CANOVA LIVE AL PARMA MUSIC PARK | RECENSIONE

Sabato sera siamo state al Parma Music Park, l’arena per gli spettacoli estivi della città di Parma, per la prima data del tour estivo dei Canova.

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Crediti foto: Serena Casella

In una cornice simile a un mini festival che per certi versi mi ha ricordato un po’ il MI AMI: piccolo parco alberato con stand in cui poter mangiare cibo fresco e non i soliti panini pre concerto, banchetto del merch e due aree in cui poter comprare da bere, il tutto arricchito da tavoli in cui potersi rilassare in attesa del live.

I Canova salgono sul palco intorno alle 22:30 e intrattengono il pubblico per quasi un’ora e mezza suonando pezzi dal primo album, Avete Ragione Tutti, e dal secondo, Vivi Per Sempre. Ammetto di essere stata un po’ titubante al riguardo visto quanto poco mi abbia coinvolto questo ultimo lavoro in studio rispetto al primo, ma, per fortuna, Matteo, Fabio, Gabriele e Federico mi hanno fatta ricredere.

Canzoni che a primo impatto non mi avevano lasciato niente, come Shakespeare o Vivi Per Sempre, live hanno acquistato sicuramente una marcia in più. Per non parlare della chicca della serata, ossia la cover di Rolls Royce di Achille Lauro, che avevano già proposto durante la scorsa leg del tour.

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Crediti foto: Serena Casella 

Ma ciò che sicuramente riesce a scatenare il pubblico ai loro concerti sono le canzoni presenti nel primo album: da Expo a Threesome (la più acclamata e attesa dal pubblico).

C’è una cosa che però salta sempre all’occhio durante i loro concerti: la bravura nel suonare e il carisma che hanno come gruppo. Quindi nel complesso possiamo promuoverli a pieni voti, sperando di poterli rivedere presto dal vivo!

 

Serena

#NEWMUSICDISTRESS | GIULIA MARTINELLI E IL SUO WANDERLUST

Rieccoci con la nostra rubrica #NewMusicDistress!

Oggi la dedichiamo a una cantautrice molto speciale di cui vi avevamo parlato un po’ di tempo fa: Giulia Martinelli.

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Crediti foto: Giulia Martinelli – FB

 

Wanderlust, uscito lo scorso 19 aprile, è il suo nuovo disco e la parola che da il titolo all’album è un termine inglese che si riferisce al desiderio di viaggiare e di scoprire il mondo, voglia che contraddistingue Giulia in prima persona, figlia di una generazione che ha voglia di aprirsi al mondo e vedere cosa c’è al di fuori della propria cameretta e del proprio Paese.

Nota dopo nota e parola dopo parola possiamo trovare una più forte maturità, sia sul piano emotivo sia su quello musicale. Giulia, infatti, ha collaborato con molti professionisti per la realizzazione di Wanderlust, su cui ha lavorato per un anno.

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Crediti foto: Giulia Martinelli – FB

Nel disco troviamo un racconto che si svolge attraverso cinque città: San Francisco, New York, Milano, Madrid e Bonn.

Something in Between è la canzone che apre il disco (nonché la nostra preferita) e che ci racconta della San Francisco in cui Giulia ha vissuto per un periodo della sua vita, con tutti i suoi alti e bassi. Proseguiamo poi con New York, vera e propria dichiarazione d’amore verso la Grande Mela, in cui la cantautrice descrive i luoghi della città a cui è più legata. Non manca di certo l’amore per la città in cui Giulia porta avanti i suoi studi, ossia Milano, che ritroviamo in WanderlustDear You, dedicata a Madrid, è una lettera ad un perfetto sconosciuto che Giulia immagina arriverà prima o poi nella sua vita. A chiudere il lavoro in studio, invece, troviamo Backup Plan e l’ultima città: Bonn.

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Crediti foto: Giulia Martinelli – FB

È un disco che racchiude suoni e argomenti più maturi, ma anche il sound che da tempo contraddistingue la musica di Giulia, ossia un cantautorato sulla scia di influenze americane come Taylor Swift. In alcune canzoni possiamo infatti notare la vicinanza che c’è tra lei e i primi Taylor Swift e Fearless della cantante di Nashville.

Noi vi consigliamo vivamente di correre su Spotify e di ascoltarlo perchè ne vale davvero la pena e perché soprattutto è sempre bello dare una chance e valorizzare gli artisti emergenti nel nostro Paese!

