Musica dal mondo

Oggi, per proseguire il nostro viaggio acustico in giro per il mondo, vogliamo proporvi alcuni titoli che mescolano tradizioni musicali a noi più famigliari a tradizioni lontane e, spesso, in lingue a noi incomprensibili, a dimostrazione che l’unione delle culture non può che creare meraviglie! Come sempre, siamo super curiose di sentire anche i vostri consigli in merito e, se non siete esperti in materia, continuate a leggere perché ce n’è per tutti i gusti!

Titolo: Amalia Fado
Artisti: Marco Mengoni feat. Vanessa da Mata e Selton
Lingue: italiano + portoghese brasiliano 🇮🇹🇧🇷

Nel suo ultimo album, intitolato Atlantico e pubblicato nel 2018, Marco Mengoni ha voluto includere più influenze internazionali, non solo con il famosissimo singolo Hola, in cui ha duettato con Paul Walker, ma anche cantando in altre lingue, come lo spagnolo e il portoghese. Non a caso, questo disco è il risultato di alcuni anni passati a viaggiare alla ricerca di nuovi input. In particolare, ci ha convinte tantissimo la traccia Amalia Fado, a cui hanno collaborato la famosa cantautrice brasiliana Vanessa da Mata e il gruppo italo-brasiliano Selton. Il risultato è un brano movimentato e allegro, che mette voglia di ballare, con riferimenti al fado portoghese, come si intuisce dal nome. Secondo noi, è un tentativo molto ben riuscito di modernizzare e diffondere tradizioni musicali meno conosciute, senza rinunciare all’immediatezza del pop.

Titolo: Combo
Artisti: Ghali feat. Mr Eazi
Lingue: italiano + pidgin ghanese-inglese 🇮🇹🇬🇭

Sulla scena musicale italiana, Ghali è già da qualche anno conosciuto non solo per il fortunato periodo che il suo genere – la trap – sta vivendo, ma anche per essere divenuto un rappresentante del multiculturalismo, mescolando varie lingue nei suoi pezzi e attingendo a tante esperienze personali per scrivere testi tendenzialmente più profondi di ciò che ci si aspetta da un trapper. I suoi album, anche senza l’aiuto di alcun featuring, si potrebbero già considerare ottimi esempi di musica che varca i confini. Nell’ultimo disco – DNA, 2020 – però, Ghali si è avvalso di un paio di collaborazioni che hanno reso ancora più evidente il suo desiderio di allargare gli orizzonti dei suoi fan. La nostra preferita è Combo, realizzata insieme a Mr Eazi, un cantante nato in Nigeria ma trasferitosi in Ghana, paese dove la sua attività come musicista è cominciata. Il risultato, in questo brano, è un sound famigliare ma al tempo stesso originale, diverso dalla trap pura, ma non troppo lontano dai gusti del grande pubblico italiano. Un altro featuring interessante tratto dallo stesso album è quello con Soolking, un artista algerino conosciuto anche in Francia, che ha duettato con Ghali nel brano Jennifer.

Titolo: SUGA’s Interlude
Artisti: Halsey feat. SUGA (BTS)
Lingue: inglese + coreano 🇺🇸🇰🇷

Chiudiamo i nostri consigli di oggi allontanandoci dall’Italia, per un viaggio che ci porta ai due lati opposti del mondo: gli Stati Uniti e la Corea del Sud. Halsey è la cantautrice americana conosciuta ai più per il featuring in Closer con i Chainsmokers, ma nel suo terzo album – Manic, 2020 – non ha di certo voluto marciare su questa eredità producendo hit radiofoniche, anzi: il sound spazia dall’elettropop all’hip hop, passando per il country e l’alternative rock. Insomma, non è un album banale, come confermato dalla critica, che l’ha accolto favorevolmente. La tracklist include tre “interlude”, cioè brani in cui la cantante ha collaborato con altri artisti, dando il loro nome alla traccia. Uno di questi è proprio SUGA’s Interlude, dal nome di SUGA, un membro della famosissima boyband di k-pop BTS, che ha firmato la parte di rap in coreano alternata alle strofe di Halsey. Il brano è stato definito dalla stessa cantante una “ballata k-pop che esplora il tema della soddisfazione personale, dell’odio verso sé stessi e dell’egoismo, per incoraggiare i fan a perseguire i propri sogni”. L’atmosfera creata dal brano è di un’inquietudine soffusa, intervallata da momenti che esprimono più energia e determinazione, specialmente nei pezzi rap. Per noi, questa traccia è uno splendido esempio di unione di lingue e culture, anche musicali, che potrebbe spingere i fan di entrambi i lati ad avvicinarsi a qualcosa di diverso. Per chi, invece, preferisce il ritmo e il sound del k-pop, vi ricordiamo che Halsey aveva già collaborato con i BTS nella traccia Boy With Luv , tratta dal loro album Map of the Soul: Persona.

