KAOS INDIA – WAVE | RECENSIONE ALBUM

Oggi, per la nostra rubrica #NewMusicDistress, vi parliamo di una band Modenese: i KAOS INDIA!

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Gruppo indie-alternative rock nato nel 2012 nell’unico vecchio complesso di grattacieli costruito negli anni ’70 a Modena. I primi tempi sono un cocktail a base di feste, notti interminabili e tanto lavoro fatto al quarto piano di un decadente palazzo con vetrate sulle luci della città. Sono anni vissuti intensamente, con la speranza che quelle luci un giorno possano accendersi su di loro. Tra il 2011 ed il 2015 realizzano due EP ed un album totalmente autoprodotti, suonano tantissimo dal vivo percorrendo migliaia di chilometri e accettando ogni tipo di ingaggio, trovandosi a suonare nelle situazioni più varie e surreali.
Nel 2017, però, qualcosa cambia: iniziano a collaborare con il produttore Pietro Foresti che li aiuta a perfezionare la propria identità di band e con cui cominciano i lavori sulle tracce che saranno contenute nel nuovo album WAVE (Universal Music Italia – 2019). Il sound che ne esce è autentico e personale, ma universalmente riconoscibile e porta la band su palchi importanti fino ad aprire un concerto dei Placebo!
I Kaos India sono formati dal front-man Mattia Camurri, dal chitarrista Fresh, dal bassista Vince Moreo e dal batterista Joe Schiaffi.

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WAVE è uscito lo scorso 2 febbraio 2019, prodotto dal già citato Pietro Foresti e distribuito da Universal Music Italia. Il quartetto di Modena si dice felice del traguardo raggiunto con questo ultimo disco, frutto di anni di incessante lavoro e contenente brani scritti dal gruppo in un periodo di importante evoluzione. A tal proposito Matt, cantante dell band, spiega: “Ci sono periodi nella vita che forzano cambiamenti. WAVE è un album che esplora gli aspetti delle relazioni interpersonali e delle forti emozioni ad esse legate, sia quelle positive che quelle negative. Se dovessi descriverlo attraverso una metafora vi inviterei ad immaginare di passeggiare sul bagnasciuga al crepuscolo, il sole è tramontato ma la luce non ha ancora ceduto completamente al buio. Le onde del mare possono accarezzarvi dolcemente la pelle nuda promettendovi che andrà tutto bene oppure, nel caso il mare (e con lui il vostro animo) sia agitato, colpirvi furiosamente fino a gettare il vostro cuore nel più profondo dei turbamenti”.

I KAOS INDIA sono sicuramente un gruppo che si distacca dalle rock band che abbiamo attualmente nel nostro Paese. Il loro sound, infatti, si avvicina molto di più a influenze che vengono da band come gli Oasis, con suoni perfetti tecnicamente che mischiano voce, chitarra, basso e batteria a testi cantati interamente in inglese. Quest’ultima caratteristica è una delle più importanti tra quelle che contraddistingue la band visto quanto poco la musica italiana azzardi con la lingua inglese e quanto il pubblico nostrano sia poco abituato ad ascoltare cose diverse linguisticamente (sul piano del rock, ovviamente).

Che dire se non che hanno tutte le carte in regola per diventare una delle band più ascoltate non solo in Italia ma anche all’estero? Qui sotto vi lasciamo il link al disco e vi consigliamo vivamente di ascoltarlo! Intanto noi non vediamo l’ora di poterli sentire live a giugno!

Link al disco: https://open.spotify.com/album/5oo14A21DG2OM7NvxhFYVJ?si=koXw3DtBTt-BhZfYkZ6G4w.

 

Tracklist:

A Second

Who Needs Who

Half

The Void

Don’t Stop

Call To Mind

Eyes 

Stay

Close 

Burn Away

 

Serena

#NEWMUSICDISTRESS | GIULIA MARTINELLI E IL SUO WANDERLUST

Rieccoci con la nostra rubrica #NewMusicDistress!