Tracklist

Something in Between

New York

Wanderlust 

Dear You

Backup Plan

 

Buon ascolto!

 

Serena 

 

The 1975 – A Brief Inquiry Into Online Relationship | Recensione Album

 

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A due anni dall’uscita del loro secondo lavoro in studio, I Like It When You Sleep, for You Are So Beautiful Yet So Unaware of It, i The 1975 hanno pubblicato il loro nuovo album: A Brief Inquiry Into Online Relationship.

Uscito lo scorso 30 novembre, il disco porta un titolo che vuole essere una critica all’uso sempre più insistito dei social media, soprattutto per quanto riguarda le relazioni amorose, ponendo forte attenzione agli effetti che tutta questa tecnologia che ci circonda provoca sul mondo e sul modo in cui viviamo. Healy & friends hanno sfornato un disco che oltre a mischiare diversi generi tra loro (pop, jazz ed electro), è anche pieno di onestà verso ciò che l’eroina ha rappresentato per la vita del cantante (Love It If We Made It).

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A Brief Inquiry Into Online Relationship si apre con la solita intro The 1975 che contraddistingue tutti i precedenti lavori in studio della band, per poi proseguire con Give Yourself a Try, primo singolo rilasciato dopo la lunga pausa del gruppo e primo in cui Matty fa riferimento al suo periodo passato in rehab alle Barbados.

Andando avanti con l’ascolto troviamo TOOTIMETOOTIMETOOTIME, descritta da Matty come l’unica con ”good vibes”, How To Draw / Petrichor e Be My Mistake, canzone con cui Healy spiega che a volte commettere degli errori serve a capire ciò che davvero conta o è importante nella vita delle persone. Sincerity Is Scary ci racconta di un mondo in cui prevalgono cinismo e ironia, un mondo in cui la sincerità viene sempre più spesso messa da parte. Tra una canzone e l’altra non manca di certo qualche cenno alla politica: I Like America & America Likes Me è infatti un attacco agli Stati Uniti e al suo uso delle armi. Proseguiamo poi con The Man Who Married a Robot, una poesia declamata da Siri, Inside Your Mind e It’s Not Living (If It’s Not With You), brano stranamente allegro che descrive la lotta di Matty con la dipendenza da eroina. Il disco continua con un brano dedicato ad Angela, una ragazza ricoverata insieme a lui durante il periodo di rehab, che porta il titolo di Sorrounded by Heads and Bodies, Mine, I Couldn’t Be More in Love e I Always Wanna Die (Sometimes).

A conclusione possiamo dire che le nostre aspettative rispetto a questo album sono state del tutto soddisfatte e che non vediamo l’ora di poterli ascoltare live in Italia o in giro per l’Europa.

 

Serena

 

 

 

#NewMusicDistress: Jurijgami e la sua Breve Ma Incenso

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Crediti foto: Morning Bell

Oggi vi parliamo di JurijGami, cantautore e chitarrista comasco. Il suo percorso nel mondo della musica inizia a dieci anni quando trova una chitarra classica abbandonata nella cantina dei nonni e sperimenta le prime note imitando il padre, musicista di professione. Cresce a “pane e musica” seguendo il papà tra backstage e palchi di tutta Europa. A sedici anni si iscrive al CPM di Milano, colleziona concerti sia in Italia che all’estero e inizia a scrivere decine di brani. Cinque di questi andranno a comporre il primo Ep ufficiale di JurijGami, Breve ma incenso, uscito lo scorso 9 novembre 2018 per Cello Label, etichetta indipendente con sede a Bruxelles. Dall’Ep sono stati estratti due singoli: Christian De Sica pubblicato l’8 giugno 2018 e Tra il tedio e il dolore uscito il 12 ottobre 2018.

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Crediti foto: Morning Bell

Sono cinque i brani contenuti nel disco, brani che rivelano l’attitudine del cantautore comasco per il pop d’autore e per una scrittura dal taglio ironico e corrosivo.

Musicalmente il disco è un caleidoscopio di influenze e sonorità diverse, dal funky alle ballad passando per il pop anni Ottanta dei tastieroni synth e delle batterie elettroniche. Breve ma incenso è anche e soprattutto il frutto di un fine lavoro di scrittura, arma che JurijGami dimostra di saper utilizzare con maestria mescolando giochi di parole, citazioni più o meno colte e riferimenti all’attualità.