Dopo aver toccato ben quattro continenti, vi auguriamo un buon proseguimento di quarantena, sperando che i nostri consigli possano tenervi compagnia! Come sempre, aspettiamo commenti e suggerimenti, per continuare a viaggiare e ad allargare i nostri orizzonti musicali pur rimanendo a casa 🏠

I DISCHI DA RECUPERARE IN QUARANTENA | #IORESTOACASA

Quarantena forzata? Niente panico, ci sono un sacco di cose che si possono fare a casa per passare il tempo e per aiutarci in questo momento poco fortunato delle nostre vite! Noi ad esempio vi proponiamo alcuni dei nostri dischi preferiti che secondo noi possono aiutarvi a distogliere per qualche ora la mente dal panico generato dall’emergenza Covid-19!

La Vita VeramenteFulminacci 

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Filippo Uttinacci, in arte Fulminacci, classe 1997. Cantautore romano e forse l’unica vera scoperta del nuovo ITPOP.  A proposito del suo disco dice: ”La vita veramente è un disco pieno di me e questa è sicuramente la cosa più bella. Lo considero un album estremamente vario, quasi schizofrenico nella sua proposta stilistica, ma nonostante questo nessun brano risulta figlio unico, ha una coerenza tutta sua e rispecchia la mia voglia di sperimentare e di non fermarmi mai, neanche quando sono soddisfatto. Parlo di amori e rincorse, di tangenziali e gite, tradimenti e caffè, sigarette, ascensori e semafori, insomma parlo della vita, veramente.”

Canzone preferita: La soglia dell’attenzione.

Fine LineHarry Styles

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Fine Line è il secondo album in studio del cantante britannico Harry Styles. Disco pieno di citazioni, dai Queen a David Bowie, con un sound che va dal britpop al folk – rock.

Canzoni preferite: Adore You, Falling, Sunflower, Vol.6.

LoverTaylor Swift

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Settimo lavoro in studio per Taylor, Lover è un disco pieno di emozioni e di amore che racconta di una donna che è riuscita a trovare finalmente un po’ di serenità in un mondo che ultimamente le aveva dato del filo da torcere.

Canzoni preferite: Death By A Thousand CutsAfterglow.

Magmamemoria MMXX (Deluxe Edition) – Levante 

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Quarto album in studio, Magmamemoria è un disco sulla memoria, sul non poterla mai cancellare completamente dalle nostre vite, su qualcosa che alla fine torna sempre a galla.

Canzone preferita: Saturno.

DNAGhali

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DNA è il secondo disco di Ghali e il suo sound inizia a discostarsi un po’ da quello che era stato l’esordio trap del rapper, senza mai però abbandonare le sue radici.

Canzoni preferite: DNA, 22:22.

Happiness BeginsJonas Brothers

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Ritorno in grande stile per i Jonas Brothers! Ok, niente a che vedere con i vecchi album e con il loro sound, ma dobbiamo ammettere che anche questo si difende bene!

Canzone preferita: Hesitate.

E’ Sempre BelloCoez

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Devo ammettere che al primo ascolto non mi aveva entusiasmato tanto ai livelli dei vecchi dischi, ma facendoci un po’ l’orecchio e sentendolo live per la prima volta devo ammettere che anche questa volta Silvano ha quasi colpito nel segno.

