direction cover)

Just A Little Bit Of Your Heart (Ariana Grande cover)

Medicine (inedito)

Meet Me In The Hallway

Sweet Creature

If I Could Fly (One Direction cover)

Anna (inedito)

What Makes You Beautiful (One Direction cover)

Sign Of The Times

Encore:

From The Dining Table

The Chain (Fleetwood Mac cover)

Kiwi

Serena

 

 

 

 

Harry Styles live all’Alcatraz di Milano | Recensione Concerto

Ieri sera Harry Styles si è esibito sul palco dell’Alcatraz di Milano per chiudere in bellezza la leg europea del suo primo tour da solista.

Foto 11-11-17, 11 35 42

Harry sale sul palco alle 20:30 spaccate, facendo intravedere la sua figura dietro un tendone rosa pieno di fiori. All’improvviso il sipario cade giù ed ecco che inizia a cantare Ever Since New York.

Già dalla prima canzone si capisce la bravura dell’ex – One Direction, che fin da subito riesce a stregare il pubblico presente con la sua chitarra e la sua voce. Il live continua con altri brani estratti dal suo disco: Two Ghosts, Carolina, Sweet Creature, Only Angel, Woman, Meet Me In The Hallway e Kiwi.

Foto 11-11-17, 11 34 55

Arriva il momento di dare un tocco in più al concerto e cosa c’è di meglio di un salto indietro nel tempo fino ad arrivare a canzoni che Styles scrisse per altri e ad alcuni brani del repertorio dei One Direction? Da Just A Little Bit Of Your Heart (scritta per Ariana Grande) a Stockholm Syndrome per poi arrivare a What Makes You Beautiful, il tutto in un nuovo arrangiamento che rende tutto più rock.

Oltre ad essere un bravo musicista, ha dimostrato anche di avere un gran talento nell’intrattenere il pubblico e soprattutto a mostrare tutto l’animo genuino che lo contraddistingue, sia come artista sia come persona. Ride e scherza con il pubblico, si diverte a dire frasi in italiano e soprattutto invita i presenti ad essere loro stessi, ad essere ciò che vogliono e a fare ciò che li fa stare bene.

Foto 11-11-17, 11 35 12

E tra una battuta e l’altra continua a suonare. Arriva il momento di From The Dining Table, The Chain (cover dei Fleetwood Mac), un bis di Kiwi richiesto dal pubblico per poi finire con il primo singolo che l’ha portato in vetta alle classifiche mondiali, Sign Of The Times.

Avevo visto Harry più volte su un palco insieme ai One Direction e sapevo già quanto valesse come cantante, ma vederlo da solo in un contesto del genere mi ha fatto capire quanto questo nuova direzione musicale gli appartenga (senza nulla togliere alla boyband, ovviamente). Sembra essere nato per esibirsi in piccoli teatri, insieme alla sua band, alla sua chitarra e ai suoi completi a fiori.

Questo live è stato decisamente uno dei migliori che io abbia visto negli ultimi mesi, se non addirittura anni.

Che dire, mettete qualche soldo da parte e cercate di trovare un biglietto per le prossime date che farà in Italia nel 2018 (Milano e Bologna). Anche i più scettici non amanti dei One Direction si ricrederanno, ve lo posso assicurare! 😉

Serena

Niall Horan – Flicker | Recensione Album

Niall Horan – Flicker | Recensione Album

nintchdbpict0003595998092

Ieri è uscito uno degli album più attesi di questi ultimi mesi, Flicker di Niall Horan.

Da fan dei One Direction, ero talmente curiosa di ascoltare questo disco che ho aspettato l’uscita a mezzanotte e credo di aver fatto molto bene visto che è in loop su Spotify da ieri.

NiallHoran_temporary

Flicker è un disco dal gusto decisamente pop, che mixa brani dall’aria leggera e spensierata a ballad come Paper Houses.

Tredici tracce tra le quali spiccano i singoli This Town, Slow Hands e Too Much To Ask, accompagnate da altre canzoni degne di nota come On The Loose, Flicker e Seeing Blind con Maren Morris. Che dire se non che è un disco decisamente ben prodotto in cui spicca tutto il talento dell’ex – One Direction irlandese, sia come cantante che come autore.