Oggi la dedichiamo a una cantautrice molto speciale di cui vi avevamo parlato un po’ di tempo fa: Giulia Martinelli.

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Crediti foto: Giulia Martinelli – FB

 

Wanderlust, uscito lo scorso 19 aprile, è il suo nuovo disco e la parola che da il titolo all’album è un termine inglese che si riferisce al desiderio di viaggiare e di scoprire il mondo, voglia che contraddistingue Giulia in prima persona, figlia di una generazione che ha voglia di aprirsi al mondo e vedere cosa c’è al di fuori della propria cameretta e del proprio Paese.

Nota dopo nota e parola dopo parola possiamo trovare una più forte maturità, sia sul piano emotivo sia su quello musicale. Giulia, infatti, ha collaborato con molti professionisti per la realizzazione di Wanderlust, su cui ha lavorato per un anno.

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Crediti foto: Giulia Martinelli – FB

Nel disco troviamo un racconto che si svolge attraverso cinque città: San Francisco, New York, Milano, Madrid e Bonn.

Something in Between è la canzone che apre il disco (nonché la nostra preferita) e che ci racconta della San Francisco in cui Giulia ha vissuto per un periodo della sua vita, con tutti i suoi alti e bassi. Proseguiamo poi con New York, vera e propria dichiarazione d’amore verso la Grande Mela, in cui la cantautrice descrive i luoghi della città a cui è più legata. Non manca di certo l’amore per la città in cui Giulia porta avanti i suoi studi, ossia Milano, che ritroviamo in WanderlustDear You, dedicata a Madrid, è una lettera ad un perfetto sconosciuto che Giulia immagina arriverà prima o poi nella sua vita. A chiudere il lavoro in studio, invece, troviamo Backup Plan e l’ultima città: Bonn.

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Crediti foto: Giulia Martinelli – FB

È un disco che racchiude suoni e argomenti più maturi, ma anche il sound che da tempo contraddistingue la musica di Giulia, ossia un cantautorato sulla scia di influenze americane come Taylor Swift. In alcune canzoni possiamo infatti notare la vicinanza che c’è tra lei e i primi Taylor Swift e Fearless della cantante di Nashville.

Noi vi consigliamo vivamente di correre su Spotify e di ascoltarlo perchè ne vale davvero la pena e perché soprattutto è sempre bello dare una chance e valorizzare gli artisti emergenti nel nostro Paese!

Tracklist

Something in Between

New York

Wanderlust 

Dear You

Backup Plan

 

Buon ascolto!

 

Serena 

 

#NewMusicDistres: le novità musicali della settimana

E come ogni venerdì eccoci qui con una carrellata di canzoni uscite oggi e durante l’ultima settimana! 😉

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Crediti foto: Pinguini Tattici Nucleari (Facebook) 

VerduraPinguini Tattici Nucleari 

Stanza SingolaFranco126 ft. Tommaso Paradiso

Sentimento esteroLo Stato Sociale

E’ sempre belloCoez

7 ringsAriana Grande

Almost (Sweet Music)Hozier 

Land Of The FreeThe Killers

 

Buon ascolto!

Serena

#NewMusicDistress: le nostre dieci novità musicali del momento | Top 10

Il 2019 è appena iniziato e ci piacerebbe condividere con voi una lista delle 10 canzoni che non riusciamo a smettere di ascoltare in questo momento, sperando di farvi conoscere o apprezzare qualcosa di nuovo e non!

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Crediti foto: Catfish And The Bottleman (Facebook)

Buona lettura, ma soprattutto, buon ascolto!