L’EP racchiude i due singoli pubblicati fino ad oggi da JurijGami (Christian De Sica e Tra il tedio e il dolore) più tre nuovi inediti. “E’ un disco nato nella mia cameretta con un Mac, una scheda audio e tanto sudore. Il filo conduttore? Sicuramente l’ironia” spiega il cantautore, autore dei brani (insieme ad Alessandro Cirone) e di tutti gli arrangiamenti.

Registrato ad Auditoria Records da Aki Antonio Chindamo, il disco è impreziosito da partecipazioni eccellenti: alla batteria Giordano Colombo, al basso Siro Burchiani, alle chitarre acustiche Andrea Gentile e alle tastiere Alessandro Cirone. La produzione esecutiva è di Cello Label, nuova etichetta indipendente con sede a Bruxelles.

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Crediti foto: Morning Bell

Ne La banda non si tocca (LBNST) ci viene descritta una banda che non è un preludio alla delinquenza, bensì all’amicizia; Tra il tedio e il dolore è una rielaborazione delle teorie del pensatore tedesco Schopenhauer, Girati verso di me è invece una ballad che è un cortometraggio con protagonisti, una festa, una camicia gialla e tre gin. L’EP si chiude con Christian De Sica, il mondo dei cinepanettoni racchiuso in tre minuti, e Flying Spaghetti Monster, nuovo inno al pastafarianesimo, per parlare di religione senza parlarne davvero.

Qui potete trovare il video di Tra il tedio e il dolore:

 

Serena

 

 

 

 

 

Greta – Wonderul | Recensione EP

Greta – Wonderul | Recensione EP

Oggi vi parliamo di un nuovo talento tutto italiano. Stiamo parlando di GRETA, giovane cantautrice romana di origini americane all’esordio discografico dopo le importanti esperienze live sia in Italia, in apertura ai concerti di Tiromancino e Marina Rei, che all’estero, con showcase in location esclusive come il Troubadour di Londra, a New York e a Los Angeles (dove è stata persino premiata agli Akademia Music Awards nella categoria Best Cover per la sua interpretazione di Sound of Silence di Simon and Garfunkel).

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Crediti foto: Morning Bell

Greta ha rilasciato da poco un EP, intitolato Wonderful, prodotto a Londra da David Ezra, distribuito dall’etichetta Spinnup, e che da pure il titolo al progetto discografico. I pezzi sono tutti estremamente orecchiabili, grintosi e accompagnati dalla sua voce avvolgente e matura per la sua età, considerando che Greta (all’anagrafe Greta Elizabeth Mariani) è nata nel 2001 ed ha solo 17 anni.

Il brano Wonderful in particolare racconta il momento complesso in cui una relazione d’amore termina e il legame con una persona alla quale sei legato si spezza improvvisamente. Pertanto, è necessario trovare la forza per andare avanti, per superare il momento con fiducia e senza alcun tipo di rimorso, riempiendo la propria vita di positività.

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Crediti foto: Morning Bell

La particolarità di questo EP risiede nel proporre quattro pezzi tutti diversi a livello di sound, ma caratterizzati da grande coesione testuale e musicale, specialmente per quanto riguarda l’influenza di elementi “tropical”, un genere che ultimamente sta prendendo piede nel mondo della musica contemporanea.

Registrato interamente all’Hilltop Recording Studio dello stesso Ezra, Greta ha parlato di questo progetto discografico come di “un’urgenza artistica”, aggiungendoho scritto queste tracce di getto, come se dovessi assolutamente fissare delle emozioni per sempre, come se dovessi comunicare qualcosa al mondo. Volevo che ogni canzone avesse un mood riconoscibile, differente dal resto del disco, e di conseguenza ho cercato di diversificare la mia scrittura”.

Qui potete sentire Wonderful, l’EP di GRETA: 

 

Tracklist:

Wonderful

Wont’ Tell 

Song N.5

Devils 

Alessia 

Federica Carta – Molto Più Di Un Film |Recensione Album

Federica Carta – Molto Più Di Un Film |Recensione Album

Federica Carta ha finalmente rilasciato il suo secondo album in studio, Molto Più Di Un Film (Universal Music Italia), anticipato dall’omonima title track e da una collaborazione con i La Rua, band di Ascoli Piceno salita alla ribalta per la partecipazione ad Amici 15 nel 2016.