Canzoni preferite: La tua canzone, Fuori di me.

Fuori Dall’Hype (Ringo Starr)Pinguini Tattici Nucleari

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Due anni dopo l’uscita dell’ultimo disco della band di Bergamo, arriva Fuori dall’Hype che li porta sul palco di Sanremo con Ringo Starr e i Pinguini Tattici Nucleari, che si erano guadagnati una piccola fetta di pubblico di nicchia, arrivano anche alle orecchie di chi ascolta solo musica mainstream.

Canzoni preferite: Ridere, Antartide.

Cip!Brunori Sas

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Quinto disco in studio che mischia influenze di Rino Gaetano, De Gregori e Dalla. Si passa da brani più emozionali a brani impegnati sul piano politico, uno dei tratti distintivi del cantautore calabrese.

Canzone preferita: Per due che come noi.

 

Non ci resta che augurarvi buon ascolto e farci sapere cosa ne pensate! 😉

 

Serena 

 

 

IL RITORNO DEI LOST | INTERVISTA ALLA BAND VICENTINA

Con l’uscita del nuovo singolo e del loro ritorno sulla scena musicale abbiamo avuto il piacere di fare quattro chiacchiere con la band che ha segnato la nostra adolescenza e siamo davvero contente del risultato e di ciò che ci hanno raccontato.

Non ci resta che augurarvi una buona lettura!

Crediti foto: LOST – Ufficio Stampa

Per cominciare: come vi presentereste a quella generazione che non vi conosce e che non è cresciuta guardando TRL?

Personalmente non mi è mai piaciuto dovermi presentare, forse perchè ho sempre avuto paura di non essere obiettivo. Preferisco lasciare che sia la nostra musica a parlare per noi, per ciò che siamo stati e ciò che rappresentiamo ora.

Cosa vi ha spinti a tornare sulle scene dopo quasi 10 anni dal vostro ultimo disco?

Quando inizi un cammino come quello dei Lost, difficilmente riesci a restarci lontano. Ogni giorno pensi a tutto quello che ti ha dato e dove potrebbe portarti ancora. Senti che nella tua vita manca qualcosa che fino a poco prima era l’essenza delle tue giornate. Credo che, in maniera inconsapevole, io e i ragazzi sapevamo già che un giorno le nostre strade si sarebbero incrociate di nuovo. Il palco non ha mai smesso di chiamarci.

Il 2009 per voi, come per band come i Finley o i Dari, è stato forse il periodo di massimo successo: cosa vi manca di più di quegli anni?

In quel periodo, per il genere musicale che amavo e suonavo, la scena italiana e internazionale era nel massimo splendore e progrediva sugli stessi binari. Il web era un’alternativa e non una cosa essenziale nella vita di tutti. La musica non aveva una scadenza di qualche settimana e i video musicali li aspettavi e te li godevi ancora in Tv. Ora tutto è più veloce, ci sono troppi social e il pubblico è sparso nella giungla di internet e c’è il rischio di affezionarsi meno alle cose.

Come è cambiata l’industria discografica per un artista rispetto a quando avete debuttato con il primo disco?

Sicuramente il web ha stravolto l’intero ecosistema sui cui si basava l’industria discografica. Da un lato ha dato molte più possibilità ai giovani artisti di emergere e farsi notare ma dall’altro lato c’è molta più competizione. Il mercato porta la musica a dover essere consumata molto più velocemente e l’artista non può più permettersi il lusso di far aspettare il proprio pubblico per troppo tempo come capitava prima.

 

Una canzone buona, il vostro nuovo singolo, racconta di una generazione segnata dalle paure e dalle ambizioni. Quali sono le vostre?

La nostra generazione si trova di fronte ad un futuro incerto, con tanti quesiti e poco tempo per trovare delle risposte. Abbiamo paure che nascondiamo dietro a dei post fingendo un sorriso posato, incalzati dal raggiungere la vita perfetta mostrata dall’influencer di turno. Sembra una gara a chi ha di più e nel frattempo dobbiamo fare i conti anche con un pianeta che sta chiedendo aiuto e noi che facciamo ancora troppo poco per salvarlo.