Catfish and the BottlemanLongshot

Eugenio In Via Di GioiaCerchi

SeltonCuoricinici

Salmo ft. NstasiaIl cielo nella stanza

Marshmello ft. BastilleHappier

Marco Mengoni, Vanessa Da Mata, SeltonAmalia

GazzelleSbatti

The 1975TOOTIMETOOTIMETOOTIME

I SegretiL’estate sopra di noi

CanovaDomenicamara

 

Serena

 

 

Manfredi: Intervista alla nuova leva del cantautorato italiano

Non è venerdì, non c’è nessun #NewMusicFriday di mezzo, ma la nostra rubrica #NewMusicDistress è sempre operativa per farvi scoprire gli artisti emergenti che amiamo di più.

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Crediti foto: Manfredi – Instagram 

Oggi vi parliamo di un cantautore, Manfredi, con cui abbiamo avuto il piacere di fare due chiacchiere per scoprire qualcosa in più sulla sua musica e sulla sua vita. Noi l’abbiamo scoperto grazie ad Indie Italia e al suo primo singolo, 20143 Milano Navigli, e lo scorso 3 ottobre ha rilasciato il suo ultimo singolo Noi meno tu. Speriamo che questa intervista sia di vostro gradimento e che il suo talento possa arrivare anche a voi proprio come è successo con noi!

Buona lettura! 🙂

Come ti descriveresti a quelle persone che ancora non ti conoscono? 

Alle persone che non mi conoscono direi che sono un ragazzo di 20 anni, tendenzialmente incostante, incline a vedere tutto bianco o tutto nero, che ha avuto la fortuna di incontrare qualcuno che lo aiutasse a trovare un ordine almeno nel percorso musicale intrapreso quasi per caso. A parole a volte non mi faccio capire molto bene, con le canzoni ci riesco meglio, soprattutto se dall’altra parte c’è qualcuno che ha voglia di capire.

A che età hai iniziato a scrivere canzoni e quando hai capito che questo era ciò che volevi davvero fare nella vita? 

Ho iniziato a scrivere tra i 16 e i 17 anni solo perchè non ero abbastanza bravo a suonare la chitarra. Quando ho smesso di concentrarmi sull’aspetto tecnico dello strumento, ho provato a scrivere qualche testo coi soliti quattro accordi e vedevo che piano piano miglioravo. Per quanto riguarda invece il capire cosa volessi fare nella vita, ad oggi ancora non saprei dirti. Sono felicissimo di aver iniziato questo percorso che mi sta regalando tante gioie e andró avanti finchè riuscirà ad emozionarmi, ma non ti nascondo che un domani potrei decidere di fare tutt’altro, non voglio pormi limiti già a 20 anni.

Da dove trai ispirazione per le tue canzoni? 

Principalmente dalle persone con cui ho a che fare ogni giorno. Parenti, amici, relazioni, sconosciuti, possono tutti lasciarti dentro qualcosa, magari per via di una frase che hanno detto o anche per cose meno importanti tipo il loro modo di gesticolare o le loro “stranezze”. Da lì poi, si cercano le parole e nasce una canzone che non necessariamente deve essere reale al 100%, anzi, spesso è un misto tra realmente accaduto e fantasia: magari aggiungo quella risposta che avrei voluto dare ma che non mi è venuta in mente o faccio finire le cose in un modo diverso, magari come avrei voluto finissero davvero. 

Milano e i suoi Navigli, che peso hanno nella tua vita? 

Purtroppo è da un po’ che non vado sui navigli per via degli impegni e di tutto il resto. Ho molti ricordi legati a quella zona di Milano, ricordi belli e ricordi brutti, che hanno a che fare con persone che ci sono ancora oggi e persone con cui non ho più a che fare. È come se un po’ mi conoscessero, anzi, come se mi conoscessero così bene da potermi raccontare, e quindi io ho raccontato loro, a modo mio.

Quali sono i tuoi riferimenti musicali? Hai una canzone e/o un album a cui sei particolarmente legato?

Riconosco di non avere una grande cultura musicale, ascolto quello che mi va e solo quando ho voglia. Mi piacciono molto le mode che secondo me al nostro paese servono moltissimo soprattutto per toglierci di dosso un’eredità importante ma forse troppo ingombrante. Ad oggi ascolto molto indie e parecchia Trap, forse più la seconda, credo sia solo un periodo ma va bene così. Canzone a cui sono particolarmente legato, Mi Manchi di Fausto Leali. 