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Il risultato è un disco che rispecchia l’identità musicale della cantante e, come ci ha confessato la diretta interessata durante la conferenza stampa di presentazione del progetto discografico, indica una maturazione personale ed artistica.

Federica ha contribuito alla stesura di alcuni pezzi del brano, tra i quali proprio Molto Più Di Un Film (scritto con Giulia Anania e Marta Venturini), Quanta Vita Serve (scritto con gli autori storici Daniele Conti e Federico Fabiano) e due brani dedicati al suo migliore amico, ovvero Dove Sei e Tutto Quello Che Ho. La cantautrice originaria di Roma si conferma un’ottima interprete, vocalmente versatile e capace di dare un’impronta personale ad ogni singola canzone, senza risultare banale. La voce di Federica è piena di colori e gli arrangiamenti (sia ritmati, sia delicati) pensati appositamente per l’album la mettono in risalto e le permettono di tagliare parzialmente i ponti con il precedente EP Federica, uscito lo scorso maggio e già Disco di Platino.

La giovane cantautrice non è cambiata, ma ha provato a fare un salto di qualità, a mio avviso riuscendoci tra i brani di punta di Molto Più Di Un Film, figurano (oltre alla title track): Tra Noi è Infinita, Quanta Vita Serve, Il Sole A Mezzanotte, i pezzi da lei scritti nonché menzionati precedentemente, Due In Questa Stanza e il meraviglioso duetto con Daniele Incicco dei La Rua.

Ciò che ci piace di più di  Federica Carta è la sua spontaneità e la sua naturalezza nell’affrontare ogni brano, persino quelli a tratti più “spinosi” da interpretare. Il viaggio musicale che ha scelto di intraprendere è convincente e chiunque abbia pensato che fosse semplicemente pieno di melassa, si dovrà assolutamente ricredere.

Tracklist:

Molto Più Di Un Film

Sull’Orlo Di Una Crisi D’Amore (duetto con La Rua)

Tra Noi è Infinita

Quanta Vita Serve

Il Sole A Mezzanotte

La Mia Verità 

Amarsi è Una Cosa Normale

Dove Sei

La Fine Di Un Attimo

Due In Questa Stanza

Tutto Quello Che Ho

 

Alessia 

I Canova live all’Estragon di Bologna | Recensione Concerto

Se anche voi siete stati rapiti dall’indie italiano, saprete sicuramente di chi stiamo parlando. Se, invece, siete dei novellini alle prese con questa nuova ondata di musica, vi basta sapere che i Canova sono una band milanese e che il loro disco d’esordio, Avete ragione tutti, uscì nel 2016 sulla piattaforma di streaming musicale Spotify per poi approdare nei negozi di dischi a dicembre del 2017.

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Il 26 gennaio siamo state al loro concerto all’Estragon di Bologna, penultima data del loro Avete ragione club tour, con ospiti d’eccezione Lo Stato Sociale.

Matteo, Fabio, Federico e Gabriele salgono sul palco un po’ dopo le 22 e si esibiscono sulle note di Vita sociale, Expo, Brexit, Portovenere e Maradona, alternando cover come Mio fratello è figlio unico di Rino Gaetano e Chissà se stai dormendo di Jovanotti ad altre canzoni come Threesome, La felicità, Manzarek, Aziz e La festa. Il tutto accompagno anche da due nuovi inediti della band milanese: Santamaria e Groupie. 

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A metà dello show salgono sul palco i regaz de Lo Stato Sociale e infiammano l’Estragon insieme ai Canova con Amarsi Male, primo singolo del loro ultimo disco, Amore lavoro e altri miti da sfatare. 

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Nonostante i nuovi singoli non ci facciano impazzire particolarmente, vogliamo continuare a credere in loro e nel loro potenziale. I Canova hanno tutte le carte in regola per diventare una delle band italiane più seguite e non solamente dai patiti dell’indie nato nel nostro Paese, ma anche da tutti quelli che non si sono ancora addentrati in questo fantastico mondo. Che dire, non vediamo l’ora che tornino in tour e che ci facciano sentire altri pezzi nuovi! 😉

(P.s.: ringrazio la mia amica Chiara per avermi fornito le foto!)

Serena