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Crediti foto: LOST – Instagram

Com’è nata la canzone? Qualche aneddoto speciale?

Dopo che abbiamo deciso di rimettere in piedi il progetto, abbiamo iniziato a scrivere molto materiale, ma più scrivevamo e più non eravamo convinti di ciò che avevamo tra le mani. Poi una sera, senza cercarla, è nata nella mia testa la melodia di “Una canzone buona” e nel giro di un paio di giorni era pronta. Una canzone che rispecchia ciò che siamo ora.

Un aneddoto speciale? Abbiamo deciso di far uscire il singolo lo stesso giorno in cui uscì nel 2009 “Sospeso”, il nostro secondo disco.

Sono cambiati i vostri riferimenti musicali negli anni oppure no?

I nostri gusti musicali sono sempre in continua evoluzione ed è una fortuna perchè questo ci permette di scrivere musica senza vincoli.

Avete un nuovo disco in cantiere?

Al momento nessun disco, ma tanto materiale tra le mani. Perciò non vediamo l’ora di far uscire nuova musica al più presto.

Cosa vi aspettate dal futuro?

Il nostro obiettivo è portare in giro il nostro show, la nostra musica, portare alla gente la dimensione che più amiamo ovvero quella dei live.

Per finire: ci raccontate un ricordo speciale degli anni di MTV che avete come band?

Vincere un premio agli Mtv Europe Music Awards è stato un momento che se ci ripenso ancora non mi sembra vero. Ritrovarsi a Berlino seduti a fianco di Dave Grohl e poi prendere l’ascensore insieme a Katy perry non è una cosa che ti capita tutti i giorni.

 

 

Serena, Alessia, Giorgia

#NEWMUSICDISTRESS | OPPOSITE – VIA DI QUA

Come sapete amiamo le novità in ambito musicale e oggi vi presentiamo un duo modenese: le Opposite!

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Crediti foto: Opposite – IG

Due ragazze, Francesca (22 anni) e Camilla (21), entrambe nate e cresciute in provincia di Modena, che si sono avvicinate alla musica fin da piccole. Francesca ha cominciato all’età di 6 anni suonando il pianoforte, mentre Camilla comincia a suonare il sax ad 8 anni e si iscrive alla scuola di danza dove ha ballato hip hop per i successivi 11 anni. Durante il liceo si sono conosciute per caso suonando in una band della scuola e da quel momento l’amore per la musica le ha unite indissolubilmente. Un pomeriggio hanno deciso di postare sui social un mash up per gioco e, dopo aver visto la reazione del pubblico, aprono un canale YouTube dove caricano i loro video.

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Crediti foto: Opposite – IG

Via di qua è il loro primo e nuovissimo singolo, uscito lo scorso 10 maggio e già disponibile su tutte le piattaforme digitali. Brano nato a quattro mani in un periodo non facile della loro vita. La sua realizzazione è stata spontanea e non calcolata, nata da un’urgenza espressiva e dalla voglia di farcela.

Canzone nata come acustica e malinconica e poi diventata, in studio di registrazione con l’aiuto del loro produttore, un ossimoro: base un po’ più ritmata e testo non troppo felice. Per l’arrangiamento si sono ispirate al pop internazionale prendendo come riferimento Dua Lipa e Taylor Swift, senza però abbandonare la chitarra acustica che rimane centrale nel pezzo.

A proposito di questo nuovo capitolo le ragazze dicono: ”Siamo felici che qualcosa di nostro sia uscito dopo due anni su YouTube, per noi è un piccolo grande traguardo e un modo di dare a tutte quelle persone qualcosa a cui affezionarsi e fargli capire quale sia realmente il nostro stile, che speriamo sia il più identificativo possibile.”

Vi lasciamo il link alla canzone e al famoso mash up presente su YouTube sperando vi piaccia!

Brano:

YouTube:

Serena

 

KAOS INDIA – WAVE | RECENSIONE ALBUM

Oggi, per la nostra rubrica #NewMusicDistress, vi parliamo di una band Modenese: i KAOS INDIA!