Che rapporto hai con le persone che amano la tua musica? 

In realtà non avendo ancora iniziato coi concerti non c’è stato ancora nessun rapporto face to face con chi mi ascolta (tolte quelle due volte in cui mi hanno fermato per fare mezza chiacchiera). Spesso mi arrivano messaggi molto molto belli, io cerco sempre di rispondere, specie se sono io a chiedere qualcosa sulle storie di Instagram. Diciamo che sento che dall’altra parte c’è qualcuno, ma devo ancora concretizzarlo. Ho voglia di guardarli in faccia, di cantare con loro. 

Ti aspettavi di avere questo successo? 

Non so se si possa chiamare successo, è un inizio, molto positivo, lo riconosco, ma solo un inizio. Qualche traguardo l’ho già raggiunto come il milione di ascolti di cuffiette, ma punto comunque più in alto. Diciamo che quello che vorrei ora è un primo disco d’oro appeso al muro. Speriamo bene ahahah

Che progetti hai per il futuro? Disco e tour in cantiere?

Nessun disco in cantiere ma ho iniziato le prove per i live. Mi dispiace dire sempre di non avere ancora lavorato al disco perché sembra che non ci siano i pezzi quando in realtà ne ho scritti moltissimi. Se non ho ancora pensato ad un disco è perchè credo non sia ancora arrivato il momento, non corri la maratona senza esserti prima allenato, vorrei evitare uno strappo dopo i primi 100 metri. Peró arriveranno pezzi nuovi, questo sì.

Che dire, noi non vediamo davvero l’ora di poter sentire i pezzi nuovi e di poterlo vedere suonare dal vivo!

 

Serena

Giulia Martinelli: Intervista alla giovane cantautrice meranese

Oggi vi parliamo di un’amica, Giulia Martinelli, giovane cantautrice meranese che abbiamo avuto piacere di conoscere durante il nostro percorso universitario. Il suo nuovo singolo, Backup Plan, è il frutto di una collaborazione con il chitarrista, arrangiatore e produttore Mattia Mariotti. In occasione dell’uscita del singolo e del video, abbiamo voluto intervistarla per conoscere qualcosa in più su di lei e sulla sua musica, ma, soprattutto, per farla conoscere anche a voi!

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Crediti foto: Giulia Martinelli – Facebook

Buona lettura!

Quando hai deciso di iniziare a farti strada nel mondo della musica?

Non c’è stato un momento particolare in cui ho capito di volere fare questo nella vita.
Ho sempre amato cantare e la musica in generale, non penso che sia passato un solo giorno in cui la musica non abbia fatto da colonna sonora della mia vita. Intorno ai 16 anni, però, ho ripreso in mano una chitarra che avevo a casa e che non suonavo da anni, e, senza nemmeno rendermene conto, mi sono ritrovata a cantare canzoni che non erano di nessuno, che mi veniva spontaneo cantare: erano canzoni mie. Da lì non ho più smesso, anzi, ho capito che scrivere e cantare le mie canzoni era il mio modo di esprimere me stessa. Avevo finalmente trovato la mia forma di comunicazione.
Inizialmente ho tenuto queste mie canzoni per me, erano un po’ il mio “diario segreto”. Poi ho iniziato a suonarle davanti alla mia famiglia, ai miei amici, alla mia insegnante di canto, e più lo facevo e più stavo bene. Mi sono, infatti, da subito resa conto che era come se avessi finalmente trovato il modo di liberarmi del vulcano di emozioni che ho sempre avuto dentro, e allo stesso tempo cantare le mie canzoni mi permetteva di donare un pezzo di me, della mia storia, del mio cuore a persone che potevano capire e identificarsi a loro volta in quelle emozioni. Niente mi rende felice quanto scrivere e cantare le mie canzoni, per questo ho deciso di darmi una chance in questo mondo e di provare a perseguire questa carriera. Non pretendo di diventare la nuova Taylor Swift (che, come voi due sapete molto bene, adoro alla follia), vorrei solamente trovare il modo di fare ogni giorno ciò che più amo fare, musica.