Niall racconta di aver lavorato su questo album durante tutto l’ultimo anno e mezzo e di aver messo in queste canzoni i suoi pensieri e le sue emozioni.

In conclusione devo dire che è stata una sorpresa del tutto inaspettata visto che i singoli non mi avevano colpito così tanto, ma ascoltando l’album per intero non si può non apprezzare un lavoro del genere. Quindi, se non l’avete ancora ascoltato, correte a farlo e non ve ne pentirete! 😉

Tracklist:

On The Loose

This Town

Seeing Blind ft. Maren Morris

Slow Hands

Too Much To Ask

Paper Houses 

Since We’re Alone

Flicker

Fire Away

You And Me

On My Own

Mirrors

The Tide

Serena

Harry Styles: Behind the Album | Tutti i retroscena su uno dei dischi del 2017

Ieri è stato rilasciato da Apple Music il documentario che racconta il processo di creazione dietro al tanto atteso album dell’ex One Direction Harry Styles.

Nel documentario ci troviamo di fronte ad Harry, alla sua band e al produttore alle prese con la scrittura delle canzoni; il tutto intervallato dalle performances live del cantante di sei canzoni estratte dall’album Harry Styles, uscito lo scorso 12 maggio.

Harry apre il documentario raccontando della sua passione per i Beatles e parlando degli studi di Abbey Road, dicendo di essere rimasto completamente senza parole la prima volta in cui vi entrò dentro. Dopo questa breve introduzione, partiamo con la prima performance live: Only Angel. Tra un accordo e l’altro dice di non aver mai avuto l’occasione di concentrarsi su un album intero come ha fatto con questo ed inizia a raccontare la storia dietro alla nascita di questo, a mio parere, splendido disco.

Tutto ebbe inizio in Giamaica, dove Harry rimase per due mesi: nessuno sapeva dove fosse. Si trattava di un piccolo segreto tra l’artista e i musicisti che gli stavano intorno, cimentandosi così in un’esperienza di scrittura del tutto nuova e vivendo uno dei periodi più belli della sua vita. In Giamaica sono state scritte sei canzoni delle dieci che poi andranno a comporre l’album.

harry-styles

Dopo il secondo live, quello di Two Ghosts, arriva il momento di fare un passo indietro, indietro fino al concerto dei One Direction a San Siro. Il catante racconta di aver amato tantissimo il periodo passato con la band e di non aver mai sentito la necessità di fingere che gli piacesse o di essere qualcun’altro. Subito dopo la pausa presa dalla band il cantante ha sentito la necessità di tornare un po’ a casa per passare del tempo con la famiglia e con gli amici, ma allo stesso tempo sentiva di non riuscire a star fermo a lungo, aveva bisogno di scrivere, di dire tutto quello che pensava.

Arriva il turno di Kiwi. Sulle note di questa canzone scopriamo quanto Harry sia affezionato alla propria band e ad uno di loro in particolare, con cui ha scritto la maggior parte delle canzoni: Mitch Rowland, uno dei chitarristi.

Passiamo ad un’altra canzone: Sweet Creature. Niente di meglio di questa melodia per accompagnare la descrizione del produttore del disco, Jeff Bhasker, colui che è stato capace di trovare del buono nelle canzoni anche quando non c’era.

Mentre Harry canta Carolina scopriamo che è stata l’ultima canzone scritta per l’album. Era il pezzo mancante, quel pezzo divertente che non era ancora stato incluso. Un pezzo talmente piacevole da riuscire ad includere una pentola tra gli strumenti.

Arriviamo alla fine e quindi a Sign Of The Times, la canzone che ha fatto sì che l’album fosse effettivamente un disco, un brano scritto da Styles in soli cinque minuti al piano.

Che dire se non che Apple Music è riuscita di nuovo a colpire nel segno? Anche se, ovviamente, il soggetto ci ha messo del suo 😉

Serena