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Gruppo indie-alternative rock nato nel 2012 nell’unico vecchio complesso di grattacieli costruito negli anni ’70 a Modena. I primi tempi sono un cocktail a base di feste, notti interminabili e tanto lavoro fatto al quarto piano di un decadente palazzo con vetrate sulle luci della città. Sono anni vissuti intensamente, con la speranza che quelle luci un giorno possano accendersi su di loro. Tra il 2011 ed il 2015 realizzano due EP ed un album totalmente autoprodotti, suonano tantissimo dal vivo percorrendo migliaia di chilometri e accettando ogni tipo di ingaggio, trovandosi a suonare nelle situazioni più varie e surreali.
Nel 2017, però, qualcosa cambia: iniziano a collaborare con il produttore Pietro Foresti che li aiuta a perfezionare la propria identità di band e con cui cominciano i lavori sulle tracce che saranno contenute nel nuovo album WAVE (Universal Music Italia – 2019). Il sound che ne esce è autentico e personale, ma universalmente riconoscibile e porta la band su palchi importanti fino ad aprire un concerto dei Placebo!
I Kaos India sono formati dal front-man Mattia Camurri, dal chitarrista Fresh, dal bassista Vince Moreo e dal batterista Joe Schiaffi.

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WAVE è uscito lo scorso 2 febbraio 2019, prodotto dal già citato Pietro Foresti e distribuito da Universal Music Italia. Il quartetto di Modena si dice felice del traguardo raggiunto con questo ultimo disco, frutto di anni di incessante lavoro e contenente brani scritti dal gruppo in un periodo di importante evoluzione. A tal proposito Matt, cantante dell band, spiega: “Ci sono periodi nella vita che forzano cambiamenti. WAVE è un album che esplora gli aspetti delle relazioni interpersonali e delle forti emozioni ad esse legate, sia quelle positive che quelle negative. Se dovessi descriverlo attraverso una metafora vi inviterei ad immaginare di passeggiare sul bagnasciuga al crepuscolo, il sole è tramontato ma la luce non ha ancora ceduto completamente al buio. Le onde del mare possono accarezzarvi dolcemente la pelle nuda promettendovi che andrà tutto bene oppure, nel caso il mare (e con lui il vostro animo) sia agitato, colpirvi furiosamente fino a gettare il vostro cuore nel più profondo dei turbamenti”.

I KAOS INDIA sono sicuramente un gruppo che si distacca dalle rock band che abbiamo attualmente nel nostro Paese. Il loro sound, infatti, si avvicina molto di più a influenze che vengono da band come gli Oasis, con suoni perfetti tecnicamente che mischiano voce, chitarra, basso e batteria a testi cantati interamente in inglese. Quest’ultima caratteristica è una delle più importanti tra quelle che contraddistingue la band visto quanto poco la musica italiana azzardi con la lingua inglese e quanto il pubblico nostrano sia poco abituato ad ascoltare cose diverse linguisticamente (sul piano del rock, ovviamente).

Che dire se non che hanno tutte le carte in regola per diventare una delle band più ascoltate non solo in Italia ma anche all’estero? Qui sotto vi lasciamo il link al disco e vi consigliamo vivamente di ascoltarlo! Intanto noi non vediamo l’ora di poterli sentire live a giugno!

Link al disco: https://open.spotify.com/album/5oo14A21DG2OM7NvxhFYVJ?si=koXw3DtBTt-BhZfYkZ6G4w.

 

Tracklist:

A Second

Who Needs Who

Half

The Void

Don’t Stop

Call To Mind

Eyes 

Stay

Close 

Burn Away

 

Serena

”MI AMI, TI AMO” – RECENSIONE CONCERTO 2019

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Crediti foto: MI AMI Festival – FB

Come ormai la maggior parte di voi saprà, da 15 anni a questa parte al Magnolia di Milano si tiene il MI AMI Festival, il festival della musica bella e dei baci.