Da dove trai ispirazione per le tue canzoni?

L’ispirazione può venire da ovunque e in qualsiasi momento, da un’esperienza vissuta in prima persona o da esperienze indirette che però mi hanno particolarmente colpita, da un viaggio, da un sogno, da un’emozione provata in passato ma mai espressa… Comunque l’ispirazione viene sicuramente da delle emozioni forti che sento di dovere in qualche modo capire meglio, processare.

I luoghi che ti circondano tutti i giorni ti hanno aiutata nella scrittura e nella composizione?

Sicuramente. Per quello colgo ogni occasione per spostarmi, viaggiare, perché la maggior parte delle volte cambiare la mia routine e le mie abitudini è un modo per fare un viaggio anche dentro di me, un viaggio che mi aiuta a scoprire altri lati di me e a smuovere nuove sensazioni da cui trarre ispirazione per nuove canzoni.

Come mai hai deciso di non utilizzare l’italiano come lingua per le tue canzoni?

Sinceramente credo che le ragioni siano principalmente due. Innanzitutto, fin da piccola ho sempre ascoltato molta musica in lingua inglese, da Elisa ad Amy Winehouse, da Michael Bublè a Norah Jones, e gli artisti da cui ancora oggi traggo maggiore ispirazione sono soprattutto americani (Taylor Swift, Kina Grannis, Meghan Trainor, Ariana Grande, Maroon 5…). Inoltre, il mio obiettivo è quello di fare arrivare la mia musica a più persone possibili, e quindi l’inglese è un po’ una scelta obbligata in questo senso. Adoro, però, la lingua italiana, e mi sono ripromessa di impegnarmi in futuro a scrivere qualche canzone in italiano!

Chi sono i tuoi punti di riferimento musicali?

I miei punti di riferimento sono molto vari, ma provengono principalmente dal mondo del cantautorato pop e pop/country soprattutto americano, quindi Taylor Swift, Kelsea Ballerini, Kacey Musgraves, Kate Voegele, Lana Del Ray… Sono anche una grande fan di Ed Sheeran, è un artista che stimo molto per la sua fortissima capacità comunicativa. In Italia, Elisa è stata la cantautrice che più mi ha ispirato quando ho iniziato a cantare e a scrivere le mie canzoni, ma adoro anche Cesare Cremonini, Gino Paoli, Max Gazzè, Erica Mou e Carmen Consoli, tutti artisti molto diversi tra loro, ma che in qualche modo hanno influenzato il mio modo di fare musica.

Come hai reagito quando Alvaro Soler ha condiviso la tua cover?

Quando Alvaro ha condiviso nelle sue storie la mia cover della sua nuova canzone sono rimasta senza parole. Ho visto il suo nome nelle notifiche di instagram sulla schermata principale del cellulare e non potevo crederci. La sera prima aveva postato dei video tutorial con l’ukulele per suonare la sua nuova canzone, e, visto, che la canzone mi piaceva moltissimo, mi sono messa a suonarla un po’. Più la canticchiavo e più mi piaceva, quindi ho pensato che potesse essere carino postare un mini video nelle mie storie e taggarlo. Di certo non mi aspettavo che mi rispondesse, visti i numerosissimi followers che ha! È stato davvero molto carino, l’ho sempre apprezzato sia come artista sia come persona, e ovviamente ora lo adoro ancora di più. È stata una bellissima sorpresa e una grande emozione!

Progetti futuri?

Al momento ho veramente tanti progetti in cantiere che non vedo l’ora di pubblicare! Backup Plan rappresenta un’importante tappa della mia vita, perché è la prima canzone che vede la collaborazione di Mattia Mariotti, un grande chitarrista, produttore e arrangiatore di Bolzano con cui collaboro da diversi mesi ormai. È una canzone che anticipa la nuova strada che ho imboccato ora con la mia musica e che porterà al mio nuovo EP (a cui stiamo già lavorando e che vorremmo fare uscire in primavera). Inoltre, il video è anche il primo frutto della mia collaborazione con la fotografa e videomaker Samira Mosca, una ragazza molto talentuosa e dolcissima che ha avuto un’idea bellissima per il video di questa canzone. 

Qui sotto potete trovare video e canzone e vi consigliamo vivamente di ascoltarla!

Serena Alessia

 

 

 

 

#NewMusicDistress: Franco126 e la sua Frigobar

Il nostro appuntamento con le novità arriva prima questa settimana, grazie a Franco126 e al suo primo singolo da solista: Frigobar.

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Dopo l’avventura iniziata insieme al produttore Carl Brave, con cui daranno vita al progetto Polaroid, scalando le classifiche e collezionando sold out su sold out nei principali club italiani, anche per Franco è arrivato il momento di cimentarsi in qualcosa del tutto personale proprio come il compagno di Solo guai.

Frigobar anticipa l’uscita dell’album di Franco126 che dovrebbe approdare nei negozi di dischi entro la fine dell’anno. Un singolo romantico e totalmente privo di autotune che ci fa ben sperare nel resto del lavoro.

In attesa di poter sentire di più, vi lasciamo il video e il testo della canzone! 😉

Testo

Va sempre alla stessa maniera
Con te che sbatti la portiera
E ti allontani dandomi la schiena
E sto solo questa sera, che mi sopporto a malapena
Lancio i vestiti a caso su una sedia
Resto in attesa
È una bottiglia aperta, ma ‘sto vino non disseta
La tele sempre accesa, (ah)
Scorrono i titoli di coda di qualche telenovela
E io scuoto la testa, nego l’evidenza
Abbiamo perso il treno e pure la coincidenza
Vabbè pazienza, (ah)
Non ha importanza, (no)

[Ritornello]
La pioggia bussa contro il finestrino
E noi a discutere di niente fino a far mattino
Ricordi, appannavamo i vetri col respiro
Te ne vai di già? (ah-ah)
Le foglie morte otturano il tombino
E come al solito mi contraddico di continuo
Ripeto che faccio soltanto un altro giro e svuoto il frigobar (ah-ah)

Vabbè, dai, poco importa
Solo un’altra giornata storta
Se va così non è né mia né tua la colpa
E lo so, vuoi una risposta
E io vorrei dire qualcosa, ma le parole mi muoiono in bocca
Ma forse è inevitabile (ehi)
E ci sta posto solo in un passo carrabile (ehi)
Ho messo il piede in una di queste pozzanghere (ehi)
Le nuvole impigliate tra antenne e parabole (ehi)
E su ‘sta strada solo passi falsi
Solo ritardi, sbagli e birre Weiss
Se ho fatto tardi resto ad aspettarti
E non ho altri programmi

E non ho altri programmi

La pioggia bussa contro il finestrino
E noi a discutere di niente fino a far mattino
Ricordi, appannavamo i vetri col respiro
Te ne vai di già? (ah-ah)
Le foglie morte otturano il tombino
E come al solito mi contraddico di continuo
Ripeto che faccio soltanto un altro giro e svuoto il frigobar (ah-ah)

Oramai guido senza meta e penso ai fatti miei
Gli occhi fissi sul guardrail
Come mai non so che è successo?
Forse ho perso un frame, non saprei

La pioggia bussa contro il finestrino
E noi a discutere di niente fino a far mattino
Ricordi, appannavamo i vetri col respiro
Te ne vai di già? (ah-ah)
Le foglie morte otturano il tombino
E come al solito mi contraddico di continuo
Ripeto che faccio soltanto un altro giro e svuoto il frigobar (ah-ah)

 

Serena

#NewMusicDistress: Mr Everett e il progetto multisensoriale Unanimal

Oggi vi parliamo di Mr Everett, un progetto multisensoriale nato nel 2015 dalle menti di quattro ragazzi con base a Bologna: affiancano alla musica un’importante componente visiva e – durante i live – un’esperienza sensoriale di totale interazione con il pubblico.