Lo slogan dell’edizione di quest’anno è stato AMOR VINCIT OMNIA, un’esplicita ode alla potenza dell’amore in tutte le sue forme, compreso quello per la musica.

Il festival è durato dal 24 al 26 Maggio 2019 e, nonostante le avverse previsioni meteorologiche che annunciavano pioggia, temporali e tempeste, sono stati tre giorni asciutti all’insegna del divertimento e dello stare in compagnia, tanto delle persone come della musica.

La line-up era ricchissima sia di nomi ormai già grandi, come Mahmood, Fast Animals and Slow Kids, Motta, Nitro, Ensi, Luca Carboni, Franco 126 e Coma Cose, sia di artisti emergenti come Chadia Rodriguez, Myss Keta, La Rappresentante di ListaI Hate My Village e molti altri! (Per la line-up completa vedi https://www.miamifestival.it/2019/programma.php)

Non possedendo ancora il dono dell’ubiquità non è stato possibile assistere alle performance di tutti gli artisti presenti al festival, ma quelle scelte sono state assolutamente più che soddisfacenti.

Da novizia della scena indie italiana, sono rimasta molto sorpresa da come anche un tipo di musica che alle mie orecchie sembrava banale e senza significato, sia stata in grado di muovermi e di intrattenermi per tre giorni interi. Se dovessi scegliere le mie tre esibizioni preferite sicuramente farei i nomi di: Mahmood, Fast Animals and Slow Kids e Myss Keta. Il primo perchè la mia anima pop non ha potuto resistere ad un’esibizione così pazzesca: Alessandro tiene il palco in modo naturale, ha una voce strepitosa ed è sicuramente all’altezza della sua vittoria a Sanremo e del suo secondo posto all’Eurovision Song Contest. Inoltre ha arricchito la sua performance invitando sul palco Sfera Ebbasta per Calipso, e Gué Pequeno per duettare su Soldi

I FASK sono stati la mia personale rivelazione di questo festival: se dopo aver ascoltato sotto consiglio (o per meglio dire obbligo) di un’amica il loro ultimo album ne ero rimasta piacevolmente sorpresa, la loro esibizione live mi ha rubato il cuore rendendomi pronta a seguirli in giro per l’Italia senza se e senza ma! Sul palco hanno una carica incredibile, Aimone (il cantante) particolarmente, e con il loro stile rock n’roll interagiscono e intrattengono il pubblico non lasciando altra opzione se non quella di saltare e cantare insieme, facendo passare in secondo piano anche gli evidenti problemi di volume che si sono presentati quella sera

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Crediti foto: MI AMI Festival – FB

Ultima, ma non per importanza, l’esibizione di Myss Keta.

Lo ammetto, non ero per niente convinta di volerla vedere dal vivo: il suo album mi ha lasciata molto perplessa e l’ho trovato abbastanza scadente, ma non appena la Myss è salita sul palco esordendo con un semplice “ciao Milano”, sono stata conquistata. Nonostante i testi delle sue canzoni siano come si dice oggi, “trash”, Myss Keta è una vera e propria entertainer: durante la sua ora sul palco ci ha fatti ballare, cantare, ridere e ci ha portato anche degli ospiti d’eccezione tra cui Elodie e di nuovo Gué e lo stesso Mahmood. È stato un concerto molto piacevole che mi ha fatto ricredere su di lei come artista.

Insieme a tutto questo, bisogna anche sottolineare l’incredibile atmosfera che si respira solo passeggiando all’interno del parco che ospita il festival: è un ambiente familiare, anche per chi ci mette piede per la prima volta, ci si sente circondati da vecchi amici con i quali prendere una birra e fare due chiacchiere.

Il fatto che oltre alla musica fossero presenti anche artisti, grafici, letture di poesie, talks e attività culturali, rende l’ambiente del MI AMI pluritematico e stimolante, senza lasciare il minimo spazio alla noia. (Per la lista completa degli artisti di MI PARLI e MI FAI visitate il sito ufficiale del festival – https://www.miamifestival.it/2019/index.php)

Mi ritengo molto soddisfatta della mia prima esperienza a questo festival e ci sono ottime possibilità che il prossimo anno ricada nell’acquisto dell’abbonamento, anche perchè i braccialetti riservati agli abbonati sono davvero molto carini.

Giorgia

I Segreti: Intervista alla nuova promessa dell’It-Pop

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Crediti foto: Jacopo Barattieri

Oggi vogliamo parlarvi dei Segreti, una band pop italiana nata a Parma nel 2013 e formata da Angelo Zanoletti, Emanuele Santona e Filippo Organini. Li abbiamo intervistati per farveli conoscere meglio ed ecco com’è andata!

Descrivetevi in tre parole alle persone che ancora non vi conoscono.  

Molto semplice: siamo bravissimi, incredibili e simpatici…

Come sono nate la band e il disco? 

Siamo nati nel 2013 con il nome “I Segreti di Charlotte”, nel corso degli anni e dopo vari cambi di formazione siamo arrivati ad avere quella attuale insieme a sei canzoni pronte per essere registrate. Inizialmente doveva essere addirittura un EP di prova, anche perché non avevamo mai lavorato in uno studio di registrazione. Poi successivamente ci siamo convinti di fare un vero e proprio disco aggiungendo altri due brani (“Come un cane e “Sofia”) In quel periodo abbiamo deciso di salutare definitivamente Charlotte rimanendo più semplicemente “ I Segreti”. 

Come mai avete scelto il nome I Segreti per la vostra band? 

L’abbiamo scelto perché credevamo potesse dare il giusto sfondo alle canzoni che facciamo. Secondo noi poteva creare il canale giusto per ascoltare meglio quello che abbiamo da dire.

Quando avete deciso che questo era ciò che volevate fare realmente nella vostra vita? 

In realtà è sempre stata una non scelta, dal momento in cui le cose le fai con naturalezza e spontaneità c’è poco da scegliere diciamo… Abbiamo iniziato e continuiamo semplicemente a fare ciò che ci piace (sperando di non aver sbagliato strada ovviamente). 

Il vostro primo EP si chiama I Segreti di Charlotte, come mai avete scelto proprio il nome Charlotte? 

L’abbiamo scelta semplicemente perché ci piaceva, se non ricordiamo male abbiamo scelto il nome appena uscita “Charlotte” dell’ “Officina della camomilla”. Il concetto dei Segreti e il senso del nome era già presente, dovevamo solo cercare un nome che ci piacesse e ci appartenesse.

Voi siete di Parma, ma nel vostro album c’è una canzone su Bologna: che rapporto avete con quest’ultima? 

Bologna è una città che amiamo molto, ognuno di noi ci ha vissuto qualcosa di diverso e per questo l’abbiamo scelta come ambientazione per questa storia d’amore, è una città che regala sempre tanto e chiede poco.

Quali sono i vostri riferimenti musicali? 

Ovviamente essendo un gruppo ognuno ha i suoi: diciamo che i nostri principali riferimenti sono sicuramente  De Gregori, Vasco e i The Beatles, poi ne potremmo scrivere altri mille.

Voi usate tantissimo Instagram, com’è il vostro rapporto con i social? 

I social sicuramente sono un’arma importante da usare ai giorni nostri, sono diventati il canale di comunicazione principale per rapportarsi col pubblico. Detto questo noi non ci sentiamo esagerati nell’usarli, ci teniamo molto di più a vivere la realtà dei concerti, conoscere le persone che ci seguono e trasmettere il più possibile le nostre emozioni sul palco. Che sia molto difficile stare fuori dai social è sicuramente vero però in fin dei conti sappiamo a cosa dare importanza.

È prevista l’uscita di un nuovo singolo tratto da Qualunque Cosa Sia?

Chissà… Su questo non ci pronunciamo…

Come sta andando il tour? Avete progetti dopo la fine dei live? 