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Crediti foto: Morning Bell

Umanimal, in uscita il 12 ottobre 2018 su etichetta Grifo Dischi, è il primo lavoro discografico ufficiale dei Mr Everett. Il disco è stato anticipato dal singolo Burn the ground, uscito lo scorso 21 settembre 2018. 

Dopo due anni di concerti in tutta Italia e l’uscita del loro primo EP (Uman, 2017), per loro è arrivato il momento di sfornare il primo disco ufficiale. Quest’ultimo idealmente diviso in due capitoli distinti – Uman e Animal – ma intrecciati tra loro, racconta la storia del cyborg Rupert e il suo viaggio interdimensionale. Il concept su cui si basa il progetto, infatti, ruota attorno alla storia del cyborg Rupert e dei suoi compagni Mr Owl, Mr Fox e Mr Bear che lo ritrovano, perso e senza memoria. 

La prima parte del disco – Uman – è incentrata sul tema della voce. Rupert si risveglia nella giungla, in un mondo che rappresenta insieme il suo passato e il nostro futuro. La voce di Mr Owl, suo doppio fisico e spirituale, risveglia in lui la memoria della sua metà umana, portandolo alla scoperta di sé stesso e di ciò che lo circonda. 

Nella seconda parte – Animal – sono gli istinti più viscerali e intuitivi ad essere risvegliati tramite il confronto con Mr Fox e Mr Bear, coloro che gestiscono la parte meccanica (musica e visual) di Mr Everett. Il tema, qui, è quello del corpo. La combinazione delle esperienze vocali e corporali, così come la scoperta della sua componente umana e di quella animale, ricostruiranno Rupert nella sua totalità e aiuteranno il cyborg a completarsi, recuperare la memoria e rimettersi in viaggio per tornare a casa.

Se volete saperne di più sul progetto dei Mr Everett e sulla recensione del loro disco, tornate a trovarci presto sul blog! 😉

 

Serena

#NewMusicDistress: le nuove uscite della settimana

Dal grande ritorno di Salmo al nuovo album dei Thegiornalisti, questo è un #NewMusicFriday decisamente pieno di novità sia nazionali che internazionali. Scopriamo insieme quali sono!

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Le Luci della Centrale ElettricaMistica

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The ChainsmokersThis Feeling

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LorenCI SALVEREMO TUTTI

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Mumford & SonsGuiding Light

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ThegiornalistiMilano Roma

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PiottaSolo per noi 

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Noizy, GhaliParku i Lojrave 

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Serena

 

#NewMusicDistress: le novità musicali della settimana (e non solo)

Eccoci qui come ogni venerdì per la nostra rubrica #NewMusicDistress! Oggi vi proponiamo le nuove uscite del mercato discografico mondiale e italiano, sperando possano piacervi proprio quanto piacciono a noi!

Buona lettura, ma soprattutto, buono ascolto! 😉

GazzelleTutta la vita

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The StrutsBulletproof Baby

The 1975Sincerity is scary 

EdoSolo noi due 

Niccolò AgliardiSimili 

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David Guetta ft. Bebe Rexha, J BalvinSay my name

Good CharlotteGeneration Rx

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Adesso passiamo invece ad alcune novità non uscite questo venerdì, ma che secondo noi meritano un posto comunque in classifica 🙂

Lo Stato SocialeIl Paese dell’amore

Arctic MonkeysFor Out of Five recorded at Electric Lady Studios, NY

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I CaniQuesto nostro grande amore

Seguiteci per essere sempre aggiornati sulle ultime uscite!

 

Serena