Il tour sta andando molto bene, siamo molto contenti delle persone che stiamo conoscendo e che si spostano per venire ai nostri concerti. Questo aspetto crediamo sia qualcosa di impagabile. Una volta finite le date oltre a dormire, ci saranno sicuramente delle sorprese ma rispettando il nostro nome, non diremo quali…

Serena Alessia

#NewMusicDistres: le novità musicali della settimana

E come ogni venerdì eccoci qui con una carrellata di canzoni uscite oggi e durante l’ultima settimana! 😉

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Crediti foto: Pinguini Tattici Nucleari (Facebook) 

VerduraPinguini Tattici Nucleari 

Stanza SingolaFranco126 ft. Tommaso Paradiso

Sentimento esteroLo Stato Sociale

E’ sempre belloCoez

7 ringsAriana Grande

Almost (Sweet Music)Hozier 

Land Of The FreeThe Killers

 

Buon ascolto!

Serena

#NewMusicDistress: le nostre dieci novità musicali del momento | Top 10

Il 2019 è appena iniziato e ci piacerebbe condividere con voi una lista delle 10 canzoni che non riusciamo a smettere di ascoltare in questo momento, sperando di farvi conoscere o apprezzare qualcosa di nuovo e non!

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Crediti foto: Catfish And The Bottleman (Facebook)

Buona lettura, ma soprattutto, buon ascolto!

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Eugenio In Via Di GioiaCerchi

SeltonCuoricinici

Salmo ft. NstasiaIl cielo nella stanza

Marshmello ft. BastilleHappier

Marco Mengoni, Vanessa Da Mata, SeltonAmalia

GazzelleSbatti

The 1975TOOTIMETOOTIMETOOTIME

I SegretiL’estate sopra di noi

CanovaDomenicamara

 

Serena

 

 

The 1975 – A Brief Inquiry Into Online Relationship | Recensione Album

 

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A due anni dall’uscita del loro secondo lavoro in studio, I Like It When You Sleep, for You Are So Beautiful Yet So Unaware of It, i The 1975 hanno pubblicato il loro nuovo album: A Brief Inquiry Into Online Relationship.

Uscito lo scorso 30 novembre, il disco porta un titolo che vuole essere una critica all’uso sempre più insistito dei social media, soprattutto per quanto riguarda le relazioni amorose, ponendo forte attenzione agli effetti che tutta questa tecnologia che ci circonda provoca sul mondo e sul modo in cui viviamo. Healy & friends hanno sfornato un disco che oltre a mischiare diversi generi tra loro (pop, jazz ed electro), è anche pieno di onestà verso ciò che l’eroina ha rappresentato per la vita del cantante (Love It If We Made It).

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A Brief Inquiry Into Online Relationship si apre con la solita intro The 1975 che contraddistingue tutti i precedenti lavori in studio della band, per poi proseguire con Give Yourself a Try, primo singolo rilasciato dopo la lunga pausa del gruppo e primo in cui Matty fa riferimento al suo periodo passato in rehab alle Barbados.

Andando avanti con l’ascolto troviamo TOOTIMETOOTIMETOOTIME, descritta da Matty come l’unica con ”good vibes”, How To Draw / Petrichor e Be My Mistake, canzone con cui Healy spiega che a volte commettere degli errori serve a capire ciò che davvero conta o è importante nella vita delle persone. Sincerity Is Scary ci racconta di un mondo in cui prevalgono cinismo e ironia, un mondo in cui la sincerità viene sempre più spesso messa da parte. Tra una canzone e l’altra non manca di certo qualche cenno alla politica: I Like America & America Likes Me è infatti un attacco agli Stati Uniti e al suo uso delle armi. Proseguiamo poi con The Man Who Married a Robot, una poesia declamata da Siri, Inside Your Mind e It’s Not Living (If It’s Not With You), brano stranamente allegro che descrive la lotta di Matty con la dipendenza da eroina. Il disco continua con un brano dedicato ad Angela, una ragazza ricoverata insieme a lui durante il periodo di rehab, che porta il titolo di Sorrounded by Heads and Bodies, Mine, I Couldn’t Be More in Love e I Always Wanna Die (Sometimes).

A conclusione possiamo dire che le nostre aspettative rispetto a questo album sono state del tutto soddisfatte e che non vediamo l’ora di poterli ascoltare live in Italia o in giro per l’Europa.

 

Serena